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Posts Tagged ‘Rebecca West’

NEL CUORE DELLA NOTTE di Rebecca West (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo “NEL CUORE DELLA NOTTE. La famiglia Aubrey. Vol. 2” di Rebecca West (Fazi editore – traduzione di Francesca Frigerio)

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Dopo La famiglia Aubrey, Nel cuore della notte è il secondo capitolo della trilogia di Rebecca West.

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Un pomeriggio, mentre Mary si esercitava al piano, stavo camminando sulla riva lungo quel tratto di fiume che si stendeva dal giardino della locanda attraversando il cimitero, fino ai piedi delle colline coperte di boschi. A un certo punto il mio sguardo fu attratto da un ramo spezzato che giaceva a terra; le foglie, su un lato, erano bianche di polvere e le bacche brillavano di un cremisi scuro. Alzando gli occhi vidi, al limitare del bosco, l’alberello dal quale si era staccato quel ramo e provai a staccarne un altro, le bacche erano così luminose. Ma la fibra era forte, quindi mi inerpicai sul terreno che si stendeva alle sue spalle per trovare un punto d’appoggio migliore. Ma nemmeno così riuscivo a spezzarlo; mi stancai di provare, guardai verso il bosco dietro di me e feci qualche passo in direzione di quella massa di tenebre; e nonostante mi fossi lasciata l’infanzia alle spalle, fui subito assalita da quel senso di estraneità dal mondo che colpisce i bambini con grande forza, quasi che di solito vivessero altrove. Dato che il bosco si trovava su un pendio, era molto buio. Leggi tutto…

LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA FAMIGLIA AUBREY di Rebecca West (Fazi editore – Traduzione di Francesca Frigerio)

Quando eravamo molto piccoli, in un fresco pomeriggio sudafricano, papà e mamma stavano camminando con noi in un parco proprio poco prima del giorno di San Giovanni e papà ci chiese di mettere le mani sul tronco di un albero. Disse che non avremmo sentito niente, solo il legno, ma se lo avessimo fatto un’altra volta, una settimana più tardi, sotto le nostre mani non ci sarebbe stato solo il legno, ma qualcosa di più, perché quello era il periodo in cui il mondo stava passando dall’inverno all’estate, ed era sospeso tra la morte e la vita. Noi eravamo meravigliate, ma mettemmo ubbidienti le mani sul tronco e ci sembrò di sentirlo privo di vita, mentre la mamma esclamò che suo padre e sua madre le avevano fatto fare la stessa cosa, e lei aveva creduto che fosse un rito peculiare della sua famiglia, ed ecco che ora papà ripeteva quel gesto con noi. Una settimana più tardi mettemmo di nuovo le mani sul tronco e avemmo la sensazione che fosse vivo, e gridammo al miracolo, e la mamma disse che ci sarebbe stato più facile capirlo a casa, in Inghilterra, dove tutto questo succedeva nel periodo natalizio. E così fu. Guardammo alla settimana tra Natale e Capodanno come a un momento di attesa, il momento in cui il mondo decideva se passare dalla morte alla vita e quindi mantenere le promesse di Cristo, oppure resistere, continuare per la sua strada e rovinare tutto. La notte, nei nostri letti, ci chiedevamo se esistesse qualcosa che potesse impedire al mondo di decidere che non si sarebbe svegliato all’arrivo della primavera, e così tutti sarebbero diventati sempre più freddi, e i giorni sarebbero diventati sempre più corti, e alla fine sarebbero rimaste solo le tenebre. Lo chiedemmo a papà e mamma, e papà disse: «Be’, potrebbe succedere, ma non nella vostra epoca». Leggi tutto…