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UNA SPIA TRA LE RIGHE di Salvatore Silvano Nigro (recensione)

Una spia tra le righe - Salvatore Silvano Nigro - copertina“Una spia tra le righe” di Salvatore Silvano Nigro (Sellerio)  

In Una spia tra le righe Salvatore Silvano Nigro ripercorre una indagine critica di quasi un ventennio sugli  autori più amati

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I NAUFRAGI DI UN PASSEGGERE DISAVVEDUTO

Una recensione in forma di  viaggio  (e viceversa)

di Salvo Sequenzia

Il viaggio ha un lontano cominciamento. Ed ha attributo «sentimentale».
Viene fatto in «désobligeante», in calesse, secondo un modo antico, intimo, di viaggiare. A compierlo, «lungo la Francia e l’Italia», è un reverendo irlandese, Laurence Sterne, uomo «d’animo libero, e di spirito bizzarro, e d’argutissimo ingegno».
Parte per il «Viaggio riposatissimo» con «mezza dozzina di camicie, e un pajo di brache di seta nera»; né dimentica l’inseparabile «miniatura ch’io porto meco da tanto tempo» quale scrigno d’affetti perduti e amuleto portafortuna. Porta con sé, anche, che non basterebbero valigie e bauli  a contenere, «tutto ciò che egli aveva già inviscerato nell’anima».
Correva – trattandosi di viaggio  pare opportuno usare questo verbo –  l’anno di grazia 1768, e Laurence Sterne dava alle stampe A Sentimental Journey Through France and Italy, il journal di un viaggio oltre quei  «termini ed argini certi» che con «irrepugnabile autorità» la Natura  «piantò  onde circoscrivere l’umana incontentabilità». Un viaggio di  «calamajo e penna», dunque, letteratissimo, che il «povero viaggiatore navigante e posteggiante» compie  oltre il reale; anzi, fuori di esso,  «lungo i reami più colti del globo a caccia di cognizioni e incrementi […] curioso di ammirare spettacoli e d’investigare scoperte». Leggi tutto…

LA FUNESTA DOCILITÀ di Salvatore Silvano Nigro (recensione)

LA FUNESTA DOCILITÀ di Salvatore Silvano Nigro (Sellerio)

di Gianni Bonina

Non solo la natura ma anche la letteratura «è un tempio in cui dei pilastri viventi lasciano talvolta uscire confuse parole; l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari». Con La funesta docilità (Sellerio) Salvatore Silvano Nigro porta argomenti a favore di Baudelaire rinvenendo corrispondences letterarie, ma anche storiche e di genere odonomastico, dentro la foresta di simboli, rimandi bibliografici e biografici che sono I promessi sposi: proponendoci il massimo romanzo nazionale alla stregua di un tempio dove entrare come fosse la prima volta, anche solo per scoprire come nell’edizione del 1840, la Quarantana, le vignette non svolgano un ruolo di illustrazioni ma, secondo i propositi di Manzoni, di integrazione del testo e dunque di racconto.
Nigro ci ha abituati a percorrere un testo guardando quelli che gli stanno a fianco e in questa occasione ha dato il meglio da un lato invitandoci a leggere I promessi sposi in una chiave che apre altri libri e da un altro radunando scrittori, artisti, registi di ogni tempo e luogo in un parnaso della cultura che è soprattutto un parlamento di etica e di giustizia quanto al tema centrale che è il linciaggio del Prina. Ciò che richiede molti saperi, soprattutto filologici. Leggi tutto…

Considerazioni su DOPO IL DILUVIO (parte II)

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneaProseguiamo con le riflessioni su “Dopo il diluvio” (Sellerio)

