Archivio

Posts Tagged ‘remo bassini’

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini: incontro con l’autore

LA NOTTE DEL SANTO di Remo Bassini (Time Crime – Fanucci)

Remo Bassini, scrittore vercellese, è un vecchio amico di Letteratitudine sin dai tempi del suo romanzo “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton, Roma, 2007), allorquando organizzammo questo interessante dibattito online (stiamo parlando all’incirca di una decina di anni fa). È dunque con grande piacere che torniamo a occuparci di Bassini in occasione dell’uscita del suo più recente romanzo initolato “La notte del Santo” pubblicato per il marchio Time Crime della Fanucci. Protagonista della storia è il commissario Dallavita che, in una fase complicata della propria esistenza, si trova a dover fare i conti con una serie di omicidi perpetrati ricorrendo alla decapitazione. La storia, che si gioca sul crinale sottile che – a volte – divide il male dal bene, è ambientata a Torino.
Abbiamo incontrato Remo Bassini chiedendogli di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

«La notte del Santo”, allora: il santo è il patrono di Torino, San Giovanni Battista, e la vicenda ha il suo cuore pulsante proprio nella notte dei festeggiamenti del santo patrono», dice Bassini a Letteratitudine. «Ho creato un protagonista che per certi versi mi somiglia e per altri no, un attempato commissario, Pietro Dallavita. Mi somiglia perché è un uomo tormentato, perché di notte, invece di tornare a casa dalla moglie, vaga per Torino ascoltando canzoni di Tenco, di Paolo Conte, Ciampi, De Andrè. Non mi somiglia perché è un indeciso, e soprattutto perché convive con un amore segreto, vissuto anni prima ma che non riesce a cacciare dalla testa. Leggi tutto…

Annunci

DICONO DI CLELIA, di Remo Bassini

DICONO DI CLELIA di Remo Bassini
Ugo Mursia Editore Anno 2006 – Pag. 180
recensione di Ivo Tiberio Ginevra
Un buon vecchio libro non ha tempo. Un buon giovane libro rispetto ai classici deve anche sapersi imporre sulle nuove impietose regole del business e soprattutto deve essere pubblicato da una casa editrice lungimirante. Detto questo, ho il gran piacere di recensire il buon giovane libroDicono di Clelia” di Remo Bassini  pubblicato nel 2006 da Ugo Mursia Editore e ancora in commercio.

Giacomo ha da poco superato la quarantina. Ha un lavoro sicuro come professore nelle scuole superiori, una moglie coetanea ancora bella, due figlie Laura e Ornella, che adora. Giacomo conduce una vita regolata e serena eppure….
Manfredi ha anche lui da poco superato la quarantina. Ha una moglie seducente, due figli maschi, ed è un maresciallo dei carabinieri realizzato nel suo lavoro e in famiglia, eppure anche lui…
Francesco ha la stessa età di Giacomo e Manfredi. È un medico stimato.  È piuttosto ricco ed ha una bella moglie e una figlia, Marina, che lo adora, ma anche lui ha il suo “eppure”, però contrariamente agli altri due l’ha cercato, l’ha voluto e per questo ha rovinato tutta la sua esistenza.
Francesco, Manfredi e Giacomo non si conoscono neanche. Tutti e tre hanno tanto in comune, compreso quello che manca nelle loro vite. E a loro manca una cosa che con lo scorrere del tempo diventa essenziale. Diventa tormento. A loro manca la vita stessa. Perché da un certo punto in poi non l’hanno più saputa vivere. Complice una provincia noiosa e indifferente, hanno scoperto all’improvviso che sono incompleti. Che il grigiore d’ogni giorno ha tolto loro il colore acceso della vita. Ha tolto loro il rosso vivo. Il colore dell’amore. L’amore.
Tutti e tre lo desiderano, lo cercano, lo bramano. Tutti e tre lo vogliono. Incondizionato e travolgente. E questo desiderio si materializza per Giacomo nei panni di una collega d’università mentre si esibisce in un sensuale spogliarello, per Manfredi nelle perfette e conturbanti gambe di Geltrude, moglie del vice prefetto, e per Francesco nei fugaci amplessi carnali con una donna sposata nel suo stesso studio medico.
Il loro bisogno di evadere dalla stretta mortale della mediocrità umana incartata nel contesto indifferente e noioso di una provincia qualunque dell’Italia settentrionale, guida le esistenze di Giacomo, Manfredi e Francesco soffocandole nel desiderio spirituale e carnale dell’amore, quale riscatto edonistico della propria voglia di vivere.
A queste tre figure maschili d’amore negativo, fanno da contro altare tre figure femminili che potremmo definire positive, e su tutte Clelia, con la sua bellezza, la sua intelligenza e in suo modo di amare incondizionato senza limite alcuno, che eleva l’amore stesso a forza trainante della propria vita. Una vita dedita a questo sentimento, voluto, desiderato, preteso e agognato a sprezzo della dignità stessa. Leggi tutto…