Archivio

Posts Tagged ‘perrone’

PAOLO ZARDI racconta MEMORIE DI UN DITTATORE

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: PAOLO ZARDI racconta il suo romanzo “Memorie di un dittatore” (Perrone), presentato all’edizione 2021 del Premio Strega da Paolo Di Paolo

* * *

di Paolo Zardi

La nascita di un romanzo, la sua esistenza autonoma, compiuta, e indipendente dall’autore, sono i frutti misteriosi di un processo che si svolge in un mondo sotterraneo, buio e inaccessibile che è la mente di chi quel romanzo lo ha scritto. Nel tentativo di ricostruire, a posteriore, i passi che ho seguito per arrivare alle Memorie di un dittatore, credo di dover tornare indietro fino alla quinta ginnasio quando, per la prima volta, incappai nella curiosa e sorprendente storia di Eliogabalo, un ragazzo di quattordici anni che, per una serie fortuite di cause, era salito al vertice di quello che allora era l’impero più grande del mondo. I quattro anni in cui detenne il potere furono caratterizzati da eccessi e follie di ogni tipo, incomprensibili e inaccettabili perfino per quella società romana già avviata verso la decadenza; la sua avventura si concluse come per la stragrande maggioranza degli imperatori romani: venne ucciso dai pretoriani e sostituito dal cugino Alessandro Severo, che a sua volta sarebbe stato ucciso dai suoi soldati tredici anni dopo. Quella storia aberrante, tragica e ridicola allo stesso tempo, poneva una domanda che per me sarebbe diventata centrale: quali qualità specifiche possiedono le persone che conquistano il potere? Leggi tutto…

GIANLUCA MOROZZI racconta ANDROMEDA

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIANLUCA MOROZZI racconta il suo romanzo ANDROMEDA (Perrone)

 * * *

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6c/GianlucaMorozzi.jpgdi Gianluca Morozzi

Il conte di Montecristo. È la risposta automatica, no? Ti chiedono “qual è il più grande romanzo sul tema della vendetta?  “Ma Il conte di Montecristo, non è ovvio?”.
Però, prima di addentrarmi nelle pagine degli autori francesi dell’Ottocento, da bambino leggevo gli Urania. Quella bella fantascienza da edicola, con il bianco a evidenziare le straordinarie, evocative illustrazioni di Karel Thole racchiuse in un cerchio. E quegli altri romanzi dell’Editrice Nord, le copertine della Serie Oro…
Destinazione stelle di Alfred Bester, Serie Oro, fu il mio primo balzo (o jaunto?) nell’affascinante, intrigante, irresistibile mondo della vendetta. Mi piacque così tanto che comprai anche un Urania firmato Bester, La tigre della notte, solo per scoprire… che era sempre Destinazione stelle (quei bizzarri equivoci tipo La svastica sul sole / L’uomo nell’alto castello). Siccome ho ricomprato anche l’edizione più recente, posso dire di possederlo in triplice copia.
I miei occhi e il mio cervello fiammeggiavano leggendo dell’ossessione vendicativa di Gully Foyle, un mediocre individuo, una bestia in forma umana, nei confronti di chi l’aveva lasciato a morire. E per riuscire a portare a termine il proprio obiettivo, si superava. Diventava un altro, un anti-eroe così determinato da diventare una creatura semidivina, destinata a guidare l’umanità verso nuovi traguardi. Lui, l’umile meccanico che si aggirava nello scheletro dell’astronave Nomade! “Stava morendo da centosettanta giorni e non era ancora morto…” Leggi tutto…

COME UNA STORIA D’AMORE di Nadia Terranova (recensione)

“Come una storia d’amore” di Nadia Terranova (Perrone)

* * *

“Come una storia d’amore”: il viaggio di Nadia Terranova nella città di R.

