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Posts Tagged ‘sabotage’

SABOTAGE: la conclusione del progetto. Intervista a Colomba Rossi

Raggiunge il traguardo la collezione Sabot/age, la collana diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto per le edizioni E/O

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di Massimo Maugeri

Sono davvero molto grato per aver avuto la possibilità di partecipare a un progetto editoriale bello, importante e significativo come quello legato alla collezione Sabot/age: collana pubblicata dalle edizioni E/O, diretta da Colomba Rossi e curata da Massimo Carlotto. Una collana che, in questi anni, ha raccontato l’Italia mettendone in risalto problematiche e contraddizioni attraverso romanzi le cui trame hanno abbracciato le diverse aree del paese. Adesso che il progetto (iniziato nel 2011), dopo la pubblicazione di una trentina di romanzi, è giunto alla sua conclusione, desidero ringraziare di vero cuore i meravigliosi Colomba Rossi e Massimo Carlotto per aver adottato all’interno di Sabot/Age il mio romanzo “Trinacria Park” (che affrontava, tra gli altri, il tema della menzogna). Ne approfitto anche per ringraziare Sandro Ferri, Sandra Ozzola e Eva Ferri (editori bravi e illuminati), Claudio Ceciarelli (grande editor) e tutto lo staff delle edizioni E/O. Ringrazio e abbraccio anche i fantastici compagni di viaggio con cui ho avuto il piacere e l’onore di condividere questa bellissima esperienza letteraria. Grandi scrittrici e grandi scrittori che elenco di seguito in ordine alfabetico, citando tra parentesi le loro opere Sabot/age: Luigi Romolo Carrino (autore di: “La buona legge di Mariasole“, “Alcuni avranno il mio perdono“), Giorgia Lepore (autrice di: “Angelo che sei il mio custode“, “Il compimento è la pioggia“), Carlo Mazza (autore di: “Lupi di fronte al mare“, “Il cromosoma dell’orchidea“, “Naviganti delle tenebre“), Stefania Nardini (autrice di: “Alcazar“), Luca Poldelmengo (autore di: “Nel posto sbagliato“, “I pregiudizi di Dio“, “Negli occhi di Timea“), Piergiorgio Pulixi (autore di: “Una brutta storia“, “La notte delle pantere“, “Per sempre“, “Prima di dirti addio“, “La scelta del buio“), Roberto Riccardi (autore di: “Undercover“, “Venga pure la fine“, “La firma del puparo“), Tersite Rossi (autori di: “Sinistri“), Pasquale Ruju (autore di: “Un caso come gli altri“, “Nero di mare“, “Stagione di cenere“), Eduardo Savarese (autore di: “Non passare per il sangue“, “Le inutili vergogne“), Matteo Strukul (autore di: “La ballata di Mila“, “Regina nera” e “Cucciolo d’uomo“), Massimo Torre (autore di: “La giustizia di Pulcinella“). Ricordo anche il volume a più vociGiochi di ruolo al Maracanã“.

Ringrazio infine, ancora una volta, Colomba Rossi per avermi concesso questa intervista dove facciamo il punto sugli obiettivi e sui risultati di Sabot/age

– Cara Colomba, partiamo dall’inizio. Come nasce Sabot/age? E quand’è che tu e Massimo Carlotto avete capito che era giunto il tempo di dare vita a questo nuovo progetto editoriale? Leggi tutto…

NAVIGANTI DELLE TENEBRE di Carlo Mazza: incontro con l’autore

NAVIGANTI DELLE TENEBRE di Carlo Mazza (Edizioni E/Ocollezione Sabot/Age): incontriamo l’autore per discuterne

Carlo Mazza è nato a Bari nel 1956, dove ha sempre vissuto. Ha lavorato in banca per trentotto anni e tra i suoi interessi ha coltivato anche la scrittura teatrale. Con il personaggio di Antonio Bosdaves ha pubblicato per la collezione Sabot/Age i polizieschi: Lupi di fronte al mare (Edizioni E/O 2011), incentrato sulle relazioni tra politica, finanza e sanità, finalista al Festival Mediterraneo del Giallo e del Noir 2012 e tradotto in lingua spagnola dalle Ediciones Seronda; Il cromosoma dell’orchidea (Edizioni E/O 2014), imperniato sui crimini ambientali; il racconto Valetudo, inserito nell’antologia Giochi di ruolo al Maracanà (Edizioni E/O 2016).

