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SCUSATE LA POLVERE, di Elvira Seminara

SCUSATE LA POLVERE, di Elvira Seminara

di Alessandro Russo

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/files/2011/06/elvira-seminara-scusate-la-polvere.jpgSabato sette giugno dell’anno del Signore duemilaquattordici, ore otto della sera.

A casa da solo: sto scrivendo.

Scusate la polvere(Nottetempo, 2011, € 12,00, pp. 206) è un’opera narrativa dal piglio ironico e un’acclamata pièce teatrale di recente in scena allo Stabile di Catania. Grazie a una scrittura dai toni intriganti e briosi, l’autrice conferma la sua toccante maestria a giocare con le parole. In punta di penna e senza forzare, danza la Seminara e intanto rovescia, impasta e mischia i vocaboli.«Elettrizzante  –radiosa come sempre ella è– ritrovare il tuo romanzo a teatro. Lo vedi crescere e ridursi, amplificarsi coi personaggi in forma umana e contrarsi, prender forma e poi evolversi per conto suo. Entusiasmante osservare il palco che regge un mondo concepito dalla tua fantasia: tre donne inclini ai cinquanta con l’ambivalenza e le inquietudini della loro neo-adolescenza. Amo le riconversioni: un atto trasformativo che ricicla le piccolezze del quotidiano in forma magica e, in questo caso, (m)isterica»

La storia si srotola in Sicilia ed è dedicata al gentil sesso; la percorre  qualcosa di sinistro e la anima  un soffio irriverente. Il testo assume l’intensità di uno spartito musicale e al suo centro si staglia il tema dell’amicizia femminile; in principio il ritmo è spumeggiante, poi rallenta un po’ e riprende fiato per lo sprint finale. Con roseo cinismo, il tessuto narrativo rivela un micro-presente instabile e colmo di tic: una fase perenne di precariato sentimentale e sociale, uno stadio ibrido, tutto mischiato e centrifugato. Il personaggio principale  odia le cotognate, ha una mamma smemorata e un nome pesante. È un’amabile, ironica e stravagante signora che lavora in nero e indossa un paio di occhiali storti; una persona tendenzialmente nevrotica, alta un metro e sessantacinque e con il colon lungo e aggrovigliato tipo una corda di barca a vela. La sua esistenza scorre limpida fin quando una telefonata le annuncia l’improvvisa scomparsa del marito. Invasa giornalmente dalla nostalgia, la donna inciampa nel rimpianto e si sente un rifiuto sociale. Non le viene facile archiviare migliaia di flashback e rinchiuderli in una scatola di cartone, né tanto meno incellofanarli nella cappella del suo cuore. Lo sposo, la buonanima insomma, era il mago della sua vita e per vent’anni i due erano stati incollati come pezzi di lego. Ora, da mattina a sera, la neo-vedova riempie cisterne di lacrime fin quando, tra una tisana e un biscotto alle noci, scopre di esser stata cornificata. Lo viene a sapere da un tizio ambiguo  e con la faccia terrosa come un kiwi. Da quel dannato momento altro non fa lei che inserir la retromarcia e correre alla ricerca di bugie e omissioni, trappole e tranelli. Dulcis in fundo, dentro ‘Scusate la polvere’ci son due fate. Una con i capelli rossi e piena di strass, né alta né grossa e con i denti a coniglio; fa la disegnatrice d’interni d’anima, anzi per esser precisi l’architetto della psiche. L’altra, maliarda del catering creativo e artista del gusto, ogni giorno invischiata sta tra mousse e patisserie. Ha frangetta nera e occhi verdi: è affascinante anche quando sbadiglia o starnutisce.
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SCUSATE LA POLVERE – dal romanzo allo spettacolo teatrale

ELVIRA SEMINARA-webSCUSATE LA POLVERE – dal romanzo di Elvira Seminara (nella foto accanto) allo spettacolo teatrale. A seguire, alcune foto tratte dallo spettacolo

[il dibattito sul romanzo su LetteratitudineBlog]

TEATRO MUSCO – Catania – dal 18 al 23 marzo 2014

di Elvira Seminara
riduzione e adattamento Rita Verdirame
regia Gianpiero Borgia
scene e costumi Dora Argento
musiche Papaceccio MMC & Francesco Santalucia
luci Franco Buzzanca

con Loredana Solfizi
Luana Toscano, Egle Doria, Giada Colonna, Giorgia Boscarino

produzione Teatro Stabile di Catania

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http://letteratitudine.blog.kataweb.it/files/2011/06/elvira-seminara-scusate-la-polvere.jpgdi Elvira Seminara

Eccole qui. Vere, fiammeggianti, ridenti ombrose irridenti. Matte da slegare. Coscienza, Mia, Alice, anima una-e-trina. Vi sono grata. Penso non ci sia, per un romanziere, emozione più grande (ehm, escluso il Nobel, ma fino al pomeriggio non ho avuto chiamate dalla Svezia) di questa : vedere animarsi sulla scena (dunque sulla vita, di cui la scena è specchio perfezionato) i tuoi personaggi. Così come li hai immaginati, scoperti, amati, perduti e rimpianti. Grazie a Zen-Luana Toscano, a Mia-Giorgia Boscarino, ad Alice-Egle Doria , per avergli dato corpi e fiato, sudore, smorfie e tremori, lampi e sussulti. E danza soprattutto, sul bordo a specchio della vita.

Foto: Eccole qui. Vere, fiammeggianti, ridenti ombrose irridenti. Matte da slegare. Coscienza, Mia, Alice, anima una-e-trina. Vi sono grata. Penso non ci sia, per un romanziere, emozione più grande (ehm, escluso il Nobel, ma fino al pomeriggio non ho avuto chiamate dalla Svezia) di questa : vedere animarsi sulla scena (dunque sulla vita, di cui la scena è specchio perfezionato) i tuoi personaggi. Così come li hai immaginati, scoperti, amati, perduti e rimpianti. Grazie a Zen-Luana Toscano, a Mia-Giorgia Boscarino, ad Alice-Egle Doria , per avergli dato corpi e fiato, sudore, smorfie e tremori, lampi e sussulti. E danza soprattutto, sul bordo a specchio della vita.

Scheda dello spettacolo

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