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LA FORTUNA SCENICA DI LUIGI CAPUANA di Maria Valeria Sanfilippo

Maria Valeria Sanfilippo,LA FORTUNA SCENICA DI LUIGI CAPUANA, Salvatore Sciascia

pp. 208, euro 20.00, prefazione di Sarah Zappulla Muscarà.

Il libro sarà presentato a Catania il 4 marzo, ore 16.30, presso il Coro di notte del Monastero dei Benedettini.
Intervengono: Rosaria Sardo e Sergio Sciacca – Coordina: Sarah Zappulla Muscarà – Legge: Agostino Zumbo

La “duplice bestia nera”. Così Luigi Capuana soleva definire il pubblico e la stampa, destinatari ultimi delle sue opere drammaturgiche. Pubblico e stampa diedero del filo da torcere al teatro del mineolo, tanto osannato quanto bistrattato. La ricezione della sua fortuna è ora contenuta nel neonato volume “La fortuna scenica di Luigi Capuana” di Maria Valeria Sanfilippo, edito per i tipi di Salvatore Sciascia, con una succosa prefazione a firma Sarah Zappulla Muscarà e in copertina un dipinto di Mario Attilio Cristaldi. Fogli di un diario collettivo, scritto a due mani, quella del critico e quella del pubblico, con tutto quello che comporta tale convivenza, a volte pacifica a volte conflittuale.

Il lavoro di ricerca della giovane italianista Maria Valeria Sanfilippo (foto in basso) traccia un puntuale, ricco, documentato itinerario della fortuna scenica del teatro in lingua e in dialetto di Capuana, costellato di successi (è il caso di commedie in dialetto quali Malìa e Lu paraninfu, molte delle quali divenute cavalli di battaglia di intere generazioni di Compagnie) ma pure di rovinosi fischi (è la sorte toccata a commedie in italiano quali Il piccolo archivio, Serena, Gastigo, Ribelli). Dal debutto di Giacinta nel 1888 al Teatro Sannazaro di Napoli a Quacquarà, andata in scena postuma alla morte dell’autore nel 1916 al Teatro Alfieri di Torino è possibile immergersi nella febbrile attività drammaturgica del Capuana. A nudo ingranaggi e dinamiche del mondo dello spettacolo coevo, gli orientamenti di una società composita espressi da ‘penne’ di primo piano (Edoardo Boutet, Annibale Gabrielli, Stanislao Manca, Gaetano Miranda, Domenico Oliva, Giulio Piccini, Eugenio Torelli e molti altri nomi illustri celati da pseudonimi). Il meticoloso e sistematico spoglio di quotidiani e riviste a cavallo fra Otto e Novecento, condotto presso le emeroteche di Archivi e Biblioteche di svariate città italiane (fra le altre Bologna, Catania, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino), unitamente al corpus di carteggi, i tanti documenti di prima mano reperiti, ci restituiscono il giudizio della critica, le reazioni del pubblico, il clima culturale dell’epoca. Si chiariscono e si completano finalmente le esigue e spesso contraddittorie indicazioni bibliografiche, le supposizioni e gli equivoci sulla fortuna scenica capuaniana reiterati sino ad oggi. Leggi tutto…

MERICA, MERICA (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del volume “MERICA, MERICA. Viaggio verso il nuovo mondo. Con CD Audio” – a cura di Salvatore Ferlita e Maurizio Piscopo (Sciascia editore)

Il libro sarà presentato a Catania il 23 febbraio 2016, h. 19:30, presso il Centro Fieristico “Le Ciminiere” (sala E7)

MIGRANTI SULLA VIA DELLA MERICA – Le condizioni sanitarie nelle traversate oceaniche

 di Alessandro Russo

«Non trovo parole adeguate per descriverle per l’intiero lo sconvolgimento del Piroscafo, i pianti, i rosari e le bestemmie di coloro che hanno intrapreso il viaggio involontariamente, in tempo di burrasca. Le onde spaventose si innalzano verso il cielo, e poi formano valli profonde, il vapore è combattuto da poppa a prua, è battuto dai fianchi. Non le descriverò gli spasimi, i vomiti (con riverenza) e le contorsioni dei poveri passeggieri non assuefatti a cositali complimenti. Tralascio dirle dei casi di morte, che in media ne muoiono 5 o 6 per 100, e pregare il Supremo Iddio che non si sviluppino malattie contagiose, che allora non si può dire come andrà».

Lettera di Francesco Costantin, Colonia Angelica, San Paolo del Brasile, 8 giugno 1889

“Ieri doveva partire per il suo primo viaggio al Brasile, il piroscafo Giulio Cesare, con circa 900 passeggeri, ma un fortuito incidente ne rimandò la partenza a stamane. Gli emigranti erano già quasi tutti imbarcati, allorché dopo il primo pasto a bordo, una quarantina di essi vennero soprappresi da dolori acutissimi di ventre, da vomito ecc. Indagata la causa di tale malore, si venne alla conclusione che si doveva trattare di avvelenamento prodotto dalla recente stagnatura delle gamelle. Le gamelle vennero subito sostituite con altre nuove, ed inviate alla Commissione sanitaria per le opportune verifiche. Iersera alle 11, appena la Commissione ebbe dato il suo responso, il piroscafo fece i preparativi per la partenza”

“Il Secolo XIX” 13-14 novembre 1892

 

Parto da qui.
Dall’ultimo pezzettino dell’Ottocento e da un’impressione di disgustosa ripugnanza.
Chiusi nel fetidume della stiva di bordo un fiume di zappaterra, lustrascarpe e poveri cristi. Sguardo senza luce e scialle sul capo, li accerchiano una miriade di valigie di cartone strette con i legacci di spago. Un formicaio umano, un garbuglio di cenci: non somigliano a conquistatori ma a una massa di disgraziati uniti dal sottile filo di seta della sorte. Hanno nomi e cognomi italici e sono analfabeti. Un’angosciante fioritura di odissee da passar al setaccio istoriografico di una singola lente di ingrandimento; un arcipelago di microstorie ramificate con l’artiglio della miseria, della disoccupazione e dell’usura.
Mollo gli ancoraggi e prendo il largo. Leggi tutto…

CATALOGO DEI GIORNI FELICI, di Daniela D’Angelo

Pubblichiamo tre poesie scelte dal CATALOGO DEI GIORNI FELICI, di Daniela D’Angelo (Salvatore Sciascia editore) opera vincitrice del Premio nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano”

di Emanuele Trevi (dalla bandella del libro)

Questo libro possiede due qualità: l’intensità e l’originalità. Sono queste le fate che tengono a battesimo il Catalogo, garantendogli un posto inconfondibile nella memoria dei lettori.

Non è un’ambizione facile da soddisfare, di questi tempi. Ma l’autrice possiede parecchie frecce per il suo arco. E non ne risparmia nessuna.

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Approfondimenti: Il Messaggero

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Da CATALOGO DEI GIORNI FELICI, di Daniela D’Angelo (Salvatore Sciascia editore)

Ho messo campanelli alle porte
caso mai dovessi tornare mentre dormo.
Ho messo campanelli alle finestre
caso mai da lì tu dovessi entrare
– potrei non accorgermene.
Ho messo tagliole negli angoli
nel caso tu volessi tornare
ma con cattive intenzioni,
nel caso tu volessi dirmi
che non è più tempo di sogni.
Ho messo tagliole,
e campanelli su tutte le porte.

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