Nel mese di maggio 2018, sempre per la collezione Sabot/Age delle Edizioni E/O, è giunto in libreria il nuovo romanzo di Carlo Mazza, che si intitola “Naviganti delle tenebre”. Una storia ambientata a Bari, che si rivela una città compiaciuta del suo torpore, con il suo cielo sfavillante che richiama quello africano e tuttavia con i suoi anfratti e i suoi nascondigli, in definitiva con la sua duplicità, che la rende il territorio ideale per ospitare la contraddizione tra lo slancio di accoglienza verso lo straniero e la volontà di respingerlo. Ne parliamo con l’autore…

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«La trama di “Naviganti delle tenebre” inizia con il rapimento di un’etiope di quarant’anni, Samira» racconta Carlo Mazza a Letteratitudine. Leggi tutto…

LUCA POLDELMENGO racconta I PREGIUDIZI DI DIO

LUCA POLDELMENGO racconta il suo romanzo I PREGIUDIZI DI DIO (Edizioni E/O – Sabot/Age)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Luca Poldelmengo

I pregiudizi di Dio visto attraverso gli occhi dei bambini.

Lorenzo ha 5 anni, è il figlio di Andrea, uno dei protagonisti del romanzo.

Papà da quando la mamma è andata a lavorare lontano è strano, quando non litiga con la nonna si chiude nello studio a mettere insieme quei pezzetti di carta. Dice che fa un puzzle, ma io non ci vedo nessun disegno, solo delle scritte.
L’altra sera mi ha messo paura.  Ha iniziato a muoversi a scatti, tremava, poi però mi ha visto e ha sorriso, e un po’ mi sono tranquillizzato, anche se per un attimo l’ho visto spaventato. Poi mi sono ricordato che papà è un commissario, che ha la pistola, che comanda tanti uomini e combatte i cattivi. Lui non può avere paura mai.
Ora sta discutendo con la nonna, lo fanno sempre, aspettano che io vado in camera, come se da qui non li sento lo stesso.
A volte i grandi sono proprio scemi.
Hanno iniziato a guardarsi male quando è arrivato quell’uomo in tv che cercava la moglie, si chiama come un fiore, Margherita. Mia mamma si chiama come un pesce invece, Alice. Forse tutte le mamme che hanno un nome strano prima o poi se ne vanno, perché anche questa Margherita se n’è andata. Papà mi ha detto che pure lei è andata a lavorare lontano, ma secondo me stavolta non diceva la verità, secondo me c’entra col suo lavoro. Lo so che non mi dice tutto.
Chissà se anche quel signore che chiamava Margherita in televisione la sera fa i puzzle con le scritte e senza figure, chissà se pure lui non ride mai. Leggi tutto…

PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (intervista all’autore)

PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (Edizioni E/O – collezione Sabot/Age)

Intervista all’autore – un estratto del libro è disponibile qui

di Massimo Maugeri

Da qualche settimana è in libreria in nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi, fresco vincitore del Corpi Freddi Award 2015 (nelle due categorie: Miglior Romanzo, con “Il canto degli innocenti”, e “Miglior Autore Italiano”); si intitola “Per sempre” ed è pubblicato nell’ambito della collezione Sabot/Age delle edizioni E/O. Si tratta del terzo romanzo che vede per protagonista l’ispettore Biagio Mazzeo (dopo “Una brutta storia” e “La notte delle pantere“).
Ne discutiamo con l’autore che, peraltro, di recente ha rappresentato l’Italia al ‘Crime Writers Festival’ di New Delhi.

