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Posts Tagged ‘Salani’

RIME DI RABBIA di Bruno Tognolini

RIME DI RABBIA“Rime di rabbia” di Bruno Tognolini (Salani Editore)

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di Helena Molinari

Ci sono libri indispensabili.
Ogni lettore ha i suoi “classici” non ascrivibili necessariamente a generi letterari cosiddetti o ai “classici medesimi”.
Ci sono anche libri apparentemente riconducibili solo a una fascia d’età, in verità palesemente condivisibili da tutti.
È il caso del libro “tra cielo e terra” del mese di luglio; con il quale voglio augurarvi un proseguimento sereno d’estate, rinnovando il nostro consueto appuntamento mensile qui su Letteratitudine a settembre. Leggi tutto…

L’ICKABOG, il nuovo libro di J.K. Rowling (in libreria dal 10 novembre)

Anticipazione: “L’Ickabog” di J.K. Rowling sarà in libreria dal 10 novembre per Salani

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L’Ickabog di J.K. Rowling, fiaba inedita dell’autrice, uscirà in libreria in lingua italiana il 10 novembre 2020 per Adriano Salani Editore.

Pubblicata gratuitamente online a puntate quest’estate, sul sito The Ickabog.com, J.K. Rowling ha voluto condividere la favola della buonanotte preferita dalla sua famiglia ‒ scritta oltre dieci anni fa per i suoi figli ‒ per contribuire a intrattenere bambini, genitori e tutti quelli che si sono presi cura dei più piccoli confinati in casa durante la pandemia di Covid-19. La storia sarà pubblicata in versione integrale, cartacea e digitale, il prossimo autunno e l’autrice donerà i suoi proventi alla fondazione benefica The Volant Trust, che assite, a livello internazionale, coloro che sono stati particolarmente colpiti dalla pandemia di Covid-19. Leggi tutto…

IL LIBRO DEI SETTE SIGILLI di Barbara Bellomo (intervista)

“Il libro dei sette sigilli” di Barbara Bellomo (Salani): intervista all’autrice

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Barbara Bellomo, laureata in Lettere, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia antica e ha lavorato per diversi anni presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. Attualmente insegna in una scuola superiore. Ha pubblicato diversi libri, tra cui i romanzi: La ladra di ricordi (Salani, 2016), Il terzo relitto (Salani, 2017), Il peso dell’oro (Salani, 2018).

Il nuovo romanzo di Barbara Bellomo, pubblicato da Salani (come i precedenti), intitolato Il libro dei sette sigilli, è un thriller ricco di colpi di scena, di figure femminili forti e di personaggi complessi.

Ho avuto modo di discuterne con l’autrice…

– Cara Barbara, partiamo dall’inizio. Come nasce “Il libro dei sette sigilli”? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione?
Dopo avere scritto tre gialli, ho voluto provare una nuova avventura. Ho così ripreso in mano la Bibbia e l’ho riletta alla ricerca di qualcosa che sollecitasse la mia curiosità. È stato un lavoro lungo, ma fruttuoso. E quando mi sono imbattuta nel testo dell’Apocalisse di Giovanni ho capito. Ho capito di cosa volevo parlare. Del libro dei sette sigilli.

– Oltre alla rilettura della Bibbia, cosa puoi dirci sull’attività di ricerca propedeutica alla scrittura del romanzo?
Libri di Barbara BellomoQuesto romanzo ha richiesto molta ricerca, non solo dei passi biblici e della loro interpretazione, ma anche della storia dei gesuiti, dell’occupazione nazista di Roma e sopratutto delle guerre giudaiche che di fatto sono il contenuto del libro della protagonista, Margherita Mori. Un lungo lavoro condotto sulle fonti per dare al mistery solide basi storiche.