di Massimo Maugeri

Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” è stato presentato da Dino Terra (l’originario curatore dell’opera) come “una genuina impresa letteraria”, realizzata da “un’ideale maestranza”, da “un occasionale consorzio” di scrittori, poeti, giornalisti/scrittori (che chiama soci). Il motivo per cui viene sottolineata la valenza letteraria dell’opera lo spiega lo stesso Terra: “la letteratura conosce quello che il presente ignora. La letteratura dice quello che il presente tace”. Ecco, dunque, “l’utopia” della letteratura: elemento salvifico sulla strada dell’acquisizione della consapevolezza e dello sviluppo del senso critico.
Una società di letterati da intendersi, sempre secondo Terra, non come professionisti della letteratura… ma come dilettanti… laddove il termine dilettante è da intendersi in senso positivo (il letterato dilettante è colui che non punta allo specialismo e all’esattezza della scienza specialistica, ma alla “libertà mentale”, alla “leggerezza”: il diletto della letteratura). In altri termini, l’auspicio era che i vari interventi ospitati dal libro non fossero il frutto del lavoro di burocrati della letteratura, ma di artisti della parola.
Ritengo che la rilettura odierna di “Dopo il diluvio” assolva a un duplice compito: contribuire a scoprire l’Italia di ieri (quella, appunto, dell’immediato dopoguerra) e aiutare a comprendere e interpretare l’Italia di oggi (data la chiaroveggenza di alcuni di quei contributi).
Impossibile fornire approfondimenti, in questa sede, su tutti e trentuno i saggi, ma non c’è dubbio che ogni contributo, in un modo o nell’altro, spinge ed esorta a una riflessione su ciascuna delle varie tematiche che si è deciso di affrontare. Certo, non tutti i saggi hanno la stessa valenza. Alcuni sono più lucidi e più analitici di altri, per varie ragioni facilmente intuibili: maggiore o minore competenza nell’affrontare l’argomento da sviluppare, maggiore o minor tempo a disposizione per assolvere il compito assegnato, maggiore o minor attitudine e talento dei singoli intellettuali a fornire il proprio contributo rispetto al tema specifico e agli obiettivi generali dell’opera. E comunque è davvero sorprendente l’elemento di attualità insito in molti di questi scritti, tenendo conto della premessa di Dino Terra: “Dopo il diluvio” non è una raccolta di analisi tecniche, ma il frutto del contributo di un consorzio (occasionale) di scrittori.

E a proposito di “impresa letteraria” non credo sia un caso che la raccolta di saggi cominci con uno scritto di Giuseppe Ungaretti che ha come titolo “La missione del letterato”. C’è un passaggio molto bello e significativo nella parte iniziale di questo contributo, che suona quasi come un urlo di dolore: “Questa nostra Patria è fra tutti i paesi forse quello che dalla guerra ha sofferto di più. Porta nella carne e nelle anime atrocemente il ricordo dell’iniquità e della rovina. Sono state offese non risparmiate ad altri, e qualche popolo ebbe a subirle quanto e più di noi. Ma abbiamo visto cadere, noi più di tutti, annientati per sempre, monumenti dello spirito, carte o pitture, campanili o statue, bellissimi atteggiamenti d’un volto che mille e mille anni di fatiche avevano reso espressivo nell’ansia di rendere universale la gentilezza umana convertendola in patrimonio di tutti”.
Molto interessante anche il contributo di Carlo Levi su “La citta”.
Le città”, sostiene Levi, “non sono più un dato, una eredità accettata naturalmente, ma un problema, che non è soltanto di ricostruzione, di architettura, di piani regolatori, ma il problema stesso dei rapporti umani, della vita sociale”. E ancora: “Un piano regolatore è insieme un’opera di critica storica, di previsione politica, di creazione sociale e di critica artistica. Partendo dai bisogni attuali e regolandoli, si pone un’ipoteca sull’avvenire”. Guido Crainz, nel suo saggio finale scritto appositamente per la nuova edizione di “Dopo il diluvio”, fa giustamente notare che in queste parole di Levi possiamo scorgere frammenti del dibattito che ha interessato la ricostruzione di città distrutte dal terremoto anche in anni recenti (è il caso dell’Aquila).
Feroce la critica di Guido Piovene a “La Chiesa”, così come durissima è la critica di Alberto Savinio a “Lo Stato”. Leggi tutto…

Considerazioni su DOPO IL DILUVIO (parte I)

