Archivio

Posts Tagged ‘Premio Calvino 2014’

PIER FRANCO BRANDIMARTE racconta L’AMALASSUNTA

Pier Franco BrandimartePIER FRANCO BRANDIMARTE ci racconta il suo romanzo L’AMALASSUNTA (Giunti), vincitore del Premio Calvino 2014.
Un estratto del libro è disponibile qui.

di Pier Franco Brandimarte

Signor Maugeri, come le avevo scritto mi sono messo a tavolino per raccontare il libro ma dopo diversi tentativi devo ammettere di non esserci riuscito e di non riuscirci, e non si tratta di ritrosia o mancanza di adattamento ma di non cogliere a pieno, in forma piana, ciò che mi sembra l’aspetto per me più importante della cosa; naturalmente per ogni scrittore il suo libro si ammanta di significati esagerati e s’imbeve di un mare di sensazioni, di farfalline, che probabilmente riguardano solo lui e se quelle farfalline sono ricadute o meno dentro la prosa chi lo sa, e si può risultare quindi ridicoli, gonfiare qui e là ciò che risulta nel romanzo. Forse il tentativo di fondo è stato quello di cogliere una sensazione di pochi secondi, non di raccontarla ma di coglierla facendola restare impigliata nelle maglie dello scritto come si lancia un retino nell’aria nella speranza ci siano le farfalle che si voleva intrappolare – mi sto accorgendo del ritorno insistito delle farfalle contro cui, devo ammettere, non nutro interessi venatori o scientifici particolari.
Copertina L'AmalassuntaSe c’è di mezzo la poesia, in un modo clandestino, sono restio ad ammetterlo, ma il tentativo è in ogni modo poetico nel senso di rendere palpabile un oggetto che non lo è, parlo di una fascinazione che mi prese guardando le opere di un pittore a me sconosciuto. Successivamente, sapendone la storia, ho cominciato a vedere le due cose, la vita e l’opera di quest’artista, come una sorta di enigma, di enigma però personale, intimo: avevano stranamente a che fare con me e mi permettevano, per rifrazione, di dare adito a una serie di impressioni e divagazioni fondamentali, per cui la spiegazione che cercavo a parole per quei secondi di intenso piacere, non poteva che attraversare quella congerie, non si poteva quindi arrivare subito a dire cos’era stato il succo della cosa senza fare quel percorso, senza far andare il famoso retino per tutta una parabola istintiva fino al punto in cui lo sciame, o la sola farfalla, doveva svolazzare – per poi avvicinarsi con un certa preoccupazione alla trappola nel timore che fosse rimasta vuota. Mentre andavo scrivendo su questa incerta traiettoria, verso la fine del percorso, ho avvertito per fortuna che un minimo successo, almeno una risposta, l’avevo ottenuta, e quello è stato un momento memorabile. Spero che, se tutto va bene, seguendo questa strada sulla pagina anche il lettore possa per qualche istante avvertire l’emozione che mi è capitata e che, tanto per dire, non riguarda soltanto l’appagamento di un possedere ma anche la limitatezza di questo prendere, quindi una cosa che ha del piacevole e del terribile, uno stato simile alla contemplazione di un vasto panorama che lascia stupefatti e delusi per quella laterale constatazione del cadere, del mancare. Mi scusi allora per l’incomprensione e per l’abbozzo.

p.s. Mi rendo conto d’altra parte di aver incominciato in un modo e finito in un altro: se dopotutto si può prendere la disdetta come un abbozzo di racconto di romanzo, e se si capisce che L’Amalassunta non è una specie di farfalla, anche se potrebbe (basta farfalle), si può ritenere buona questa, e via. Leggi tutto…

LUI COSI’ ESTRANEO, di Francesca Marone tra i romanzi segnalati dal Premio Calvino 2014

francesca-g-maroneLUI COSI’ ESTRANEO, di Francesca G. Marone tra i romanzi segnalati dal Premio Calvino 2014

di Massimo Maugeri

Sono molto felice nell’apprendere la notizia che, tra i segnalati dell’edizione 2014 del Premio Calvino, figura anche la “nostra” Francesca Marone (nella foto accanto), curatrice dello spazio di Letteratitudine chiamato Osservatorio LitBlog. Francesca concorreva con un romanzo inedito intitolato “Lui così estraneo“.
La frase indicata come motivazione del riconoscimento è la seguente: “per il lacerante scandaglio di un’interiorità femminile”.
Di seguito, una scheda del libro, una breve “chiacchierata” con Francesca e un piccolo assaggio del testo…