– Caro Piergiorgio, parlaci della nascita di Biagio Mazzeo, il tuo personaggio letterario. In che modo si è affacciato alla tua mente?
Biagio Mazzeo nasce da uno spunto reale legato alla cronaca nera del nostro Paese: un arresto eclatante di un’intera sezione della polizia: sedici agenti indagati per associazione a delinquere arrestati dai loro stessi colleghi dell’Anticrimine. Questa notizia mi incuriosì tantissimo. Cercai di documentarmi, e scoprii che tra questi poliziotti ce n’era uno attorno a cui tutti gli altri gravitavano. Un uomo dal carisma magnetico, dalla personalità forte e affascinante che teneva coesa tutta la squadra. Una sorta di figura paterna e di riferimento che rendeva questa squadra quasi una famiglia. Fui subito affascinato da questa figura, e decisi che volevo raccontare – attraverso la finzione narrativa – un personaggio di questo genere. Un uomo disposto a tutto pur di proteggere i suoi uomini. Un uomo preda delle proprie debolezze che si traducevano in una personalità complessa e violenta,sfaccettata e sanguigna. Da quella scintilla di realtà è nato Biagio Mazzeo. Un personaggio tragico nella sua volontà di amare così come di vivere senza arrendersi a un destino già scritto per lui. Mazzeo vive in modo violento, totale. Ho iniziato a costruirlo e a scoprirlo giorno dopo giorno, finché non mi sono accorto che era diventato una presenza costante e ingombrante nella mia vita. A quel punto ho capito che era arrivato il momento di dargli lo spazio e la vita che bramava ed esigeva. Così è nato l’ispettore superiore della Polizia di Stato, Biagio Mazzeo.

– Proviamo a tracciare il suo identikit. Come lo descriveresti?
Un uomo preda delle sue debolezze e dei suoi sensi di colpa che cerca di esorcizzare con un atteggiamento molto violento, autoritario. Minimizza e in qualche modo ignora le sue ferite psicologiche e i suoi problemi personali, mostrandosi per quello che forse non è: un uomo forte, duro, all’antica per certi versi, con valori imprescindibili come la famiglia (sebbene la sua non sia una famiglia di sangue, ma ciò non gli importa: “la vera famiglia non è quella in cui nasci ma quella per cui moriresti” è solito dire), il rispetto per la parola data, e il coraggio e la dedizione alla sua missione. È un uomo che indossa tante maschere pur di nascondere la sua indole reale. A tratti è una persona molto piacevole, generosa, dalla battuta sempre pronta. Qualche secondo dopo può mostrare la sua personalità violenta, bugiarda, incostante. È un uomo che non ha mai avuto dei punti di riferimento solidi e quindi è cresciuto sotto i venti iracondi della sua stessa personalità in cerca costante di affermazione. L’unico punto fermo della sua vita sembra essere questa strana famiglia che si è creato intorno.

– Nel nuovo romanzo che vede per protagonista Mazzeo – “Per sempre” – compare Vatslava Demidov, compagna del mafioso ceceno Sergej Ivankov, morto nel precedente libro. Cosa puoi dirci di lei? E che ruolo svolge in questa storia? Leggi tutto…

PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (un estratto)

Pubblichiamo il prologo del romanzo PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (Edizioni E/O Collezione Sabot/Age)

PROLOGO
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CARLO MAZZA racconta IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA

carlo mazzaCARLO MAZZA ci racconta il suo romanzo IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, (edizioni e/ocollezione Sabot/age) attraverso un’autointervista. Le prime pagine del libro sono disponibili qui…

Carlo Mazza intervista Carlo Mazza su “Il cromosoma dell’orchidea”

di Carlo Mazza

Carlo, nei tuoi romanzi la vicenda poliziesca è concepita come una trama di servizio rispetto all’obiettivo di raccontare la realtà. E’ così anche per “Il cromosoma dell’orchidea”?

Certamente. Credo che questa sia la principale differenza tra “giallo” e “noir”. La mia idea è che il giallo elude la descrizione del contesto sociale, mentre il noir non solo affronta il tema, ma punta a restituire il caos e la confusione della realtà contemporanea, in ultima analisi l’assenza di logica nei comportamenti umani.

Ne “Il cromosoma dell’orchidea” non hai parlato di Bari, come nel precedente romanzo “Lupi di fronte al mare”, ma di una grande città del Mezzogiorno. Eppure i personaggi sono gli stessi, l’ambientazione è la stessa. Quindi come si giustifica la tua scelta?