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneadi Massimo Maugeri

Sono molto grato a Salvatore Silvano Nigro per aver ridato luce, con la sua curatela, a questa raccolta di saggi intitolata “Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” (pubblicato originariamente nel 1947 da Garzanti, a cura di Dino Terra, e oggi riedito da Sellerio).
Come si evince dal titolo, l’idea che sta alla base di questo volume è quella di consegnare una raccolta di testi, di saggi critici, sull’Italia dell’immediato dopoguerra; l’Italia, cioè, che si apprestava a riaffacciarsi al mondo dopo il diluvio del ventennio fascista e i disastri causati dalla seconda guerra mondiale.
Nella sua acuta prefazione Nigro ci presenta, intanto, la storia di questa avventura editoriale che ha coinvolto ben trentuno intellettuali (scrittori e giornalisti culturali), ciascuno dei quali ha avuto il compito di sviluppare riflessioni su varie tematiche, con l’obiettivo – per l’appunto – di tracciare un sommario dell’Italia che usciva dal ventennio del regime e dagli orrori della guerra. Giuseppe Ungaretti apre la raccolta indicando quella che dovrebbe essere la “Missione del letterato”; Carlo Levi affronta le problematiche legate a “La città”; Guido Piovene si occupa de “La Chiesa”; Alberto Savinio de “Lo Stato”; Michele Saponaro de “Il linguaggio”, Raffaele Carrieri “Del costume”, Bonaventura Tecchi de “Le autonomie regionali”, Roberto Papi de “Le feste, oggi”, Orio Vergani de “L’amore”, Riccardo Bacchelli de “Il mare”, Aldo Palazzeschi de “Il paesaggio”. E ancora: Carlo Bernari si occupa de “Gli operai”, Giovanni Titta Rosa de “I contadini”, Alberto Moravia de “La borghesia”, Raffele Calzini de “La società”, Francesco Jovine de “Gli straccioni”, Cesare Giulio Viola de “La famiglia”, Mario soldati de “La libertà”. Giovanni Battista Angioletti sottolinea come “L’arte è la nostra storia”, Emilio Cecchi scrive su “I trafficanti”, Agostino Degli Espinosa de “L’industria”, Guglielmo Petroni de “L’artigianato”, Massimo Bontempelli de “La musica”, Marco Apollonio de “Il teatro”. E, a seguire: Cesare Zavattini si occupa de “Il cinema”, Mario Robertazzi de “Lo sport”, Piero Gadda Conti de “I partiti”, Libero Bigiaretti de “La stampa”, Dino Terra de “Il residuo littorio”. Infine, Giacomo Noventa riflette su “Quelli dell’Arca” e Arrigo Benedetti sulle problematiche riguardanti “Gli stranieri”. Leggi tutto…

DOPO IL DILUVIO a Catania – 23 aprile

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneaIl 23 aprile 2014, nell’ambito della Giornata Mondiale del Libro (indetta dall’UNESCO) sarà presentato, a Catania, h. 17, presso le Biblioteche Riunite “Civica” e “A. Ursino Recupero” (di Via Biblioteca), il volume “Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” curato da Salvatore Silvano Nigro (Sellerio Editore)

Relatori: Antonio Di Grado – Massimo Maugeri – Salvatore Silvano Nigro

“Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” curato da Salvatore Silvano Nigro (Sellerio Editore)

Il libro
Il ritratto del nostro Paese affidato a trenta scrittori italiani, fra gli altri: Moravia, Piovene, Carlo Levi, Soldati, Savinio, Ungaretti, Noventa, Palazzeschi, Emilio Cecchi, Zavattini, Bernari, Bigiaretti. Ognuno di loro venne incaricato di redigere una voce – città, chiesa, borghesia, teatro, musica, paesaggio, contadini etc. – e di svilupparla a suo piacimento dal punto di vista letterario. Ne venne fuori un autentico sommario, una testimonianza dell’Italia dell’immediato dopoguerra scritta ancora a caldo, sotto l’impressione dell’orrore del conflitto mondiale e la coscienza della ritrovata libertà.

A cura di Salvatore Silvano Nigro

Edizione originale a cura di Dino Terra

Ci vollero due anni di preparazione perché questo «ragguaglio dell’Italia dopo i disastri della guerra» potesse arrivare in libreria nel mese di giugno del 1947. L’opera è un atlante politico, un censimento e un compendio di problemi e questioni, un «ritratto dell’Italia»: una ricomposizione enciclopedica della Nazione; uno specchio di fronte al quale il paese venne messo per prendere coscienza delle rovine e darsi un nuovo «peso specifico morale e mentale», come aveva esortato a fare Alberto Savinio in quel trattatello politico del 1945, Sorte dell’Europa, che è l’antecedente e il presupposto di Dopo il diluvio. L’organizzatore dell’impresa, Dino Terra, raccolse attorno a sé una libera «Società di letterati»: trenta collaboratori, «dilettanti» per elezione (alla Savinio), tutti in grado di far aderire la letteratura alla vita con «libertà mentale» e con «leggerezza» saggistico-narrativa; fra essi Moravia, Piovene, Carlo Levi, Soldati, Savinio, Ungaretti, Noventa, Palazzeschi, Emilio Cecchi, Zavattini, Bernari, Bigiaretti. Dopo una «diseducazione ventennale», e le violenze della guerra, i contributi affrontavano, con lucidità politica, per lo più, e chiaroveggenza, questioni che sono fondamentali in un paese civile: il paesaggio come bene culturale, da salvaguardare insieme a tutte le risorse artistiche; la politicità dell’urbanistica e dei piani regolatori, che sono «insieme un’opera di critica storica, di previsione politica, di creazione sociale e di critica artistica»; la libertà della stampa e la responsabilità della comunicazione; i rapporti tra le classi sociali, tra artigianato e industria, tra campagna e città, tra Stato e Chiesa, tra autonomie regionali e centralizzazione; e poi i partiti politici, la letteratura e i letterati, la musica, gli spettacoli, lo sport. Si era «dopo il diluvio». Ma Noventa continuava a chiedersi se l’Italia fosse davvero uscita dal cataclisma, o se non si trattasse piuttosto di un «istante di calma» prima di altri «diluvi»: di nuove «preghiere» e di nuove «bestemmie».
Questa nuova edizione di Dopo il diluvio comprende, in appendice, una recensione scritta a caldo da Raffaello Ramat nel 1947, e un saggio di Guido Crainz. Leggi tutto…