Maria Giulia, una donna separata con figli, attraversa il percorso della malattia e della morte del padre provando la più profonda incapacità di amare e di perdonare. Scopre, leggendo vecchie lettere l’esistenza di una vita a Praga, e forse di un figlio segreto di suo padre. Intraprende un viaggio alla ricerca della verità che lei crede necessaria alla sua vita. In un doloroso scandaglio interiore, fatto di ritorni al passato e di ferite mai sanate, la donna indaga nell’estraneità dei sentimenti che l’hanno accompagnata nel corso dell’esistenza. Uno spiraglio di speranza per guardare la vita con occhi diversi e perdonare se stessa le permetterà di aprirsi a una delle scelte d’amore più coraggiose.

– Cara Francesca, raccontaci qualcosa di questo tuo libro…
Questo libro è molto importante per me, certamente imperfetto e di questo sono cosciente ma molto necessario. Pur non essendo particolarmente lungo ha impiegato circa quattro anni a venir fuori e materializzarsi su carta. E’ nato da una esigenza profonda di comprendere quanto il perdonare sia un processo così tortuoso e poco connaturato anche in un legame di sangue come quello fra un padre e una figlia. Non vi è nulla di scontato nelle relazioni affettive, essere legati non implica necessariamente avere confidenza, intimità e fiducia l’uno con l’altra. E’ doloroso ammetterlo per primo a se stessi. Poi da questa esigenza, e dalla maturazione interiore di un dolore, è nato il coraggio di imbastire una storia che narra di una donna intrappolata in una vita a metà dopo la separazione e in un rapporto tormentato con il padre il quale è vissuto come se fosse un estraneo tutto da scoprire. Estraneo però è in realtà il sentimento dell’amore che lei non riesce a riconoscere nemmeno in se stessa.

– Nella frase pubblicata sul sito del Premio, estrapolata dalle motivazioni, leggiamo: “per il lacerante scandaglio di un’interiorità femminile”. Ti ci ritrovi? Leggi tutto…

L’AMALASSUNTA di Pier Franco Brandimarte vince il PREMIO CALVINO 2014

L’AMALASSUNTA di Pier Franco Brandimarte vince il PREMIO CALVINO 2014

PREMIO ITALO CALVINO

Premio letterario per scrittori esordienti

XXVII edizione

Torino, 23 maggio 2014

 

Pier Franco BrandimarteComunicato della Giuria: IL VINCITORE

La Giuria decide di assegnare il premio a L’Amalassunta di Pier Franco Brandimarte, un testo in elegante e acrobatico equilibrio tra finzione e saggio, per l’abilità e l’originalità dimostrate − seguendo il trend di scritture che si sono messe sulle tracce di personaggi reali − nel ricostruire, secondo molteplici registri narrativi e con scrittura impeccabile e compatta, la vicenda umana e artistica del pittore Osvaldo Licini compenetrandola, in studiata sinergia, con la vicenda esistenziale del narratore, e per l’ardimento mostrato nel raccontare una storia “ai margini” che ci interroga sulla precarietà della memoria e sulla misteriosa eclissi degli individui dalla storia collettiva.

Una menzione speciale della Giuria va al lavoro di Simone Giorgi, L’ultima famiglia felice, un romanzo in cui risuona il rumore del presente. L’autore sviluppa con perfezione geometrica la drammaturgia di una famiglia italiana middle class che è insieme un caustico e acribico ritratto delle pratiche educative programmaticamente corrette dei nostri tempi, palesando un’immaginazione cinematografica ed esibendo una scrittura in superficie semplice, dietro cui si cela una mano di chirurgica esattezza. Al centro campeggia la figura di un padre mite, inesorabilmente destinato, nella sua illusa visione delle cose, alla disfatta ideale e sentimentale.

Una seconda menzione va a La circostanza di Francesco Di Salvia per l’ambizione che vi traluce di costruire il grande romanzo italiano. Il giovane autore, venuto dopo ciò che racconta, stupendoci per la sua competenza, traccia un ampio affresco della storia italiana dalla Resistenza all’inizio del nuovo millennio intessendo, con sagacia e fervida immaginazione, storia politica e storia di un’imprenditoria famigliare, personaggi d’invenzione e sorprendenti cammei di “grandi” uomini, in particolare focalizzandosi, attraverso l’inedita e ironica figura di un candido senatore comunista, sulle vicende del PCI e delle sue successive entità metamorfiche.

