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Posts Tagged ‘sellerio’

CLASSIFICA: dall’1 al 7 ottobre 2018 – segnaliamo “La notte delle stelle cadenti” di Ben Pastor (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dall’1 al 7 ottobre 2018

Questa settimana segnaliamo: “La notte delle stelle cadenti” di Ben Pastor (Sellerio) al 34° posto nella classifica generale

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Si conferma al 1° posto “Un capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò (Rizzoli)

Mantiene la 2^ posizione “Suite 405” di Sveva Casati Modignani (Sperling & Kupfer)

Giunge in top ten, al 3° posto, “The Game” di Alessandro Baricco (Einaudi)

Si conferma al 4° posto “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino (romanzo vincitore del Premio Campiello 2018)

Al 5° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto) per “L’amica geniale. Vol. 1″ di Elena Ferrante (E/O), sulle ali della fiction Tv

Entra in top ten al 7° posto “So che un giorno tornerai” di Luca Bianchini (Mondadori)

All’8° posto (la settimana scorsa era al 10° posto) “Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione” di Aldo Cazzullo (Mondadori)

Al 9° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Ora dimmi di te. Lettera a Matilda” di Andrea Camilleri (Bompiani)

In 10^ posizione: “Io sono con voi. Catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli (6-8 anni)” Conferenza episcopale italiana (cur.) Libreria Editrice Vaticana

 

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Questa settimana segnaliamo: “La notte delle stelle cadenti” di Ben Pastor (Sellerio) al 34° posto nella classifica generale

Luglio 1944. Martin Bora, il colto, aristocratico e malinconico ufficiale della Wehrmacht, viene convocato a Berlino per indagare sull’assassinio di un sedicente mago; sullo sfondo l’operazione Valkiria, il fallito complotto contro Hitler.

Un funerale di stato nella Berlino bombardata del luglio 1944. Perché un anziano medico inviso al regime riceve tali onori? E perché suo nipote, il tenente colonnello dell’esercito Martin Bora, viene richiamato dal fronte italiano per assistervi? È solo l’inizio di una settimana convulsa, che si gioca fra il presidio della polizia, gli alti comandi dell’esercito e l’afosa periferia della capitale. A Bora viene inspiegabilmente ordinato dal potente generale delle SS Arthur Nebe, capo dell’efficientissima Kriminalpolizei, di investigare sull’assassinio di un presunto veggente, già star della repubblica di Weimar. Walter Niemeyer, uomo dai molti nomi e dai molti volti, ha incantato per anni la Germania con le sue mirabolanti profezie. L’indagine di Bora, affiancato dal corpulento e sagace ispettore Florian Grimm, resuscita il mondo brillante dei cabaret e degli eccessi del primo dopoguerra berlinese. Ma l’ufficiale della Wehrmacht scopre poco a poco che ben altro si nasconde nella capitale ormai al collasso, dove tutti sospettano di tutti e dove serpeggiano dicerie su una congiura che si ripromette di decapitare la gerarchia nazista. Una contorta rete di intrighi si delinea dietro l’omicidio del Mago di Weimar e il nervosismo sale fra gli ufficiali di stato maggiore mentre si moltiplicano gli incontri segreti e si susseguono le morti sospette. Per Martin Bora l’indagine si trasforma progressivamente in un angoscioso dilemma morale, come soldato e come tedesco. Il complotto del 20 luglio del colonnello Claus von Stauffenberg e i suoi drammatici retroscena come non sono stati mai raccontati.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Un capitano Francesco Totti; Paolo Condò Rizzoli 21,00 *
2 Suite 405 Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
3 The Game Alessandro Baricco Einaudi 18,00
4 Le assaggiatrici Rosella Postorino Feltrinelli 17,00
5 M. Il figlio del secolo Antonio Scurati Bompiani 24,00
6 L’amica geniale. Vol. 1 Elena Ferrante E/O 18,00
7 So che un giorno tornerai Luca Bianchini Mondadori 18,00
8 Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
9 Ora dimmi di te. Lettera a Matilda Andrea Camilleri Bompiani 14,00
10 Io sono con voi. Catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli (6-8 anni) Conferenza episcopale italiana (cur.) Libreria Editrice Vaticana 5,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dal 4 al 10 giugno 2018 – segnaliamo “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 4 al 10 giugno 2018

Questa settimana segnaliamo il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio) – n. 1 in classifica generale

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Si conferma al 3° posto Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Entra in classifica al 5° posto il volume “I sette peccati capitali dell’economia italiana” di Carlo Cottarelli (Feltrinelli)

Al 6° posto (la settimana scorsa era al 7° posto), un classico di Philip Roth: Pastorale americana (Einaudi)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era al 10° posto) “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

In 8^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman (Garzanti)

Si conferma al 9° posto in classifica “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

Entra in top ten al 10° posto “Il presidente è scomparso” di Bill Clinton; James Patterson (Longanesi)

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Questa settimana segnaliamo: “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri (Sellerio) – n. 1 in classifica generale

Mai come in questo libro Camilleri inventa storie e personaggi e li fa recitare fra le quinte di un teatro di cui è lui il regista. E noi assistiamo alla messinscena che è dramma e commedia insieme.

