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Posts Tagged ‘paolo di stefano’

I PRIMI CINQUE DEL PREMIO STREGA 2021: Paolo Di Stefano, Antonella Lattanzi, Loredana Lipperini, Stefano Sgambati, Emanuele Trevi

Sono stati resi noti i titoli dei primi cinque libri proposti dagli “Amici della Domenica” per l’edizione 2021 del Premio Strega

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Premio Strega 2021“Noi” di Paolo di Stefano (Bompiani), proposto da Luca Serianni

“Questo giorno che incombe” di Antonella Lattanzi (HarperCollins), proposto da Domenico Starnone

“La notte si avvicina” di Loredana Lipperini (Bompiani), proposto da Romana Petri

“I divoratori” di Stefano Sgambati (Mondadori), proposto da Daria Bignardi

“Due vite” di Emanuele Trevi (Neri Pozza), proposto da Francesco Piccolo

Di seguito, le schede di proposta dei cinque Amici della Domenica al Premio Strega 2021
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NOI di Paolo Di Stefano (recensione)

“Noi” di Paolo Di Stefano (Bompiani)

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La poesia che scioglie i nodi

di Sebastiano Burgaretta

Si può, senza ombra di dubbio, affermare che il romanzo di Paolo Di Stefano Noi ha radici antiche. Esso, infatti, si configura come un lavoro maturato, nel corso degli anni, in una sorta di palinsesto, work in progress, che ha richiesto attenzione continua e sempre nuovi apporti, che ne dessero in modo plausibile le intime ragioni umane e ne individuassero la giusta, esatta collocazione storica e socio-antropologica. È il frutto di un lavoro continuo, si può dire di sempre, l’esito di una fatica non configuratasi in questi ultimi anni ma generatasi e protrattasi sin dal tempo del primo romanzo e rimasta finora senza un totale compimento. Baci da non ripetere (1994), Tutti contenti (2003), Ogni altra vita (2015), persino La parrucchiera di Pizzuta (2017), libro uscito sotto lo pseudonimo Nino Motta, che è il protagonista di Tutti contenti, e lo stesso Giallo d’Avola (2013) con la sparizione di un fratello anche lì come in Noi, sono, a guardare retrospettivamente, gli atti di un’unica ricerca artistico-creativa, e ancor prima umana, che non trovava sosta né soluzione alcuna. Tutti questi lavori erano come dei frammenti di una tormentosa ricerca sempre in itinere, in un insoddisfacente fieri, che, nel corso degli anni e dietro alla maturazione umana ed esistenziale dell’autore, cercavano, più o meno inconsapevolmente, una loro composizione unitaria. Leggi tutto…

PREMIO PIRANDELLO 2016 a Paolo Di Stefano e Pippo Pattavina

I pesci devono nuotarePAOLO DI STEFANO e PIPPO PATTAVINA saranno premiati nell’ambito del PREMIO PIRANDELLO 2016

Nell’ambito della V edizione del Premio Letterario Luigi Pirandello, promosso dal presidente dell’E.R.S.U. (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catania Alessandro Cappellani e destinato agli studenti più meritevoli, la giuria, presieduta da Sarah Zappulla Muscarà, ha premiato lo scrittore Paolo Di Stefano, inviato speciale del “Corriere della Sera”, per il romanzo “I pesci devono nuotare” (Rizzoli), e l’attore Pippo Pattavina, protagonista de “Il piacere dell’onestà“.

La cerimonia di premiazione avrà luogo il 16 dicembre alle ore 17, presso la Pinacoteca del Museo Diocesano di Catania.

I pesci devono nuotare” (Rizzoli) – di Paolo Di Stefano

Telbana, Egitto: in questo piccolo paese a nord est del Cairo, dove il colore dei campi si fonde col rosso delle case incompiute e dei vicoli sterrati, vive Selim. Suo padre gli ha insegnato il rigore e il senso di sacrificio, negandogli i desideri: «Devi allungare i piedi fino a dove c’è la coperta». Ma Selim è tenace e non si accontenta della vita che il destino gli ha riservato, e così, con l’incoscienza e la forza dei suoi diciassette anni, attraversa il deserto e la Libia, fino a raggiungere il mare e imbarcarsi per l’Italia.Dopo fatiche, stenti e preghiere sussurrate, il viaggio lo conduce in Sicilia, insieme a centinaia di migranti in cerca di sogni. Il suo è il più grande e ambizioso: vuole un riscatto dall’infanzia che si è lasciato alle spalle, parlare l’italiano meglio degli italiani, costruirsi un futuro. È una strada tortuosa, che sembra impossibile, ma Selim non si arrende e, tra cadute e risalite, cerca il proprio posto in una Milano che non regala niente a nessuno. Selim non è solo. Dentro e accanto alla sua vita ne scorrono altre, meno luminose ma altrettanto esemplari: la dolce Marlene, il ruvido Raymon, l’amico Tawfik e alcuni misteriosi angeli protettori.In un mondo che cambia velocemente alziamo barriere per difenderci da ciò che non conosciamo. Paolo Di Stefano, con questa storia vera che ha le sue radici nella cronaca di tutti i giorni ma che ci trasporta lontano, in un viaggio sorprendente, racconta i sentimenti, le scoperte e le emozioni di chi sta dall’altra parte di quel muro. Di chi ha imparato un principio universale: i pesci devono nuotare. Leggi tutto…