di Daniela Sessa

Come una storia d’amore” è un titolo furbastro, ruffiano, seduttore, malizioso e smaliziato.  Perciò, prima di mettersi a leggere i dieci racconti che raccoglie è bene sapere che la storia d’amore non si dimena solo lungo le deliziose pagine del nuovo libro di Nadia Terranova ma le scavalca, quelle pagine, e si piazza tra lettore e libro. Piazzare, con la sua idea di staticità, magari non sarà l’espressione migliore per un libro che racconta un viaggio dal tragitto solo all’apparenza breve (nello spazio tra due quartieri, il Pigneto e il Ghetto) né si possono impunemente attribuire all’amore qualità immobili. Ma, finita l’ultima pagina di “Come una storia d’amore”, solo un lettore sprovveduto non avrà capito che attraverso la cura delicata e perspicace della parola, i personaggi policromi, una narratrice raggomitolata nel proprio io spezzato e tagliente, Nadia Terranova la storia d’amore l’ha cercata proprio con chi legge. Dopo averlo catturato nella rete di dieci piccole storie che sono un’unica storia: una giovane donna, dopo dieci anni vissuti a Roma, si trova nella necessità o desiderio di rimettersi in moto, per cominciare un altro viaggio. Leggi tutto…

BRAHMĀ di Ilaria Palomba: incontro con l’autrice

BRAHMĀ di Ilaria Palomba: incontro con l’autrice

 * * *

Ilaria Palomba, classe ’87, è laureata in Filosofia, ha tenuto laboratori di scrittura creativa nei centri diurni di psichiatria e presso alcune scuole; tra le sue pubblicazioni: Fatti male, tradotto in tedesco per Aufbau-verlag, Homo homini virus (Premio Carver, 2015), Io sono un’opera d’arte, viaggio nel mondo della performance art, Disturbi di luminosità, Deserto. È ideatrice e redattrice del blog dissipatu.blogspot.com in cui svolge una ricerca sul disagio psichico.

Per Perrone editore ha pubblicato il romanzo Brahmā.

Possedere l’altro, primeggiare, schivare le attenzioni di una madre morbosa, meritare il riconoscimento di un padre inarrivabile sono i desideri che animano Bianca (la protagonista del romanzo), fragile trentenne, ricoverata più volte in psichiatria per i suoi vani tentativi di suicidio

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

* * *

«Perché ho intitolato questo romanzo Brama? Brahmā è una delle tre manifestazioni di Dio (Trimurti) nell’induismo», ha detto Ilaria Palomba a Letteratitudine, «è il creatore dell’universo materiale, dove si susseguono nascita, sofferenza, morte, reincarnazione. Brama è il cognome di uno dei personaggi più importanti del libro: il filosofo nichilista Carlo Brama. È un anelito, un appetito più forte rispetto al desiderio perché la brama non si placa raggiungendo l’oggetto del desiderio, la brama non potrà mai essere appagata. Leggi tutto…

DIFFICOLTÀ PER LE RAGAZZE di Rossana Campo (intervista)

Layout 1DIFFICOLTÀ PER LE RAGAZZE di Rossana Campo (Perrone editore)

di Massimo Maugeri

Si intitola “Difficoltà per le ragazze” il nuovo libro di Rossana Campo (vincitrice dell’edizione 2016 del Premio Strega Giovani). È una raccolta di quattordici racconti (pubblicata nella collana Racconti d’Autore di Perrone editore diretta da Paolo Di Paolo) caratterizzata dalla presenza di personaggi femminili che si muovono in un contesto di (appunto)… difficoltà.
Ne discuto con l’autrice.

-Cara Rossana, partiamo dall’inizio, come nasce questa raccolta di racconti?
Ti rispondo con un brano della mia introduzione: Quando ho pensato di riunire in un libro alcuni dei miei racconti scritti lungo vent’anni e più, li ho riletti, ho deciso di lavorarci ancora un po’ e ho scoperto che mi piaceva molto passare del tempo con quei miei personaggi. Ho capito che stavo facendo una mia personale cerimonia. Stavo ritrovando e salutando tutte le mie bambine e le ragazzine e le giovani donne che ho sempre amato raccontare nei miei libri e mentre facevo questo stavo salutando anche delle parti di me, dei momenti della mia vita che avevo fermato nel tempo grazie alla parola scritta. Erano parti di me diventate personaggi, erano anche delle amiche che ora mi venivano incontro e mi dicevano che sarebbero state con me per sempre. Mi è piaciuto quel nostro scambio. Come mi è piaciuto riunirle tutte insieme, era un rito per festeggiare la prima parte della mia vita di donna e di scrittora.

