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Posts Tagged ‘Ponte Alle Grazie’

CRISTINA MARCONI racconta CITTÀ IRREALE

CRISTINA MARCONI racconta il suo romanzo CITTÀ IRREALE (Ponte alle Grazie)

Libro candidato all’edizione 2019 del Premio Strega

di Cristina Marconi

«All’inizio non si fideranno di te ma dopo un po’ ti lasceranno anche servire ai tavoli, vedrai». Le luci della città illuminavano di bagliori elettrici i capelli castani delle due ragazze sedute davanti a me su un autobus notturno. Odore di patatine fritte con l’aceto, folate di birra irrancidita, un inizio di rissa proveniente dai sedili posteriori. E poi le giovani voci italiane delle due passeggere, così compita quella di chi dava consigli, così timorosa e emozionata quella di chi li stava ricevendo. Mi sono chiesta se qualcuno avrebbe mai raccontato la loro storia prima di scendere anche io al capolinea e dimenticarmi di loro.
Nella mia vita londinese, declinazione personale di un’esperienza sempre più collettiva, ho spesso ascoltato narrazioni plastificate, racconti di sé ponderati e sterili con una sottile nota di autogiustificazione. «Non sono partito perché ero infelice, anzi…». Sintomo di uno sforzo estremo di coronare la propria nuova esistenza di qualcosa che forse, non sempre, era mancato nella precedente: l’equilibrio della soddisfazione. Un esercito di moderati, almeno stando ai racconti, che in realtà stava facendo qualcosa di estremamente smodato come cambiare tutto, accettare di perdere punti di riferimento, di privarsi del riflesso rassicurante dello specchio di casa. E quindi giù a negare ogni nostalgia, giù ad appigliarsi ad argomenti molto razionali per spiegare il proprio percorso, a mostrare costantemente il lato migliore di sé. Poi ogni tanto saltava fuori lo spiraglio di verità, la scivolata rivelatoria, il momento di guardia bassa, da non confondere con la cupa lamentela dei giorni di pioggia, immancabile al ritorno da una qualche vacanza al sud. Ho iniziato a raccoglierli, mi piacevano molto. Leggi tutto…

A BORDEAUX C’È UNA GRANDE PIAZZA APERTA di Hanne Ørstavik (recensione)

A BORDEAUX C’È UNA GRANDE PIAZZA APERTA di Hanne Ørstavik (Ponte alle Grazie, 2018, 228 pp. Trad. it. di S. Culeddu)

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di Antonio Celano

Perché parlare di Hanne Ørstavik e del suo romanzo psicologico A Bordeaux c’è una grande piazza aperta (Ponte alle Grazie, 2018, 228 pp.)? In fondo – pur conosciutissima all’estero, tanto da esser stata tradotta in ventisei lingue e aver recentemente partecipato alla finale dei National Book Awards nella Shortlist della sezione «Translated Literature» – è una scrittrice norvegese tradotta per la prima volta in Italia, per giunta senza nemmeno essere una giallista.
Perché, allora? Recita la quarta di copertina, che il libro «è un romanzo d’amore, un romanzo sul desiderio di vicinanza e di sessualità e sullo smarrimento che avviene quando l’altro non si lascia incontrare». Forse un erotico? No, soprattutto qualora si voglia inserire il termine nel filone delle Cinquanta sfumature. Semmai un erotico in senso lato, pure questo aperto, dove la sessualità, anche una volta scesa nei suoi bassifondi, è sempre narrata con luminosa naturalezza. Niente morbosità, insomma; niente nevrotiche o sordide catabasi, niente cercate perdizioni maledette e dannunziane. Solo esperienza, viaggio nel cercare un uomo in un altrove muto, dove si pensa si possa coglierlo. Capirsi. Leggi tutto…

IL GIARDINO DELLE MOSCHE di Andrea Tarabbia (un estratto)

Pubblichiamo l’incipit del romanzo “IL GIARDINO DELLE MOSCHE. Vita di Andrej Cikatilo” di Andrea Tarabbia (Ponte Alle Grazie) – vincitore del Premio Selezione Campiello 2016

Le prime pagine di IL GIARDINO DELLE MOSCHE. Vita di Andrej Cikatilo” di Andrea Tarabbia (Ponte Alle Grazie)

La morte per fame
(1936-1978)
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ROSSANA CAMPO racconta DOVE TROVERETE UN ALTRO PADRE COME IL MIO

ROSSANA CAMPO racconta il suo libro DOVE TROVERETE UN ALTRO PADRE COME IL MIO (Ponte alle Grazie) – tra i dodici libri candidati al Premio Strega 2016

Rossana Campo

di Rossana Campo

Questo libro è la storia di me bambina e di lui, Renato, mio padre. E di me donna, e ragazzina che ha avuto a che fare con uomo molto speciale, un uomo vitale, libero e sofferente, allegro e inaffidabile, un uomo che è stato il meglio e il peggio che mi potesse capitare, riunito insieme. Ho messo le mani in un territorio difficile da affrontare, a volte è stato come maneggiare dei pezzi di vetro; ma come lettrice ho spesso cercato questo nei libri che leggevo, la sensazione che lo scrittore, la scrittrice mi stesse raccontando qualcosa non facile da dire, qualcosa di non accomodante, capace di portarmi nelle profondità della sua storia, della sua vita. Che avrebbe toccato anche la mia. Ho sempre scritto romanzi partendo da mie esperienze, mi sono raccontata indossando le maschere di vari alter ego letterari. Questa volta volevo scrivere qualcosa senza filtri, volevo togliermi tutti i vestiti, mi sono accorta che è venuta via anche un po’ di pelle. Leggi tutto…