Archivio

Posts Tagged ‘San Paolo’

L’INQUIETUDINE di Marion Muller-Colard

“L’Inquietudine” di Marion Muller (San Paolo) – Premio miglior libro di spiritualità 2017 in Francia

* * *

di Helena Molinari

Un altro libro piccolo eppure potente.
Un libro dissacrante e sporco di radici coriacee ben piantate nella terra al fondo, eppure sacro e rivoltoso della possibilità grande che le nostre ancestrali inquietudini sanno offrirci.

“Ai tranquillanti preferisco gli inquieti. Disturbati, disturbanti…
Mi piacciono le loro giravolte, la meteorologia sempre mutevole del loro viso, quella sorta di matriosca che, sotto il loro rivestimento di carne, dissimula un’ infinità di sconosciuti.”
Così precisa Marion, scrittrice pluripremiata, teologa fortemente poetica ed espressiva eppure praticamente agnostica che:
“… Solo chi non crede di possedere Dio e la scienza di Dio è davvero sulla strada del Regno.”

Che ci si domanda, se come lei, si scrive in bilico, tra il dubbio esistenziale che sia la scrittura a generare inquietudine o viceversa sia essa stessa a farci scrittori. Leggi tutto…

IL RAGAZZO CHE GIOCAVA CON LE STELLE, di Graziano Versace (la recensione)

IL RAGAZZO CHE GIOCAVA CON LE STELLE, di Graziano Versace (San Paolo, 2013)

di Domenico Calcaterra

Ci sono libri che si offrono al lettore, aprendo porte su un ventaglio più che mai ampio di motivi e tematiche. Ecco, Il ragazzo che giocava con le stelle di Graziano Versace (San Paolo, 2013) credo che possieda, ambiziosamente, questa speciale qualità; il lasciarsi, appunto, attraversare, prestandosi a molteplici piani di lettura: libro sugli orrori della tragedia dell’olocausto e del nazismo; storia di un vitalismo estremo; libro che racconta il dramma della deformità e il disagio dell’handicap; parabola esemplare sull’innocenza salvata che tuttavia non può non passare per l’amaro paradosso della sua bruciante e drammatica perdita; ma soprattutto, si tratta di un libro d’amore toutcourt.
Protagonista è il quattordicenne Gerd, ragazzo geniale come nessun altro ma deforme, figlio del medico delle SS August Sievers che grazie al suo ruolo riesce ad evitargli l’eliminazione, tenendolo nascosto nel suo alloggio privato all’interno del campo di concentramento presso il quale presta servizio. Gerd possiede la capacità rara di leggere a fondo nella vita delle persone con le quali viene a contatto: è un empatico scrutatore d’uomini, un veggente dell’anima. Ed ha imparato da un mimo, sua personale via di fuga, a giocare con le stelle. Negazione perfetta dell’esemplare di razza ariana, è costretto a rendersi il più invisibile possibile per evitare spiacevoli conseguenze. L’inferno concentrazionario viene da lui osservato e raccontato da dietro la finestra, restituendone una descrizione che potremmo definire “sensoriale”: da quel rifugio ne riconosce le dinamiche interne, gli odori caratteristici, i segnali che ne scandiscono le giornate, i rituali di morte. Il lager è il luogo dove la normalità ha definitivamente perduto cittadinanza, abbattuta la sacrale dignità della vita umana; dove «s’inventa, ad ogni angolo, la morte». Quando il padre viene allontanato per misteriose circostanze dal campo ed è costretto a rimanere da solo, inizia per lui la personale partita a scacchi per mantenersi in vita. Leggi tutto…