Vorrei dire, innanzi tutto, che è stata una scelta sofferta, perché ha comportato la rinuncia a più di una pagina che mi sembrava ben riuscita. Il dialetto è sempre così coinvolgente! Quello barese, poi, è uno straordinario arcobaleno di suoni e colori… Perché rinunciare a tutto questo, almeno per una volta? L’ho fatto perché il localismo dei romanzi è divenuto sempre più ingombrante e mi piaceva l’idea di un segnale in contro tendenza.

Tuttavia, bisogna riconoscere che il localismo è una risorsa fondamentale per un narratore: si tratta di utilizzare le esperienze e le conoscenze derivanti dal rapporto con il proprio luogo di origine o di vita, per riversarlo sulla pagina bianca.
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IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (le prime pagine)

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (edizioni e/o – collezione Sabot/age). Nei prossimi giorni Carlo Mazza ci “racconterà” il suo libro…

La scheda
Ritorna il capitano Bosdaves di “Lupi di fronte al mare”.
Alla vigilia delle elezioni amministrative, Gabriele Lovero si candida e riceve una proposta di alleanza da un navigato senatore. In cambio, gli sarà chiesto di favorire i progetti di due spregiudicati imprenditori, decisi a costruire un vasto complesso residenziale in un’area a rischio idrogeologico.
Bosdaves indaga sul presunto suicidio di un amico d’infanzia, un ambientalista precipitato in una cava contigua ai futuri cantieri edilizi: un antro dalle parvenze infernali che custodisce orchidee di voluttuosa bellezza. Sullo sfondo di una partita che contrappone angeli e demoni e ha come posta la salvezza ambientale, agiscono personaggi vibranti e intensi, animati da lucenti passioni o soggiogati dalla carnalità, in una corsa scintillante verso la rivelazione finale. Una vicenda che narra la realtà accecata del Sud, con lo sguardo consapevole di chi ne fa parte e ha scelto di restarvi.

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Il primo capitolo di IL CROMOSOMA DELL’ORCHIDEA, di Carlo Mazza (edizioni e/o – collezione Sabot/age)

Villa Guglielmi era deserta, come sempre.
Due uomini, parlando tra loro senza guardarsi, entrarono nel
cortile interno attraverso il portale a tutto sesto.
«Nei sondaggi tu e Saraceno siete dati alla pari» disse il senatore Leo –
nar do Barracane fermandosi nei pressi dell’edificio principale. «Il tuo
av ver sario si comporta come se la campagna elettorale fosse già iniziata,
presenzia persino alle prime comunioni. Sommando le mie forze alle
sue, tu non avrai alcuna possibilità».
Il sindaco Gabriele Lovero infilò le mani nelle tasche del suo trench
di cachemire.
«Noi non abbiamo ancora deciso se presentarci da soli o accordarci
con la destra» proseguì Barracane mentre il suo fiato si tramutava in una
piccola nuvola. «Come forse avrai saputo, c’è fibrillazione. I rapporti tra
noi e loro non sono più facili come un tempo. Se dovessimo decidere di
presentare un nostro candidato la scelta del nome spetterebbe a me, lo
sai che il partito è mio e lo porto dove mi pare».
Lovero, per la prima volta dall’inizio della conversazione, guardò
negli occhi il suo interlocutore. «Auguri» commentò serafico, almeno in
apparenza.
«Il mio appoggio vale il quindici per cento».
Il primo cittadino agitò la mano a mulinello.
«Non mi credi?» domandò stupito il senatore. «Gli imprenditori so no
con me, convintamente. Ci sarà un motivo se da vent’anni il presidente
della Camera di commercio è sempre un mio uomo! E i di soc cupati? Sa –
pessi che cosa succede nel mio studio, ogni fine settima na. La sala d’at tesa
è gremita, per entrarci bisogna prenotare. Ricevo più di cinquanta persone
in due giorni. Ci vuole anche energia, eh! Ma io sono allenato. E nelle parrocchie
si ricordano di quanto ho fatto per loro, i contributi per gli oratori
e le processioni non li ho fatti mancare mai. Il basso clero mi ama e l’arcivescovo
mi porta in palmo di mano».
Lovero mostrò i denti in un sorriso feroce. «Hai dimenticato i tuoi
migliori amici».
«Ho sempre dedicato attenzione alle pecorelle smarrite». Leggi tutto…