I PESCI DEVONO NUOTARE all’Artemision (Paolo Di Stefano e il suo nuovo romanzo)

I pesci devono nuotareAppuntamento con il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano I PESCI DEVONO NUOTARE (Rizzoli) – Siracusa, 22 luglio, h. 19, nell’ambito della rassegna “Je suis au jardin” Romanzi all’Artemision

Si terrà il 22 luglio a Siracusa, nell’incantevole cornice dell’Artemision (ove giacciono i resti dell’antico tempio di Artemide), la presentazione dell’ultimo libro di Paolo Di Stefano, “I pesci devono nuotare“, Rizzoli editore.
La conversazione, che sarà guidata da Simona Lo Iacono, si incentrerà sul piccolo protagonista del romanzo, Selim, un ragazzo egiziano che decide di lasciare il suo paesino, afflitto da miseria e privazioni, per approdare in Sicilia attraverso un viaggio fortunoso e pericoloso.
La narrazione, che ha quindi al centro il doloroso dramma degli sbarchi, sarà un’occasione attualissima per riflettere sulle storie che gli immigrati portano con sé, come un difficile e sempre immanente fardello che li segue anche nel viaggio.
Ma si tratterà anche di una occasione per ascoltare dal vivo le testimonianze di coloro che vivono ogni giorno sulla propria pelle questa esperienza.
Simona Lo Iacono sarà quindi accostata da Elena Flavia Castagnino (vice presidente della UWE, University Women of Europe) e dai ragazzi dei centri di accoglienza di Siracusa, cui il Centro Provinciale Istruzioni Adulti di Siracusa (C.P.I.A), con l’ausilio del regista Michele Dell’Utri, sta dando una opportunità di inserimento attraverso il teatro e l’esperienza artistica. Leggi tutto…

Paolo Di Stefano, ”La critica letteraria ha perso autorità” (da Libreriamo)

Accogliamo questo intervento di Paolo Di Stefano pubblicato sul portale Libreriamo.it

Il giornalista esamina i problemi di cui soffre oggi la critica letteraria e illustra quali qualità dovrebbe avere una buona recensione

MILANO – La critica letteraria soffre per la mancanza di una gerarchia tra le troppe figure che sulle testate si occupano di libri, oltre che per l’eccessiva quantità di titoli pubblicati. Ad analizzare il problema è Paolo Di Stefano, inviato speciale delle pagine culturali del Corriere della Sera, di cui è stato anche responsabile. Il giornalista commenta con noi un suo articolo pubblicato il 4 novembre su Corriere.it e illustra quali caratteristiche dovrebbe avere un buon lavoro di critica letteraria. Paolo Di Stefano, ''La critica letteraria ha perso autorità'' Paolo Di Stefano, Corriere della Sera, Corriere.it, libri, lettura libreriamo.it - recensioni libri

Partiamo dall’articolo pubblicato il 4 novembre su Corriere.it, “I 10 libri impossibili da finire”: lei parla qui di dieci grandi classici in toni schietti, senza riguardi all’autorità. Perché scrivere un articolo con consigli di lettura “in negativo”?

Intendiamoci, non c’è niente di eroico o di particolarmente coraggioso nel segnalare, come ho fatto io, dieci titoli di libri difficili da portare a termine. Si tratta di una lista molto soggettiva: alcuni mi hanno subito scritto che è assurdo ritenere difficile “La montagna incantata”. Non era una critica in negativo, perché la difficoltà di un romanzo non è certo sinonimo di “bruttezza” o di cattiva letteratura, altrimenti dovremmo cancellare una miriade di capolavori, a cominciare dagli autori che ho citato per proseguire con Proust, Céline, Gadda, David Foster Wallace e tanti altri. L’idea era venuta alla redazione online del Corriere, che l’aveva vista sul quotidiano inglese The Guardian, come viene spiegato nel cappello redazionale.

Pensa che la critica letteraria indulga a un’eccessiva deferenza nei confronti di nomi e titoli entrati nella tradizione come capisaldi della letteratura?

Se lei parla dei classici, non vedo nessuna deferenza. La reinterpretazione e la rilettura dei grandi autori mi pare un esercizio utile e praticato con frutto sui giornali dagli scrittori, dai saggisti e dagli storici della letteratura più che dai critici letterari. Mi pare uno degli aspetti più interessanti del nostro giornalismo culturale in senso lato.

Secondo lei la critica letteraria è abbastanza imparziale? I libri recensiti, quelli che fanno notizia, sono davvero i migliori oppure si impongono all’attenzione dei media in base a criteri e necessità estrinseci alla loro qualità letteraria – la notorietà dell’autore, gli interessi delle case editrici e via dicendo? Leggi tutto…