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PAOLA CAPRIOLO racconta MI RICORDO

PAOLA CAPRIOLO racconta il suo romanzo MI RICORDO (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Paola Capriolo

Un romanzo può nascere da un’esperienza, da un sogno, da un’immagine, persino dall’associazione casuale di due parole: praticamente ogni cosa può essere il seme dal quale germina una storia, una trama letteraria. In me questo processo creativo, che precede la scrittura vera e propria, è sempre avvenuto in modo relativamente rapido e lineare. Solo Mi ricordo ha avuto una genesi diversa: più lunga, complessa, travagliata, tanto da far trascorrere alcuni anni tra i primi spunti e l’inizio della stesura. Non perché io fossi diventata all’improvviso più pigra e inconcludente o per particolari avvenimenti della mia vita (che pure non sono mancati in quegli anni, nel bene come nel male, confluendo per vie in parte consce e in parte sotterranee nella genesi del romanzo), ma perché qui partivo non da uno, bensì da due temi fondamentali, apparentemente diversissimi, cercando sulla pagina una loro possibile conciliazione. Da un lato la bellezza, nel suo problematico rapporto con la realtà storica (è un relitto di epoche più spensierate, lontano da noi come le crinoline e i nei artificiali, un’illusione o una mistificazione del tutto improponibile dopo gli orrori del Novecento, oppure è qualcosa che potrebbe addirittura “salvare il mondo”, come riteneva Dostoevskij?) ; dall’altro lato, la memoria. Io che avevo sempre messo in scena nei miei libri personaggi senza passato, ora, per ragioni strettamente legate alla mia esperienza di vita, non sentivo nessun tema più urgente e vicino di quello del rapporto tra le generazioni. Genitori e figli; la vecchiaia; quel lungo, spesso tormentoso crepuscolo che i nostri anziani vivono, e noi con loro, tra sedie a rotelle, badanti, letti d’ospedale; e il destino che scorre dagli uni agli altri, da chi va a chi resta, legando la memoria storica a quella intima e famigliare. Leggi tutto…