La Giuria: Antonia Arslan, Concita De Gregorio, Paolo Di Paolo, Barbara Lanati, Tommaso Pincio

 

 

* * *

L’AMALASSUNTA di  Pier Franco Brandimarte Leggi tutto…

I Finalisti della XXVII edizione del Premio Calvino

I Finalisti della XXVII edizione del PREMIO ITALO CALVINO

Gianni AgostinelliPerché non sono un sasso

Pier Franco BrandimarteL’Amalassunta

Francesco Paolo Maria Di SalviaLa circostanza

Simone GiorgiL’ultima famiglia felice

Fabio GrecoGenti a cartapesta

Maurizio MaggiL’avamposto

Elisabetta PieriniNotte

Francesca PilatoIl colore turchino

Carmela ScottiL’imperfetta

 

Il Comitato di lettura, fra quasi ottocento concorrenti, ne ha selezionati nove dopo letture incrociate e numerose discussioni. Quanto ai temi delle opere, non è immediato trovare un filo comune. Ciò che colpisce è la straordinaria capacità del Sud di continuare a ispirare storie, spesso fortemente radicate nella tradizione o in un mondo odierno che ne è ancora profondamente segnato. Genti a cartapesta di Fabio Greco è l’esempio più palese: un testo dentro la tradizione che, con un linguaggio fantasmagorico e meticcio, ci racconta la storia leggendaria della salentina Isola delle Pazze. Con L’imperfetta di Carmela Scotti sprofondiamo in una favola nera, atroce e fosca, ambientata in una Sicilia di fine Ottocento tra forre e campagne selvagge: la giovane protagonista, assassina per ribellione, attraverserà (fino all’ultima) tutte le tappe di una vita estrema. Il Sud torna in altri due romanzi: Il colore turchino di Francesca Pilato e La circostanza di Francesco Di Salvia. Il primo, partendo da Catania, segue le vicende di una famiglia altoborghese risorgimentale e postunitaria, ponendosi dal punto di vista di una donna che disegna un suo destino libero, ma soffuso di malinconia. Con La circostanza passiamo alla storia del secondo Novecento. Si tratta, qui, di una famiglia salernitana di industriali del caffè, la cui epopea si intreccia con la parabola del PCI attraverso la voce del protagonista, deputato comunista ed ex resistente per caso. La storia recente fa da sfondo a L’avamposto di Maurizio Maggi, ma con uno spostamento verso l’Afghanistan.  L’ambizione dell’autore è farci cogliere, attraverso il caso dell’assassinio di una donna, il passato di questo Paese, ricco di fermenti che il presente sembra aver obliterato.
In Perché non sono un sasso Gianni Agostinelli mette in scena un personaggio dalla caratura nichilistica. Il suo disincanto (che trova uno sfogo nell’osservazione delle vite degli altri) è reso alla perfezione da una scrittura abilissima nel simulare originalmente un lessico scorretto. Notte, di Elisabetta Pierini, sul fondale di un paesino marchigiano dall’animo arcaico, narra la vicenda di un mite parroco le cui forze si rivelano troppo umane e deboli per sconfiggere il Male impersonato da un giovane ecclesiastico affascinante e spregiudicato. L’ultima famiglia felice di Simone Giorgi è una drammaturgia familiare colta con straordinaria penetrazione nelle sue pieghe più riposte. Il padre è espressione insieme ironica, patetica e tenera della volontà assoluta di attenersi al “pedagogicamente corretto”, e in generale al “corretto”. In ventiquattro ore si arriverà ad un epilogo sconcertante. Infine L’Amalassunta, testo letterario di notevole perfezione formale, è insieme narrazione, autobiografia, biografia e critica d’arte e tratteggia con eleganza un indimenticabile ritratto del pittore Osvaldo Licini.

Leggi tutto…

Premio Calvino – LA GIURIA DELLA XXVII EDIZIONE

LA GIURIA DELLA XXVII EDIZIONE del PREMIO CALVINO

L’Associazione per il Premio Italo Calvino ci ha comunicato i nomi dei Giurati che valuteranno i testi finalisti e decreteranno il vincitore della XXVII edizione. Eccoli di seguito:

Antonia Arslan
Concita De Gregorio
Paolo Di Paolo
Barbara Lanati
Tommaso Pincio

La cerimonia di Premiazione avrà luogo a Torino il 23 Maggio 2014 alle ore 17.30 presso il Circolo dei Lettori in via Bogino 9.

Di seguito, le minibiografie dei giurati.
Leggi tutto…