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CERCANDO BEETHOVEN di Saverio Simonelli: incontro con l’autore

“Cercando Beethoven” di Saverio Simonelli (Fazi editore): incontro con l’autore e brano estratto dal libro

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Saverio Simonelli, giornalista professionista, è vicecaporedattore del tg2000 per cui cura e conduce la rubrica culturale Terza Pagina. Laureato in Filologia germanica e traduttore, ha pubblicato diversi libri di saggistica e racconti per ragazzi.

Per Fazi editore ha appena pubblicato il suo primo romanzo intitolato Cercando Beethoven. Si tratta, peraltro, del primo romanzo con protagonista Ludwig van Beethoven (di cui celebriamo il 250° anniversario della nascita): il ritratto intimo e commovente di un uomo che ha cambiato per sempre la storia della musica.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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Saverio Simonelli«Quando ci si accinge a scrivere un romanzo in cui la fantasia si incunea rispettosa nella storia e nella biografia di un gigante come Beethoven», ha detto Saverio Simonelli a Letteratitudine, «bisogna anzitutto far finta di non avere paura e lasciare giocare un po’ l’istinto, la passione personale, il desiderio di condividere con i futuri lettori non solo la storia ma tutto il frutto di sensazioni, di studio e ricerca, il patrimonio di una cultura che ti ha segnato profondamente, che culla, circonda e definisce proprio il personaggio che si racconta.
Così il mio Cercando Beethoven vuole essere un omaggio non solo a quello che forse è il più grande compositore della storia – sicuramente il più ‘umano’ – ma a una sensibilità, a un’idea di creatività e di arte che proprio in quegli anni ha avuto la percezione chiara di voler esprimere ciò che va oltre il qui e ora, di sondare ‘l’anima del vasto mondo’, come scriveva Novalis nella consapevolezza che la poesia in particolare ‘sente il non sensibile, vede il non visibile e rappresenta l’irrappresentabile’. Leggi tutto…

BERLINO. IN FUGA DAL MURO di Saverio Simonelli (un estratto)

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo “BERLINO. IN FUGA DAL MURO. Storie e imprese spettacolari” di Saverio Simonelli (Effatà edizioni)

Epiche, geniali, studiate o estemporanee. Così avventurose da sembrare romanzesche, tra dramma e commedia. Sono le fughe da Berlino Est.

Dal 1961 fino alla storica caduta nel novembre ’89, il Muro di Berlino non è stato solo il simbolo della guerra fredda, della divisione della Germania e dell’Europa, ma anche lo spettatore di storie e imprese di uomini assolutamente normali che tentarono di riprendersi la vita superando quella barriera, inviolabile come una montagna, con la forza dell’immaginazione e del desiderio di libertà.

Alcuni di loro pagarono con la vita, ma molti riuscirono nell’impresa.

Queste pagine raccontano le fughe più spettacolari e assieme più genuinamente umane.

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I ricordi di Nonno Walter

Nonno Walter scostò la tendina, aprì la finestra e poi, a braccia
conserte appoggiate al davanzale, si mise a guardare i ragazzi
che giocavano a pallone nel giardino del comprensorio. A loro
bastava poco: un paio di giacche della tuta buttate in terra alla
distanza giusta per fare da pali, il pallone della coppa del mondo
appena vinta e qualche metro quadro d’erba. Così il pomeriggio
diventava divertimento puro, tutto istinto, prontezza di riflessi,
energia da vendere. Certo, pensava, a quell’età il gioco raccontava
molto di quello che stavano diventando, dalla conformazione
fisica al carattere, lasciando perfino indovinare qualcosa su
quello che sarebbe stato il loro futuro. È sempre stato un privilegio
degli anziani: andare oltre quello che si vede grazie alle lenti
dell’esperienza. In un gesto, in una postura ci leggi agevolmente
molte delle cose che verranno. Così Walter capiva che quel piccolo
Sami con i suoi geni africani forse non sarebbe mai diventato
il trequartista che sognava di essere – indossava la maglia di
Mario Goetze, l’eroe della finale mondiale – ma avrebbe potuto
vincere una gara di mezzofondo. Lukas che veniva dalla Polonia
avrebbe magari giocato a calcio solo per divertirsi con gli amici,
ma potenzialmente – e lo intuiva da come si fermava a riflettere
su ogni cosa – in futuro sarebbe potuto essere un ottimo maestro
di scacchi. Niente calcio poi per il più grande e più goffo di
tutti: Nikolas, l’amico del cuore di suo nipote che finiva regolarmente
in porta. Leggi tutto…

NEL PAESE DELLE FIABE. 200 anni dei fratelli Grimm

200 anni grimm
Il doodle di oggi di Google festeggia i fratelli Grimm in occasione dei 200 anni della pubblicazione delle loro “Fiabe del focolare”.

Contribuiamo alla celebrazione, pubblicando un brano tratto dal volume di Saverio Simonelli “Nel paese delle favole. La Germania magica e misteriosa dei fratelli Grimm (Giulio Perrone, 2012)

Nel cuore della Foresta Nera o in prossimità delle fredde spiagge del Mare del Nord, che ci si trovi nei pressi di Gottinga o Francoforte o nel centro di Brema o Alsfeld, esiste ancora oggi una Germania magica e misteriosa: un luogo tenebroso e incantato dove, al di là della modernità invadente, si tramanda la memoria di streghe e goblin, di famelici lupi e malvagi troll.