– Sono sempre incuriosito dalle epigrafi dei romanzi, perché in genere forniscono una sorta di “chiave di lettura” del testo. In questo romanzo hai scelto di inserire questa citazione di Marc Bloch: «La storia non è la scienza del passato, il passato come tale non può essere oggetto di scienza. La storia è la scienza degli uomini nel tempo». Perché hai scelto proprio questa citazione? Ti andrebbe di commentarla? Leggi tutto…

IL PESO DELL’ORO di Barbara Bellomo: incontro con l’autrice

  1. IL PESO DELL’ORO di Barbara Bellomo (Salani): incontro con l’autrice e un estratto del romanzo

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Il romanzo sarà presentato in anteprima nazionale domenica 9 settembre, alle h. 18:30, presso il Four Points by Sheraton Catania. Interverranno con l’autrice: Alessandra Fassari, giornalista e Barbara Mirabella, assessore alla cultura del Comune di Catania (la locandina è in coda al post)

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Barbara Bellomo, scrittrice italiana laureata in Lettere, dopo il dottorato di ricerca in Storia antica ha lavorato per anni all’Università di Catania, presso la cattedra di Storia romana, per poi insegnare in una scuola superiore. Per Salani ha pubblicato i romanzi: La ladra di ricordi (2016) e Il terzo relitto (2017). Sempre per Salani è appena uscito il nuovo romanzo intitolato: Il peso dell’oro (Salani, 2018).

Abbiamo incontrato Barbara Bellomo per chiederle di parlarci di questa nuova opera letteraria.
(Di seguito, proponiamo un estratto del libro)

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“Dopo La ladra di ricordi e Il terzo relitto volevo concludere la trilogia di Isabella De Clio, la mia archeologa siciliana, giovane e un po’ spigolosa, costretta a vestire i panni di un’investigatrice”, ha raccontato Barbara Bellomo a Letteratitudine. “Una donna che nasconde, come nei precedenti romanzi, un piccolo e inconfessabile segreto.
“Ne Il Peso dell’oro la vedremo ancora alla volta alla ricerca di un oggetto antico. Si tratta della famosa corona di Archimede, data dal sovrano Ierone II allo scienziato per scoprire se fosse interamente d’oro o se invece fosse solo bagnata nell’oro.
C’era un vincolo, la corona, già consacrata ad Artemide, non poteva essere intaccata in nessuna sua parte. Secondo il celebre aneddoto fu proprio per risolvere il dilemma che Archimede scoprì il principio del peso specifico. Leggi tutto…

RICONOSCIMENTI LETTERARI DI FINE 2017: i libri dell’anno per “la Lettura” e “Fahrenheit”

Richard Ford con il romanzo “Tra loro” (Feltrinelli) è il libro dell’anno per “la Lettura” del Corriere della Sera. Il libro dell’anno per “Fahrenheit” (trasmissione radiofonica di Radio Rai 3) è “Il giardino dei musi eterni” (Salani) di Bruno Tognolini

Illustrazione di Antonello Silverini per «la Lettura» #315: al centro il vincitore Richard Ford.

[Illustrazione di Antonello Silverini per «la Lettura» #315: al centro il vincitore Richard Ford.
A sinistra Teresa Ciabatti; sulla destra Kent Haruf]

La copertina di Jim Dine per il numero #315 de «la Lettura», in edicola fino a sabato 16 dicembreLa Classifica di Qualità de «la Lettura» (300 votanti tra giornalisti, critici, scrittori, artisti, collaboratori de «la Lettura») hanno eletto come miglior libro del 2017 il romanzo dello scrittore americano Richard Ford intitolato “Tra loro”, edito da Feltrinelli (in coda al post, la scheda del libro). Si è qualificato al secondo posto il romanzo di Teresa Ciabatti “La più amata”, uscito per Mondadori (qui la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Teresa Ciabatti), e sul terzo gradino il libro di Kent Haruf Le nostre anime di notte edito da NN Editore (qui la recensione di Massimo Maugeri).
È stato votato come miglior traduttore dell’anno Fabio Cremonesi per la sua versione di “Le nostre anime di notte” di Kent Haruf (NN Editore). Il podio dei traduttori vede un pari merito: al secondo posto si classificano con lo stesso numero di voti le traduttrici Susanna Basso per la traduzione di “Nel guscio” di Ian McEwan (Einaudi) e Martina Testa per la traduzione di “La ferrovia sotterranea” di Colson Whitehead (Sur).