LA FIABA ESTREMA – incontro su Elsa Morante – Catania, 15.3.2013

Venerdì 15 marzo 2013, alle ore 17, presso la Biblioteca Civica “Ursino-Recupero” (Via Biblioteca, 13 – Catania), si svolgerà la tavola rotonda sul libro “La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura” di Graziella Bernabò (Carocci editore).

Partecipano: Graziella Bernabò, Antonio Di Grado, Goffredo Fofi, Salvatore Silvano Nigro.

Coordina: Massimo Maugeri.

L’incontro è curato dalla Associazione Addamo e dalle Officine Culturali del Mediterraneo, in collaborazione con le librerie Cavallotto.

Graziella Bernabò è stata ospite della puntata di Letteratitudine in Fm di venerdì 8 marzo 2013

La fiaba estrema_Locandina_invito

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Salvatore Silvano Nigro e Gilberto Isella, vincono il Premio Dessì 2012

salvatore-silvano-nigroNella serata di domenica 23 settembre 2012, a Villacidro (Medio Campidano), a chiusura di una settimana dedicata a Giuseppe Dessì (autore, tra l’altro, di “Paese d’ombre” – Premio Strega 1972), si è svolta la cerimonia di proclamazione e premiazione dei vincitori dell’edizione 2012 del Premio Dessì (organizzato dalla omonima Fondazione  intestata all’autore sardo).

La sezione narrativa è stata vinta da Salvatore Silvano Nigro  con “Il Principe fulvo” (Sellerio).

Il vincitore della sezione poesia, invece, è stato Gilberto Isella  con “Mappe in controluce” (Book Editore).

Di seguito, un video dedicato a “Il Principe fulvo” (relativo alla presentazione catanese del libro) e la locandina del Premio Dessì…

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Nigro e Lanza Tomasi al Circolo Agatirso di Naso – 23.8.2012

salvatore-silvano-nigro“Lo studio e la pubblicazione dell’epistolario inedito di Tomasi di Lampedusa mi avevano fatto capire che era giunto il momento di rileggere con occhiali nuovi un romanzo che, nel frattempo, era diventato un classico internazionale della letteratura novecentesca”. Così l’autore Salvatore Silvano Nigro su Il Principe fulvo, il saggio sulla vita e le opere di Lampedusa edito da Sellerio nel 2012 che sarà al centro dell’incontro di giovedì 23 agosto (ore 18:30) del Circolo Agatirso di Naso (via Amendola 3, Naso).

Un saggio nel quale – aggiunge Gioacchino Lanza Tomasi, fine musicologo e intellettuale, figlio adottivo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – i lettori troveranno “la deflagrazione di motivi straordinariamente allettanti ed arcani, su cui ha poggiato la nostra civiltà. Dovessero venir meno, le attività artistiche si ridurrebbero al solo  contingente, al pari di un concerto di Madonna. E del Gattopardo gli italiani hanno la stessa considerazione che hanno per un concerto di Vasco Rossi”.

Entrambi, Nigro e Lanza Tomasi, saranno ospiti dell’incontro del Circolo Agatirso, che sarà aperto dai saluti istituzionali del presidente Sebastiano Paterniti, già professore associato di Neurochirurgia all’Università di Messina, e inframmezzato dalla pagina critica affidata a Dario Tomasello, professore associato di Letteratura italiana contemporanea e responsabile del DAMS di Messina.
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SALVATORE SILVANO NIGRO VINCE IL PREMIO MONDELLO ALLA CRITICA LETTERARIA

di Massimo Maugeri

Sono stato molto felice nell’apprendere la notizia che Salvatore Silvano Nigro, con “Il Principe fulvo(Sellerio), è il vincitore del Premio alla Critica letteraria nell’ambito dell’edizione 2012 del prestigioso Premio Letterario Internazionale Mondello.