Qui, dove i confini tra la fantasia e la realtà tendono a perdere di senso, sono nate e continuano a vivere le fiabe popolari immortalate dei fratelli Grimm: da Biancaneve a Pollicino, da Cenerentola ad Hänsel e Gretel, da La Bella e la Bestia a Cappuccetto Rosso. Quello intrapreso da Saverio Simonelli è un lungo viaggio dedicato ai luoghi e ai personaggi al centro dell’immaginario di chiunque abbia mai sfogliato un libro di favole. Magari chiedendosi se tutto ciò che ha letto sia mai esistito davvero.

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Un brano tratto da “NEL PAESE DELLE FIABE. 200 anni dei fratelli Grimm”

Con una fiaba, il mondo non finisce mai

di Saverio Simonelli

L’importante è che ci siano fiori. Molti fiori nei vasi sul davanzale. E che la finestra sia ampia e lasci entrare il sole e il verde del paesaggio. Tra i fiori. Viole, violacciocche, caprifogli e gigli. Sono quelli che ama di più. Mai però quanto le primule che portano con sé la promessa rinnovata della primavera. Gliene regalano sempre un mazzo ad ogni compleanno , il 24 febbraio. Jacob invece riceve sempre un paio di pantofole e una montagna di uvette. Ne va matto. Piacciono anche a lui, ma la sua salute non gli concede di esagerare. Non può neanche camminare troppo a lungo senza sentire quell’oppressione al torace, il respiro che manca, la paura di morire che gli ha fatto vegliare tante notti ad aspettare l’allodola.
Wilhelm guarda fuori dalla finestra, lo sguardo si alza dal testo che ha sotto gli occhi e raggiunge il tiglio, lì di fronte, appena davanti alla staccionata che li separa dal parco. Gli scappa un sorriso. Si ricorda di quella governante che al fratello aveva raccontato la storia per cui il mondo stava appeso a una serie di assi di legno e così ogni volta che Jacob vedeva un cancello, una staccionata o qualcosa di simile pensava che al di là non ci fosse più mondo. Né sole, né fiori, né verde.
Ha sempre preso le cose alla lettera Jacob. Lui ossessionato dalle parole, dal testo, dalla sua autorità. Assoluta. Ecco perché mentre Wil sta perdendo qualche minuto a guardare fuori, Jacob insiste a grattare con la penna d’oca sul foglio. Mentre quella di Wil è perfetta la sua è sempre consumata: perfino le piume sull’asticella sono tutte arruffate. Ma questo ardore non va mai a scapito della concentrazione, della dedizione sacerdotale di Jacob che ora si alza a riporre un volume sullo scaffale. Lo solleva come il prete il lezionario domenicale, come una mamma il bambino al primo bagnetto. E’ un rispetto che sconfina nell’amorevolezza paterna. Leggi tutto…

LA MUSICA E’ ALTROVE. Cielo e terra nelle canzoni di Angelo Branduardi

LA MUSICA E’ ALTROVE. Cielo e terra nelle canzoni di Angelo Branduardi” di Saverio Simonelli
Ancora, 2012 – pagg. 276 – euro 16

In esclusiva per Letteratitudine, la prefazione firmata da Angelo Branduardi

La musica è altrove Ma avete mai pensato a quante storie, quanti volti e quanti mondi si possono trovare mettendo in fila un po’ di canzoni? Mica parlano solo d’amore. Ci potreste trovare bambini, anziani, animali piccoli come pulci e orizzonti più grandi dei vostri sguardi. Signori di castelli medievali, viaggiatori del futuro e donne in attesa davanti al mare, ciliegi che piegano i rami, mele ancora da cogliere e lepri che vanno a finire sulla luna. Vi sembra incredibile? C’è un artista che queste cose le ha sempre cantate, viaggiando con la fantasia tra cielo e terra. Con una chitarra e un violino, anzitutto. E lo possiamo seguire in questo viaggio meraviglioso dove ogni cosa se ne tira dietro un’altra. Come le ciliegie, appunto. Come fanno tutte le storie, quando sono raccontate perché anche chi ascolta ci finisca dentro. Non ve ne eravate accorti? Anche voi potreste andare a finire dentro una canzone o forse ci siete già. Se l’ha scritta uno come Angelo Branduardi e se voi provate a chiudere gli occhi e immaginare. Musica. E racconto.

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La prefazione di Angelo Branduardi

Da sempre considero la musica un qualcosa che non si trova qui e ora, ma accade in qualche modo da un’altra parte, accade altrove. È – come ho detto spesso – uno sguardo al di là della porta chiusa, ma è anche la risorsa che hanno i bambini di fronte alla paura, per cui quando si trovano al buio si mettono a cantare e tutto passa. Come sguardo che si getta al di là della nostra finitezza ha quindi direttamente a che fare con l’oltre, o meglio l’Oltre con la O maiuscola. Ed è quindi per questo un fatto assolutamente spirituale, senza dimenticare certo la sua componente corporale, fisica. Leggi tutto…