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Posts Tagged ‘Rosalia Messina’

UNO SPAZIO MINIMO di Rosalia Messina (recensione e intervista)

UNO SPAZIO MINIMO di Rosalia Messina (Melville edizioni)

Segnaliamo le due date del minitour siciliano di “Uno spazio minimo”: Venerdì 9 febbraio a Siracusa, alle 19, presso La casa del Libro – via Maestranza n. 20. Presentano: Maria Lucia Riccioli e Lucia Corsale; Sabato 10 febbraio a Catania, alle 17:30, presso la Biblioteca della Città Metropolitana di Catania – via Prefettura 24. Presenta: Gabriella Vergari – In entrambi gli incontri, sarà presente l’autrice

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recensione e intervista di Simona Lo Iacono

Parole che non riescono ad affiorare. Un silenzio che si appropria delle cose, perché tacerle, non nominarle, vuol dire negar loro esistenza, e – dunque – capacità di ferire.
Così cresce Angelica Alabiso, avvolta da un silenzio che è come una coltre, una spessa tenda di protezione, o anche un muro difficile da valicare.
Il suo mondo di bambina si consuma senza parole, delegando all’immaginazione la forza di creare i sogni, giocando con un laccio che può assumere forme mutevoli, disegnando una via d’accesso alle possibilità.
Perché comunque, anche se intabarrata in grida mute, Angelica Alabiso vuole sognare.
Certo, dei sogni ha anche paura. La sua educazione familiare sembra quasi bandirli, per approdare a conquiste più concrete, alla stabilità tanto agognata, al raggiungimento di certezze capaci di sconfiggere i timori e la precarietà. La sua famiglia è tutta compressa in questo sforzo di normalità. Marianna e Germano, i due fratelli, le crescono accanto avvolti dalla medesima patina di apparenze e buon senso.
Ma basta una vita incanalata negli argini dell’ordinario per garantire una evoluzione piena, l’approdo alla felicità?
Così, Angelica cresce senza quasi formulare domande. Il liceo classico a Catania, la voglia di spensieratezza dei diciotto anni, un primo matrimonio non scelto, o meglio arrivato come una conseguenza necessaria di ritmi di vita scanditi da altri.
La voce di Angelica finalmente prorompe, è dalle pagine che si leva alta e cristallina, quando piange i figli perduti, gli amori finiti troppo precocemente, le scelte universitarie sostituite da percorsi professionali.  E come in uno specchio riflesso, si alzano anche le voci dei genitori, voci quasi sempre inadatte a decifrarla, a cogliere nelle sue mute aspettative la voglia di una gratificazione o di un riconoscimento. L’esigenza – mai tradotta in vere pretese – di essere pienamente amata.
E allora si scopre che anche il loro infliggere inconsapevoli ferite, proviene da altri smacchi del destino o della fortuna. Che anche il padre di Angelica è frutto della mancanza di uno sguardo paterno, e così pure la madre è a sua volta figlia di una generazione sbalestrata.
In questo incedere di generazioni che cercano sempre in quella successiva un ristoro, o una riparazione tardiva ai propri sbagli, alle proprie incompletezze, alle proprie povertà, Angelica scopre poco per volta la sua vera vocazione alla felicità. Una felicità timida, capace di scavarsi una strada semplice e al tempo stesso contemplativa. Uno spazio minimo, forse, ma dotato dell’equilibrio necessario per dare finalmente un senso, un significato profondo a tanto cercare.
Con una scrittura tersa e cristallina, dotata di picchi alti, poetici e pensierosi, Rosalia Messina in questo suo ultimo romanzo “Uno spazio minimo” (Melville edizioni) regala una storia lucida, sofferta e al tempo stesso compostissima. Un gioiello di rara e preziosa solidità letteraria.
 
-Cara Lia, le chiedo, nel silenzio di Angelica si scoprono tante parole non dette. Qual è il rapporto tra vita e parola? Leggi tutto…

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PIÙ AVANTI DI QUALCHE PASSO, di Rosalia Messina

Più avanti di qualche passo“Più avanti di qualche passo” di Rosalia Messina
Città del Sole edizioni, 2013 – pagg. 104 – euro 10

di Simona Lo Iacono

Tutto comincia dietro una porta.
Domenico, seduto sullo scalino, aspetta.
Ha solo sette anni, ma sul fatto che oltre l’uscio chiuso stia accadendo qualcosa di grande, non ha dubbi. Passi affrettati, un va e vieni di sole donne, e le urla di sua madre che rompono il silenzio. Non si muoverà, ha deciso imbronciato, rigirando i piedi nelle scarpe di due misure più grandi. Dopotutto sta per venire al mondo una creatura e non c’è altro da fare che raccogliere le forze, concentrarsi per non svenire e fare la parte dell’uomo di casa.
Da quando è morto suo padre, poi, non permette alle emozioni di assalirlo. Fino a che ecco…la levatrice gli fa segno, il momento è arrivato. In un attimo, Domenico è accanto alla madre e può finalmente sgranare gli occhi innanzi non ad uno, bensì a due fagotti di lana: due gemelle, e chi l’avrebbe mai detto…Ma tant’è. Anita e Michela sono davanti a lui, pronte a urlare al mondo il loro doppio pianto.
Comincia così “Più avanti di qualche passo”, di Rosalia Messina (ed. Città del sole), romanzo che ha vinto, come inedito, il premio “Angelo Musco 2012”. Una storia che si snoda dagli anni 50 fino ai giorni nostri, e che nel ripercorrere il destino di Anita e Michela, il complesso equilibrio di un rapporto viscerale, racconta anche il tempo che cambia, la famiglia che cresce, la società che si trasforma.
Con una lingua poetica, cangiante, che sa modulare il dialetto sul ritmo delle parole e dei personaggi, Lia Messina rievoca il mondo duro del dopoguerra in Sicilia, la contrapposizione dolorosa tra le classi sociali, i traguardi affaticati delle donne, che con una ostinazione primordiale e disperata sono comunque madri, sia che a questa condizione siano votate dalla nascita, sia che vi approdino per strade traverse, scorticate, inusuali.

Lia, le chiedo quindi, “Più avanti di qualche passo” è il racconto del rapporto tra due gemelle, ma – con esso – anche di due condizioni sociali, di due modi di vivere. Vuoi parlarcene? Leggi tutto…