-Veniamo al titolo, ‘Difficoltà per le ragazze’, quali sono le difficoltà in cui si imbattono le protagoniste di questi racconti?
Mi sono accorta, dopo avere scelto i quattordici racconti, che tutte le donne e le ragazzine che sono le protagoniste delle storie, si trovano in un momento di difficoltà, appunto, sono alla fine di qualcosa, dentro cambiamenti anche difficili, dolorosi. E però li affrontano bene, da sole o con delle amiche, con allegria, malinconia, rabbia, confusione, ma sempre in un modo vitale, sincero, continuando la ricerca del loro posto nel mondo, mi pare.

-In epigrafe hai scelto una citazione di Simone de Beauvoir. Come mai? Leggi tutto…

ENZA ALFANO racconta BALLA SOLO PER ME

ENZA ALFANO racconta il suo romanzo BALLA SOLO PER ME (Perrone)

di Enza Alfano

Il palcoscenico di Balla solo per me è il teatro San Carlo di Napoli.
Al centro del palco Laura, ballerina e donna di mare, muoverà i suoi passi interpretando Coppelia, misteriosa figlia di un fabbricante di giocattoli. Ruolo inedito per l’etoile del corpo di ballo a cui è stata rubata la parte di Swanilda.
Tutti, intorno a Laura, ignorano che quel palcoscenico non è solo danza, non è solo interpretazione. Nasconde frammenti di una storia d’amore intricata, complessa come lo sono le relazioni segrete.
C’è un uomo che ha fatto una duplice promessa d’amore, è un uomo sensibile e onesto ma non sa districarsi tra doveri diversi, differenti declinazioni dell’amore. Intrappolato da un destino che sembra farsi gioco di lui, dei suoi sentimenti, della sua vita. Due donne che amano, forse troppo, e altri personaggi minori che fanno i conti con sentimenti irrisolti e contraddittori.
Ci ho messo il mio amore per la danza, la mia passione per la vita, la voglia di sconfessare una visione semplicistica delle relazioni affettive e la banalizzazione dei rapporti d’amore. Leggi tutto…

MAVIE PARISI racconta DENTRO DUE VALIGIE ROSSE

MAVIE PARISI ci racconta il suo romanzo DENTRO DUE VALIGIE ROSSE (Perrone editore)

di Mavie Parisi

Come afferma Rosa Montero ne “La pazza di casa”, ogni storia nasce da un ovetto, una strana entità che è meno di un’idea.
Potrebbe paragonarsi a una scintilla, un barlume, la suggestione di un nanosecondo, un incanto che, una volta afferrato, deve essere schiuso con molta cura, come si farebbe con un bocciolo di papavero, ché sono fatti della stessa materia delicata e pronta a dissolversi.
Nel mio caso l’ovetto è stato la seduzione di una frase: IN BATTERE E IN LEVARE, che non è solo accento metrico  del solfeggio, ma è visione doppia, è la necessità che un movimento forte sia seguito da uno debole, che l’aria che si inspira venga poi espirata, che esistano due modi possibili.
Ed era questo il titolo prima che si chiamasse DENTRO DUE VALIGIE ROSSE, il perché di questo cambiamento è lungo da spiegare, ma intuibile.
L’idea, in verità, più che nascere, emerge, viene fuori dalle profondità dove è stata a lungo covata, più o meno consapevolmente.
Infatti, da molto volevo provare su un mio racconto il meccanismo dello sliding doors (prendo in prestito dall’omonimo film), dove però il punto di scambio non fosse il riuscire o il non riuscire a salire sul vagone di una metropolitana dando così vita a due vicende completamente opposte, volevo che il punto di scambio fosse la diversità di reazione a una situazione identica.
Ed ecco la storia: una famiglia che frana, un padre latitante, una madre rancorosa e due sorelle. Leggi tutto…