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Il libro dell'anno di FahrenheitIn diretta su Rai Radio3 dalla Nuvola dell’Eur, dove si è conclusa la fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, il programma Fahrenheit ha proclamato il Libro dell’anno 2017. Il vincitore è: “Il giardino dei musi eterni” di Bruno Tognolini, edito da Salani (in coda al post, la scheda del libro). Leggi tutto…

VIOLA ARDONE racconta UNA RIVOLUZIONE SENTIMENTALE

VIOLA ARDONE racconta il suo romanzo UNA RIVOLUZIONE SENTIMENTALE (Salani)

Storia di “Una Rivoluzione sentimentale”…

…ovvero, come mi persi sulla circumvallazione esterna e mi ritrovai in un romanzo

Risultati immagini per viola ardonedi Viola Ardone

Io non ho senso dell’orientamento. Mi perdo. Come un’Alice recidiva in un ricorrente Paese delle Meraviglie. Anche se, sulla strada che mi porta a scuola tutte le mattine, di meraviglie non ce ne sono tante. Insegno italiano e latino in un liceo in provincia di Napoli e ogni giorno faccio la stessa strada, andata e ritorno. E a volte mi perdo. Soprattutto quando sono stanca o arrabbiata, decido inconsciamente di sbagliare strada per mettermi a vagare in un altrove indefinito. Scelgo di “errare” per poter “errare”.

E quando mi perdo inizio a litigare con me stessa ad alta voce: “Ecco qua! Ti sei persa un’altra volta! La strada che fai tutti i giorni da otto anni… Ma come devo fare io con te? Perché fai sempre gli stessi errori?”. Mi mortifico, mi giustifico, mi accendo una sigaretta, la spengo perché la puzza di fumo in macchina non la sopporto, attivo il navigatore sul telefonino, lo giro sottosopra e poi lo rigiro, per capire esattamente chi sono io e qual è la mia direzione, mi fermo, battibecco con la voce atona del satellitare, accosto e con gli occhi lucidi mendico un’informazione al benzinaio.

Poi a scuola ci arrivo, in ritardo ma ci arrivo. L’ultima volta che mi sono persa sulla circumvallazione esterna e mi sono trovata a Grumo Nevano, ho detto: “Basta! Devi metterci più attenzione! Devi tenere gli occhi aperti!”.
E allora ho visto. Ho visto la strada, quella che ogni giorno dalla città mi porta in provincia. Da Napoli alla periferia. La strada costellata di sacchetti multicolori della spazzatura spappolati e mezzo aperti, scarti di lavorazioni manifatturiere accatastati ai bordi, pezzi di mobilio in disuso, copertoni di auto, lamiere arrugginite e ormai indistinguibili.
È la mia strada e io non l’ho mai vista. Perciò mi perdo sempre! Perché non vedo. Guardo ma non vedo. Leggi tutto…

E LE STELLE NON STANNO A GUARDARE, di Loredana Limone (recensione)

E LE STELLE NON STANNO A GUARDARE, di Loredana Limone (Salani)

di Giovanna Mozzillo

Nel caso tra chi mi legge ci sia qualcuno che soffre di depressione (che sia una depressione esplicita e conclamata o magari una depressioncella sottaciuta, di quelle che uno si illude di tenere a bada, e invece, non si sa mai!, magari a un certo punto, il patatrac gli esplode dentro, a impastoiarlo nella sua coltre vischiosa), ebbene, se qualcuno è incappato in una trappola così, io posso consigliargli un rimedio efficacissimo, privo di effetti collaterali e ad azione rapida. Il rimedio è questo: leggersi, assaporandolo dalla prima all’ultima pagina, il recente romanzo di Loredana Limone “E le stelle non stanno a guardare” (titolo che ammicca a Cronin), un romanzo che dall’inizio alla fine trasuda gioia di vivere, mette in pace col mondo, e stimola a tener presente che, quando il bicchiere della nostra esistenza ci pare mezzo vuoto, senza por tempo in mezzo dobbiamo ribaltare il punto di vista, riflettendo che, se risulta “mezzo vuoto”, il bicchiere al tempo stesso sarà necessariamente “mezzo pieno”, e insomma che la vita, sebbene annoveri traumi, delusioni e negatività varie, è in genere anche ingemmata da tante piccole felicità, le quali, in attesa delle felicità grandi che pure di tanto in tanto la buona sorte ci elargisce, non sono affatto da sottovalutare. Per esempio, la voluttà di leccarsi un ghiotto gelato di fragola alla “latteria” di Belinda e di sua zia Letizia, latteria che è il più accorsato punto d’incontro a Borgo Propizio. Leggi tutto…