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Posts Tagged ‘salvo sequenzia articoli’

CRUDELI TENEREZZE di Giuseppe Bella

Crudeli tenerezze - Giuseppe Bella - copertina“Crudeli tenerezze” di Giuseppe Bella (A & B)

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La scrittura. Un affaire irrevocabile con la vita

di Salvo Sequenzia

Giuseppe Bella, scrittore di colta e seduttiva scrittura, ha recentemente consegnato alle stampe Crudeli tenerezze (A & B, 2021), una raccolta di ventitré raffinatissime prose che  dialogano con opere di artisti siciliani contemporanei.
«Gli scrittori che traggono ispirazione da un dipinto o da una scultura sono tra i più fortunati: – osserva Rocco Giudice nella sapida Prefazione all’opera – un’invenzione letteraria li porterà lontano dall’opera, ma permetterà al lettore di scoprire un capolavoro  o di vederlo, come suol dirsi, con occhi nuovi».
Pippo Bella, psicologo e psicoterapeuta, non è nuovo in simili incursioni nel mondo dell’arte. Leggi tutto…

PRIMO AMORE di Samuel Beckett nello spettacolo teatrale di Salvo Germano

IL TESTO E L’AGON DRAMMATURGICO

L’attore Salvo Germano interprete magistrale di Samuel Beckett

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di Salvo Sequenzia

La ‘traduzione’ drammaturgica di un testo narrativo è una operazione difficile e assai complessa.  Trasferire un testo narrativo sulle tavole del palcoscenico, infatti, comporta una interpretazione di segni verbali per mezzo di un sistema ‘misto’, in cui segni verbali (le parole) e segni non-verbali (gestualità, costumi, effetti sonori, spazio, scenografia, luminotecnica, etc.) coesistono dando luogo a un universo di sensi e di significati diverso da quello espresso nel testo originario (cfr. A. J. Greimas 1999; U. Eco, 1997; P. Torop 2010).
Gino Banterla e Ede Ivan si sono cimentati nell’ardua impresa di traduzione intersemiotica del racconto Premier amour di Samuel Beckett realizzando uno spettacolo teatrale, diretto e interpretato dall’attore Salvo Germano, che è andato in scena in prima nazionale il 17 marzo scorso a Milano al Teatro  De Sidera Oscar dello scrittore Luca Doninelli. Leggi tutto…

L’ACQUA DEL LAGO NON È MAI DOLCE di Giulia Caminito (recensione)

“L’acqua del lago non è mai dolce” di Giulia Caminito (Bompiani): romanzo vincitore dell’edizione 2021 del Premio Campiello

Di seguito, l’approfondimento critico del saggista e semiologo Salvo Sequenzia

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[Leggi: Come nasce un libro? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIULIA CAMINITO racconta L’ACQUA DEL LAGO NON È MAI DOLCE]

[Ascolta: la puntata radiofonica di Letteratitudine dedicata a “L’acqua del lago non è mai dolce” (Bompiani): Giulia Caminito in conversazione con Massimo Maugeri]

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STORIA DI UNA DONNA DIVENTATA CATTIVA

di Salvo Sequenzia

I laghi, al di là della vulgata iconografica che li vuole ameni e idilliaci,  sono luoghi dai quali promana un’aura malvagia, una specie di energia negativa che risucchia luce, vita, calore negli oscuri recessi dell’altrove.
Luogo ‘liminale’ in cui si manifesta il sacer, soglia di ingresso al mondo infero come Pergusa, teatro di guerre cruente come il Trasimeno, dimora di epifanie telluriche come nei racconti del ciclo bretone di  Lancelot du lac o come nelle storie gotiche della scrittrice Chiara Palazzolo, il lago è un mondo che non conosce redenzione, come certe periferie americane devastate dalla povertà e dalla solitudine raccontate da Don  Delillo, da Philiph Roth, da Harmony Corine.
Giulia Caminito ha vissuto la sua giovinezza ai margini di questo mondo irredento, insieme alla sua famiglia della borghesia non benestante e alla sua generazione di sconfitti,  entrambe tagliate fuori  dalle «magnifiche sorti e progressive» della società e della storia.
Nel romanzo L’acqua del lago non è mai dolce (Bompiani, 2021, pp. 304), con il quale si è aggiudicata la 59a  edizione del Premio Campiello, la trentatreenne scrittrice romana ha raccontato questo «mondo offeso» consegnando ai lettori la storia amara e impietosa di una donna che la vita ha reso cattiva. Leggi tutto…

LA MANO di Georges Simenon (recensione)