Peraltro ho avuto l’onore di coordinare l’incontro, al Maggio dei libri 2012 a Catania, dedicato proprio a questo nuovo libro di Silvano Nigro. Un saggio incentrato sulla vita e sulle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un saggio che – come hanno scritto in tanti (dato che di questo libro si sono occupate tutte le pagine culturali dei magazine e dei quotidiani nazionali) – si legge come un racconto e, contestualmente, getta una nuova luce interpretativa su “Il Gattopardo” e sulla stessa figura di Tomasi di Lampedusa.

Una piccola premessa: “Il Gattopardo” è un’opera conosciutissima che ha avuto una storia editoriale piuttosto complessa. Il romanzo fu inizialmente rifiutato dalla Einaudi (e, in particolare, da Vittorini che dirigeva la collana I Gettoni) e dalla Mondadori. Fu poi pubblicato, dopo la sopravvenuta morte dell’autore, da Feltrinelli (per intervento di Giorgio Bassani). L’anno successivo (siamo nel 1959) vinse il Premio Strega. Insomma, un vero e proprio caso letterario che contribuì a fare di questo romanzo un bestseller internazionale. Pochi anni dopo, Visconti lo traspose in un film di successo, tradendo in parte il romanzo (come spesso avviene quando un libro viene tradotto in film), forse oscurandolo, ma contribuendo a renderlo ancora più celebre… mentre, nel frattempo, la critica continuava a dividersi tra estimatori e detrattori.

salvatore-silvano-nigroEbbene, di tutto questo Salvatore Silvano Nigro, nel suo libro, non ne parla. E giustamente, direi. Si occupa di altro, l’autore de “Il Principe fulvo”… riempendo gli spazi vuoti esistenti intorno alla vita e alle opere di Tomasi di Lampedusa (di cui, per la verità, non è che si sapesse moltissimo prima della pubblicazione di questo saggio). E lo fa – Silvano Nigro – con il piglio dello studioso, ma anche con l’intuito e la visionarietà dell’artista.

Si tratta di un lavoro svolto in una prospettiva davvero inedita, innovativa (anche rispetto al “Gattopardo”), capace di offrire una nuova chiave interpretativa sulla celebre opera di Lampedusa e di liberarci da alcuni luoghi comuni o dal peso di frasi/simbolo estrapolate dal libro e poi diventate citazioni celebri (“se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”). Frasi che, decontestualizzate, non restituiscono in maniera corretta il senso vero del romanzo.

Ma il lavoro di interpretazione e di “racconto” di Silvano Nigro, non si ferma al “Gattopardo”. Va oltre. Abbraccia la vita stessa di Lampedusa.

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SALVATORE SILVANO NIGRO AL MAGGIO DEI LIBRI

Salvatore Silvano Nigro presenta “Il Principe fulvo” (Sellerio) al Maggio dei libri 2012 a Catania

IL VIDEO


L’articolo suquotidiano LA SICILIA dell’11 Maggio 2012

Il romanzo sul romanzo del «Principe fulvo»

di Sergio Sciacca

Qual è il senso profondo del Gattopardo? Che tutto cambi perché niente cambi. E se non fosse così? Se il vero protagonista non fosse il Principe, ma il suo cane? Se la morale del racconto fosse contenuta nel volo finale di Bendicò il quale, in via di allusione, ripete il gesto osceno di Vanni Fucci nell’Inferno? E se la metafora dantesca fosse la metafora, a sua volta, della vita che continua dopo la morte, e se la Sirena del celebre racconto di Tomasi ne fosse il simbolo premonitore?

Il Principe fulvoDomande e risposte che lascerebbero interdetti non pochi anche degli intenditori. Anche dei critici ufficiali. Ma che sono lì palpitanti e vere, e che attendono solo di essere accolte o respinte, perché i fatti dell’arte, per fortuna non sono assoluti.
Di questo si è parlato ieri sera alle Ciminiere nella serata che è stata organizzata nel quadro del “Maggio dei Libri” che – come ha sottolineato l’assessore provinciale alla cultura Ruggero Razza, che ne è il sostenitore convinto, ringraziando la signora Grazia Addamo per il sostegno ricevuto, i fatti della cultura devono diventare ricorrenza continua nella vita cittadina. Leggi tutto…