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Posts Tagged ‘Paulo Coelho’

TRA PANDEMIA E SUCCESSI: il 2020 DI ELISABETTA SGARBI

Un anno di successi nonostante le difficoltà causate dalla pandemia da Covid-19 ancora in corso: il 2020 di Elisabetta Sgarbi (con uno sguardo all’inizio del nuovo anno)

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di Massimo Maugeri

Non c’è alcun dubbio sul fatto che, a causa della pandemia da SARS-CoV-2, il 2020 sia stato un anno difficile, orribile e da dimenticare (lo abbiamo più volte evidenziato nell’ambito della rubrica “Pensieri e parole ai tempi del Coronavirus“). Al di là delle problematiche connesse alla salute, tutti i settori del sistema economico sono stati duramente colpiti. Fra questi, anche quello dell’editoria. Eppure non mancano i casi di successo (che lasciano ben sperare sulla possibilità di farcela nonostante le evidenti difficoltà ancora in corso). Ne parlo con Elisabetta Sgarbi (regista, direttrice artistica de La Milanesiana e direttore generale del gruppo editoriale de La nave di Teseo), che ha trascorso un 2020 da protagonista…

– Cara Elisabetta, l’anno appena trascorso è stato terribile a causa della pandemia e delle sue conseguenze. Eppure per te, e per La nave di Teseo, è stato un anno di successi. Come commenteresti il tuo 2020?
imageAl di la’ dell’andamento della Nave di Teseo, non possiamo non dire che sia stato un anno orribile. E continua ad esserlo, perché le pandemie non rispettano di certo le chiusure contabili. Ognuno ha cercato di difendersi come poteva e La nave di Teseo ha avuto la fortuna di avere libri importanti che le hanno permesso di tenere la barra diritta. Vincere un Premio Strega con un autore che già lo aveva vinto, con una casa editrice così giovane è merito dello stato di grazia che ha accompagnato Sandro Veronesi nella scrittura del Colibrì. Woody Allen non aveva mai scritto una autobiografia ed è uscito nell’anno in cui il mondo, e il cinema in modo particolare, si è fermato. Joel Dicker ha scritto il suo romanzo di maggior successo, proprio nell’anno in cui i librai – e il suo editore – ne avevano più bisogno. Non c’è più merito di quanto ci sia fortuna.

L' enigma della camera 622 - Joël Dicker - copertinaA proposito di niente - Woody Allen - copertina– Ricapitolando: il Premio Strega e tre libri (“Il colibrì” di Sandro Veronesi, il nuovo romanzo di Joel Dicker, l’autobiografia di Woody Allen) tra i più venduti dell’anno. Due, addirittura tra i primi quattro. Inoltre “Il colibrì” ha appena vinto il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point. Andasse sempre così, ci sarebbe da “metterci la firma”. Cosa speri per l’immediato futuro?
Spero di tornare presto a lavorare in casa editrice, con tutto il gruppo della Nave. Spero che la vaccinazione corra più veloce del virus. Spero queste cose. Poi abbiamo imparato a lavorare in condizioni difficili, a dare il massimo e a resistere, quindi continueremo a farlo, a proporre libri che riteniamo importanti. Ma ogni volta è come cominciare da zero.

– A proposito di cominciare da zero. C’è anche il caso de “L’Alchimista” di Paolo Coelho, tornato in classifica dopo un paio di decenni… Leggi tutto…

LA SPIA: cento anni dalla morte di Mata Hari e il romanzo di Paolo Coelho

Poco più di cent’anni fa, il 15 ottobre 1917, moriva la danzatrice e agente segreto Mata Hari, la cui figura – nel tempo – è divenuta leggendaria.

Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle (Leeuwarden, 7 agosto 1876 – Vincennes, 15 ottobre 1917), è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale. Paolo Coelho ha dedicato a Mata Hari un romanzo: si intitola “La spia” ed è stato pubblicato in Italia l’anno scorso da La nave di Teseo (traduzione di R. Desti). Pubblichiamo, di seguito, il prologo del libro. Segnaliamo altresì l’uscita del nuovo libro di Paolo Coelho “Il cammino dell’arco” (La nave di Teseo) [traduzione di R. Desti – illustrazioni di C. Niemann]

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Da “La spia” di Paolo Coelho (La nave di Teseo – traduzione di R. Desti)

Prologo

Parigi, 15 ottobre 1917 — Anton Fisherman con Henry Wales, per l’International News Service.

Poco prima delle cinque del mattino, un gruppo di diciotto uomini — in gran parte ufficiali dell’esercito francese — salì al secondo piano di Saint-Lazare, il penitenziario femminile di Parigi. Preceduti da un secondino che reggeva una torcia con cui accendeva le lampade, si fermarono davanti alla cella numero 12.
Erano le monache a occuparsi di quel posto. Suor Léonide aprì la porta e chiese a tutti di attendere fuori. Entrò, sfregò un fiammifero sulla parete e accese la lampada della stanzetta. Poi chiamò una delle sorelle ad aiutarla.
Piano e delicatamente, suor Léonide cinse con un braccio il corpo addormentato della donna: stentava a svegliarsi, quasi non fosse interessata al mondo circostante. Quando aprì gli occhi, secondo la testimonianza delle monache, sembrò emergere da un sonno tranquillo. E si mantenne serena anche quando apprese che la domanda di grazia presentata alcuni giorni prima al presidente della repubblica era stata respinta. È impossibile dire se provò tristezza o sollievo per il fatto che tutto fosse ormai prossimo alla fine.
A un cenno di suor Léonide, padre Arboux entrò nella cella insieme al capitano Bouchardon e all’avvocato Clunet. A questi, la prigioniera consegnò una lunga lettera-testamento, che aveva scritto nel corso dell’ultima settimana, e due buste marroni contenenti alcuni ritagli. Leggi tutto…