La mano - Georges Simenon - copertina“La mano” di Georges Simenon (Adelphi – traduzione di Simona Mambrini)

È uscito di recente in Italia, pubblicato  da Adelphi, La mano, uno dei racconti più inquietanti del grande scrittore belga

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LA VERTIGINE E IL LABIRINTO. UNA NOTA SUL SIMENON AMERICANO

di Salvo Sequenzia

Leonardo Sciascia aveva una predilezione per Simenon, scrittore assai diverso da lui per quel vitalismo e quella frenesia che attraversano la sua vita e la sua opera, eppure, molto simile, se non contiguo, per alcune assonanze e per certe sfumature che caratterizzano i mondi letterari che entrambi hanno creato, come è stato dimostrato da alcuni studi recenti  (Di Grado 2014; Traina 2015; Squillacioti 2019).
L’attenzione dell’autore de Il  giorno della civetta  – divoratore dei gialli Mondadori negli anni giovanili –  era rivolta, soprattutto, al Simenon de Le finestre di fronte (1933), de Il borgomastro di Furnes (1939)  e de Il Presidente (1958): i  «brevi capolavori» nei quali la scrittura indaga, come acutamente notava Goffredo Parise (1985), il «clima metafisico del potere» e si fa referto balzachiano di un ambiente e di una società in cui il delitto è l’espressione, il sintomo, di un malessere esistenziale speculare al «disagio della civiltà» del quale il giallo costituisce una «forma» lucida e disincantata di rappresentazione, in linea con la tensione etico-civile che informa l’idea che Sciascia ha dello scrivere e della letteratura. Leggi tutto…

LA SOCIETÀ SENZA DOLORE di Byung-Chul Han (recensione)

La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite” di Byung-Chul Han (Einaudi – traduzione di Aglan-Buttazzi Simone)

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Il dolore fondamento di una società etica

di Salvo Sequenzia

Al suo recente saggio “La società senza dolore. Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite (Einaudi Stile Libero, 2020, pp. 80) il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han consegna una riflessione sul rapporto tra uomo e dolore nella società di oggi che si intrama nei sentieri più perigliosi del pensiero “continentale” tra Ottocento e Novecento e che si prende carico di alcuni dei temi nevralgici che scuotono il dibattito filosofico e sociologico contemporaneo. Pensatore e scrittore tra i più influenti e letti Byung-Chul Han ha insegnato a Friburgo, nella cattedra che fu di Martin Heiddegger, e a Berlino. Il suo pensiero scaturisce da una analisi critica, impietosa e radicale, mossa alla «società della prestazione» (cfr. Byung Chul Han, La società della stanchezza, 2012), alle nuove idolatrie tecnocratiche e neo-liberale che ispirano nelle masse una cieca fiducia in un sistema che ha estremizzato le dinamiche del profitto, del successo, della violenza e dell’indifferenza (cfr. Id., La società della trasparenza, 2014). Per Han, vincere ed ottenere il successo a tutti i costi è il mantra del tempo in cui viviamo, anche quando vittoria e successo, più che soddisfare, procurano angoscia, sfinimento, prostrazione e violenza. Leggi tutto…

IL SILENZIO di Don DeLillo (recensione)

“Il silenzio” di Don DeLillo (Einaudi – traduzione di Federica Aceto)

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Il silenzio di DeLillo. Un Decamerone per la fine dei tempi

di Salvo Sequenzia

La catastrofe giunge all’improvviso in un giorno qualsiasi del 2022, a Manhattan, negli Stati Uniti.
Il silenzio (tit. or. The Silence, 2020, trad. it. di F. Aceto, Supercoralli Einaudi, 2021), nuovo romanzo dell’ottantacinquenne Don DeLillo, considerato (dopo la morte di Philip Roth) il più grande romanziere americano vivente, racconta questa catastrofe.
Un racconto denso, contratto, claustrofobico. Nello spazio di centotré pagine divise in due parti, lo scrittore che più di ogni altro ha saputo rappresentare le paure e le angosce che attanagliano l’uomo dell’Antropocene descrive che cosa accadrebbe oggi, o nel futuro prossimo, se improvvisamente nel nostro mondo ipertecnologico ogni forma di comunicazione tacesse lasciandoci nel più completo Silenzio.
La narrazione si divarica come in un dittico.
La prima parte di questo dittico si apre su un aereo. Una giovane coppia della media borghesia americana, di rientro da una vacanza dopo la pandemia, sta per raggiungere a New York un gruppo di amici per assistere in televisione alla finale del Super Bowl nel loro appartamento nell’East Side. Leggi tutto…