ISABELLA BORGHESE racconta GLI AMORI INFELICI NON FINISCONO MAI

ISABELLA BORGHESE ci racconta il suo romanzo GLI AMORI INFELICI NON FINISCONO MAI (edito da Giulio Perrone). Un estratto del libro è disponibile qui…

di Isabella Borghese

La cucina è l’ambiente della casa che preferisco. Amo cucinare per i miei amici. Quando ho deciso di dedicarmi alla stesura di Gli amori infelici non finiscono mai sapevo di voler scrivere, dopo Dalla sua parte, un’altra storia per i lettori. Un romanzo differente, dopo un esordio che, tuttavia, è stato esattamente quello che volevo raccontare.
L’entusiasmo e l’obiettivo è stato dunque lo stesso di quando mi ritrovo tra la macchina del gas e le pentole della cucina: che siano ricette gustose o il voler riempire la famosa “pagina bianca” non ho colto alcuna differenza importante.
Quali sono gli ingredienti di Gli amori infelici non finiscono mai? Provo a raccontarvi come li ho prima selezionati, e con cura, e subito dopo dosati, in modo equilibrato.
Sul tavolo di lavoro ho immaginato ci fossero: la Prosopagnosia. Roma. L’amore. Il silenzio.
Ma in che modo distribuirli? Come dar vita alla mia nuova ricetta in formato romanzo?
Un giorno nei miei pensieri ho incontrato L’Uomo senza Volto. Questo personaggio curioso che uscito dall’ospedale non riconosceva più se stesso allo specchio, né le altre persone. Neanche sua moglie. E’ prosopagnosico. La prosopagnosia è questo deficit percettivo per cui le persone che convivono con questa caratteristica non riconoscono i visi di nessuno.
“Il mio” Uomo senza Volto mi ha chiesto di raccontare la sua storia, la sua incapacità e la sua volontà di uscire fuori dalla sua casa per imparare a stare al mondo anche con questo deficit percettivo. Nella mia immaginazione l’ho visto prima uscire dall’ospedale, poi muoversi tutti i giorni davanti a una libreria Alice nel paese delle meraviglie. Ed è proprio così che lo incontriamo nel romanzo: lì davanti alla libreria con sei copie dell’esordio di Gisella Montàr, una donna che lui ha amato molto, e che non vede da quanto è diventato prosopagnosico; però si concede questo gesto amoroso: continuare a promuovere questo esordio. Si tratta di un gesto d’amore doppio, in realtà. Ed è enorme per lui: uno per questa donna, l’altro è vero atto d’amore per l’editoria in crisi. Lui compra e rivende i libri per essere certo che vengano acquistati. Leggi tutto…

MA L’AMORE NO – Facciamo un libro

I MIGLIORI RACCONTI DELLA V EDIZIONE DEL PROGETTO “FACCIAMO UN LIBRO” DELLA FONDAZIONE BELLONCI
“MA L’AMORE NO”
GLI STUDENTI DI QUARANTA LICEI PROTAGONISTI: DALLA SCRITTURA ALLA PROMOZIONE

Circolo degli Artisti di Roma – 13 giugno 2013

Il progetto, giunto alla quinta edizione, vuole rendere i ragazzi delle scuole protagonisti consapevoli e attivi del percorso nascita di un libro, dal momento della scrittura a quello del lancio. L’obbiettivo è quello di avvicinare gli studenti all’oggetto libro e ai mestieri dell’editoria, suscitando in loro una curiosità che in futuro potrebbe trasformarsi in passione e professione.
La prima fase del progetto è stata dedicata alla scrittura creativa, con un concorso che ha visto i ragazzi coinvolti nella stesura di un racconto. Gli autori selezionati dalla Fondazione Bellonci, sono stati affiancati nella revisione dei racconti da un editor della casa editrice che ha lavorato con loro, fornendogli preziosi consigli per migliorare la loro scrittura. Leggi tutto…