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PREMIO SCERBANENCO 2017: la cinquina finalista

PREMIO SCERBANENCO 2017 (la cinquina)

Ecco la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2017, risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori sul sito e di quelli ponderati della Giuria letteraria (qui i risultati dettagliati) che ha votato in questa formazione: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi, John Vignola.

I cinque finalisti verranno presentati il 4 dicembre alle ore 18.30 presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano.

Il Premio Giorgio Scerbanenco 2017, consistente in un ritratto di Giorgio Scerbanenco ad opera dell’artista Andrea Ventura, verrà consegnato la sera del 4 dicembre all’Anteo Palazzo del Cinema alle ore 21.

Il romanzo L’uomo di casa, di Romano De Marco, Piemme Editore, entrato nella cinquina finalista, si aggiudica anche il Premio dei lettori per essere stato il più votato sul sito del festival.

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Il premio Scerbanenco va a “Il metodo del coccodrillo” di Maurizio de Giovanni

La Giuria del Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa composta da: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Cesare Martinetti, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi, John Vignola e Lia Volpatti ha assegnato il Premio dell’edizione 2012 a Il metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni (Mondadori), con la seguente motivazione: «Per aver saputo coniugare il senso di appartenenza al romanzo nero napoletano con la creazione di personaggi complessi pur nella loro riconoscibile quotidianità. La conferma di una brillante voce letteraria».

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare una Menzione Speciale a Il male quotidiano di Massimo Gardella (edito da Guanda) con la seguente motivazione: «Per aver rappresentato con efficacia un mondo disperato e criminale in cui l’Italia si incrocia con l’Europa di oggi, attraverso lo sguardo già disilluso di un poliziotto figlio di migranti».

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Il metodo del coccodrilloIl metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni
Mondadori, 2012 – pagg. 247 – euro 17

Napoli, così, non l’avevamo vista mai. Una città borghese, inospitale e caotica, cupa e distratta, dove ognuno sembra preso dai propri affari e pronto a defilarsi. È esattamente questo che permette a un killer freddo e metodico di agire indisturbato, di mischiarsi alla folla come fosse invisibile. “Il Coccodrillo” lo chiamano i giornali: perché, come il coccodrillo quando divora i propri figli, piange. E del resto, come il coccodrillo, è una perfetta macchina di morte: si apposta, osserva, aspetta. E quando la preda è a tiro, colpisce. Tre giovani, di età e provenienza sociale diverse, vengono trovati morti in tre differenti quartieri, freddati dal colpo di un’unica pistola. L’ispettore Giuseppe Lojacono è l’unico che non si ferma alle apparenze, sorretto dal suo fiuto e dalla sua stessa storia triste. È appena stato trasferito a Napoli dalla Sicilia. Un collaboratore di giustizia lo ha accusato di passare informazioni alla mafia e lui, stimato segugio della squadra mobile di Agrigento, ha perso tutto, a cominciare dall’affetto della moglie e della figlia. È il giovane sostituto procuratore incaricato delle indagini, la bella e scontrosa Laura Piras, a decidere di dargli un’occasione, colpita dal suo spirito di osservazione. E così Lojacono, a dispetto di gerarchie e punizioni, l’aiuterà a trovare il collegamento, apparentemente inesistente, tra i delitti. A scorgere il filo rosso che conduce a un dolore bruciante, a una colpa non redimibile, a un amore assoluto e struggente. Leggi tutto…