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GIORGIO FONTANA VINCE IL PREMIO ALVARO-BIGIARETTI 2021

PREMIO LETTERARIO CORRADO ALVARO e LIBERO BIGIARETTI VII EDIZIONE: VINCE GIORGIO FONTANA

[Leggi: “Come nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIORGIO FONTANA racconta il suo romanzo PRIMA DI NOI (Sellerio)“]

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È Giorgio Fontana con il romanzo Prima di Noi (Sellerio) il vincitore della VII edizione del Premio Alvaro-Bigiaretti 2021. Il romanzo ha ottenuto la maggioranza dei voti sia della giuria scientifica sia della giuria popolare. Il Comitato Direttivo del Premio presieduto da Giorgio Nisini, riunito nella casa di campagna dei due scrittori, ha decretato vincitore il romanzo di Fontana, finalista della Cinquina di questa edizione insieme a Desideri deviati di Edoardo Albinati (Rizzoli), Il ritratto di Ilaria Bernardini (Mondadori), Kolja. Una storia familiare di Giulia Corsalini (Nottetempo) e Cuore di Furia di Romana Petri (Marsilio).
La giornata di premiazione si svolgerà in presenza (nel rispetto delle norme anti-covid) sabato 23 ottobre a Vallerano (VT) – Piazza dell’Oratorio, ore 10.30.

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GIORGIO FONTANA racconta PRIMA DI NOI

Come nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIORGIO FONTANA racconta il suo romanzo PRIMA DI NOI (Sellerio)

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di Giorgio Fontana

Durante la rotta di Caporetto, un giovane soldato si dà alla fuga e trova riparo in un casolare del Friuli occidentale: qui seduce la figlia del contadino che lo ospita, e quando scopre che è incinta fugge, per poi ritornare sotto minaccia del contadino stesso. Questo è quanto abbia mai saputo di mio bisnonno, che non ho mai conosciuto personalmente. Una decina di anni fa ho iniziato a fantasticare su tale piccolo episodio, che mi pareva racchiudere — come una molla ben compressa e pronta a esplodere — grandi potenzialità narrative: i mesi in trincea come avevano ridotto quell’uomo? Quali emozioni lo legavano alla ragazza? E come aveva gestito i sensi di colpa?
Non possedevo risposta alcuna a queste domande, per fortuna: ho potuto colmare il vuoto con l’esercizio dell’immaginazione. In uno di quei pomeriggi di dieci o undici anni fa intuii, in forma ancora oscura ma perentoria, che partendo da lì potevo raccontare la storia di un’intera stirpe, una famiglia segnata dalla diserzione originaria, e insieme i modi con cui far fronte o ribellarsi alla condanna. Già sapevo che sarebbe stato un libro molto lungo. Un libro di quattro generazioni, con una certa estensione geografica, e la storia d’Italia in filigrana. Avevo l’inizio, intravedevo la fine: si trattava, compito arduo, di colmare lo spazio nel mezzo. Leggi tutto…