Archivio

Posts Tagged ‘Premio Nobel’

CAMBIAMENTI, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

CAMBIAMENTI, di Mo Yan

(da Cambiamenti” di Mo Yan – edizioni Nottetempo – traduzione di Patrizia Liberati)

MO YAN, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

di Mo Yan

Vorrei raccontare i fatti accaduti dopo l’anno 1979, ma i miei pensieri continuano a spingersi oltre quel limite e mi riportano indietro a un pomeriggio d’autunno del 1969, nel sole sfavillante, tra crisantemi giallo oro, mentre le rondini migravano al Sud. A quel punto, la memoria e la coscienza di me stesso si fondono in un amalgama. Eccomi nel mio ricordo, un bambino solo che è appena stato cacciato da scuola. Attirato dagli schiamazzi che provenivano dall’interno, ero scivolato furtivamente attraverso il cancello incustodito e, percorrendo un lungo corridoio buio, avevo raggiunto il cuore dell’edificio, un cortile circondato da costruzioni. Sulla sinistra era piantato un palo in legno di quercia con – in cima – una traversa fissata con del filo metallico da cui pendeva una campana di ferro macchiata di ruggine rossastra. Sul lato destro c’era un tavolo di fortuna in mattoni e cemento per le partite di ping-pong e, intorno al tavolo, era raccolto
un gruppo di spettatori che guardavano due persone impegnate a giocare. Il frastuono proveniva da lí. Era il periodo delle vacanze autunnali per quella scuola di campagna e il pubblico era composto per la maggior parte da insegnanti e da  poche, attraenti studentesse.
Erano state selezionate dalla scuola per partecipare al torneo distrettuale che si sarebbe svolto durante la festa nazionale e non erano andate in vacanza perché dovevano allenarsi. Siccome erano le figlie dei quadri dell’Azienda agricola statale, il loro sviluppo fisico era regolare e avevano la carnagione chiara di chi viene nutrito a sufficienza, e le loro famiglie benestanti le avevano vestite di colori vivaci. Bastava un’occhiata per accorgersi che loro e noi ragazzini poveri non facevamo parte della stessa casta. Noi le osservavamo ammirati e loro non ci degnavano neppure di uno sguardo. Liu Tianguang, il mio insegnante di matematica, era uno dei due giocatori. Era un uomo basso con una bocca dalle dimensioni spropositate. Si diceva che riuscisse a infilarci dentro tutto il pugno, ma noi non eravamo mai stati testimoni di quell’impresa mirabile. Spesso nella mia mente affiora l’immagine di lui che sbadiglia seduto in cattedra, quelle sue fauci spalancate erano una vista spettacolare. Era stato soprannominato hema, “ippopotamo”, ma noi gli ippopotami non li avevamo mai visti e hama, “rospo”, ha un suono simile e una bocca altrettanto grande, e cosí Liu l’Ippopotamo era  diventato Liu il Rospo.
Il nomignolo non era stata una mia invenzione ma le indagini, chissà come, portarono a me. Affibbiare un soprannome al  figlio di un martire di guerra, nonché vicepresidente del Comitato rivoluzionario della scuola, era stato un delitto gravissimo, la cui inevitabile conseguenza fu il depennamento del mio nome dal registro di classe e l’espulsione dalla scuola. Leggi tutto…

LE SEI REINCARNAZIONI DI XIMEN NAO, di Mo Yan (Premio Nobel per la Letteratura 2012)

Le sei reincarnazioni di Ximen NaoAL CINESE MO YAN, IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2012

Le sei reincarnazioni di Ximen Nao di Mo Yan
Einaudi, 2009 – pp. 736 – € 26,00
Traduzione di Patrizia Liberati

Nei cinquant’anni che trascorre sulla terra reincarnandosi di volta in volta in asino, toro, maiale, cane, scimmia e infine di nuovo essere umano, il proprietario terriero Ximen Nao viene coinvolto nelle vicende più drammatiche della Cina moderna: dalla riforma agraria al Grande balzo in avanti, dalle Comuni alla Rivoluzione Culturale sino alla morte di Mao Zedong e alle innovazioni del recente passato. Un’avventura tragicomica lunga mezzo secolo, ricca di invenzioni e popolata di personaggi straordinari.

Primo gennaio del 1950: Ximen Nao, un ricco proprietario terriero, è stato giustiziato dai suoi mezzadri alla vigilia della rivoluzione cinese e da due anni vive nel mondo delle tenebre. Sebbene subisca i più crudeli e dolorosi supplizi, rifiuta di pentirsi: è convinto di avere condotto una vita giusta e di essere invece stato immeritatamente condannato. Re Yama, il terrifico signore della morte, è talmente stufo di lui, delle sue continue, fastidiose lagnanze che alla fine gli dà la possibilità di reincarnarsi nei luoghi dove ha vissuto. Ximen Nao spera di riprendere così possesso della moglie, delle due concubine, della terra, dei suoi averi. Non immagina che tanta generosità nasconde una ancora maggiore insidia: perché Re Yama decide di farlo reincarnare non in se stesso, ma in un asino. Al momento di tornare sulla terra, Ximen si rifiuta inoltre di bere una pozione che gli consentirebbe di dimenticare il passato e di liberarsi progressivamente delle pulsioni, del desiderio, dell’odio, della sete di vendetta. Vuole che le esperienze della vita precedente rimangano impresse nella sua memoria. Che senso avrebbe, altrimenti, tornare nel mondo degli uomini per riparare all’ingiustizia subita?
Nell’arco di cinquant’anni all’asino faranno seguito il toro, il maiale, il cane, la scimmia. Un lasso di tempo che basterà a Ximen per liberarsi di ogni rancore e durante il quale sarà partecipe degli eventi piccoli e grandi che hanno contribuito a trasformare la Cina. E alla fine giungerà anche il momento in cui Re Yama gli consentirà di ridiventare uomo: il 31 dicembre del 2000, la notte della nascita del nuovo millennio, verrà al mondo un bambino di nome Lan Qiansui, ossia «Lan mille anni»; sarà lui, che ha un «corpo piccolo e magro e la testa insolitamente grande, una memoria eccellente e una parlantina sciolta», a iniziare, il giorno del suo quinto compleanno, il racconto della propria storia: «Dal primo gennaio dell’anno 1950…»

Un estratto del libro
Leggi tutto…