Questa volta Mimì Augello se la vede brutta: nella casa dell’amata di turno rientra inaspettatamente il marito; così Mimì è costretto a calarsi dalla finestra per salvare pelle e reputazione. Da un pericolo all’altro: nell’appartamento del piano di sotto dove ha cercato riparo, nel buio intravede un corpo steso sul letto, completamente vestito e irrigidito dal gelo della morte. Di un morto ammazzato ritrovato sul letto viene informata la polizia, solo che non si tratta di quel morto, perché è in tutt’altra casa, anche lui con l’abito buono. Come può essere accaduto? E che ne è stato dell’altro cadavere? Perché tutta la scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro? Parte da questo groviglio la nuova indagine di Salvo Montalbano, ed è proprio il teatro il protagonista del romanzo; la vittima, Carmelo Catalanotti, aveva una vera passione per le scene e dedicava tutto il proprio tempo alla regia di drammi borghesi. Si era anche inventato un metodo personalissimo per mettere gli attori in condizione di recitare: affrancarli dai loro complessi, aiutarli a liberare le emozioni, una vera e propria operazione di scavo nelle coscienze. Catalanotti conservava scrupolosamente annotazioni e commenti su tutti i potenziali attori con cui veniva in contatto, oltre che appunti di regia e strani quaderni pieni di cifre e di date e di nomi… Il commissario Montalbano spulcia tutti i dossier di Catalanotti, i testi teatrali ai quali lavorava, le note sui personaggi e soprattutto il dramma che stava per mettere in scena, Svolta pericolosa. Poco a poco si lascia coinvolgere dall’indagine e dalla nuova responsabile della scientifica, Antonia, che sul commissario ha l’effetto di una calamita. Sarà proprio il teatro a fargli trovare la soluzione del doppio cadavere.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00 *
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90
3 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
4 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
5 I sette peccati capitali dell’economia italiana Carlo Cottarelli Feltrinelli 15,00
6 Pastorale americana Philip Roth Einaudi 14,00 T
7 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
8 Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman Garzanti Libri 17,90
9 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
10 Il presidente è scomparso Bill Clinton; James Patterson Longanesi 22,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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PREMIO CHIANTI 2018: vince Giampaolo Simi

Con il romanzo “La ragazza sbagliata” (Sellerio) Giampaolo Simi vince la 31esima edizione (2017-2018) del PREMIO LETTERARIO CHIANTI

Simi

Sabato 26 maggio, a Greve in Chianti, nella splendida cornice della Fattoria Castello di Verrazzano, si è svolta la finale della 31esima edizione del Premio Letterario Nazionale Chianti.
La proclamazione è avvenuta al termine dello scrutinio in diretta delle schede , alla presenza dei sei finalisti, di oltre 250 Giurati Lettori e dal Comitato Tecnico del Premio Letterario Chianti, coordinato da Giuseppe Panella, composto da Paolo Codazzi (Presidente del Premio) e dai rappresentanti dei Comuni sostenitori (Greve in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti).
Oltre alle Amministrazioni Comunali, la Manifestazione è resa possibile grazie al contributo di Cooperativa Italia Nuova di Greve in Chianti, Rotary San Casciano – Chianti, Società di Mutuo Soccorso e Fratellanza di Greve in Chianti, Banca Cambiano.

Gli altri finalisti in gara:
Silvia Bencivelli – “Le mie amiche streghe” – Einaudi
Emiliano Gucci – “Voi due senza di me” – Feltrinelli
Matteo Melchiorre – “La via di Schenèr” – Marsilio
Raul Montanari – “Sempre più vicino” – Baldini e Castoldi
Alberto Rollo – “Un’educazione milanese” – Manni

Il vincitore riceve verrà assegnato un premio di Euro 2.000, e a ciascuno degli altri finalisti un premio di Euro 1.000.
A tutti, la riproduzione bronzea del Maestro Orafo Mauro Bandinelli, “Allegoria del Chianti”, tratta dal celebre dipinto di Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze.

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UNA VARIAZIONE DI KAFKA di Adriano Sofri (recensione)

Una variazione di Kafka” di Adriano Sofri (Sellerio editore)
 
di Giovanni Parlato

Di questi tempi fiorisce il pitosforo. Un profumo dolce e intenso simile alla fragranza dell’acacia, altra pianta in fiore in questi giorni di primavera. Sono due aromi diversi. Che regalano sensazioni diverse. Immaginate se dovessimo avvicinarci al fiore di un pitosforo e sentire il profumo dell’acacia. Resteremmo sorpresi e meravigliati. Per un botanico sarebbe un mistero da indagare.
Così, chi si avvicina alle parole e ne percepisce l’essenza non si capacita per quale motivo da una parola tedesca – strassenlampen, la luce dei lampioni di strada – il traduttore abbia preferito la luce del tram elettrico, strassenbahn. In questa stranezza si è imbattuto Adriano Sofri il quale ha voluto indagare per quale motivo nel racconto di Kafka “La metamorfosi” ci sia quest’ulteriore metamorfosi della luce dei lampioni in quella del tram. Da questo lavoro è nato il libro “Una variazione di Kafka” (Sellerio editore) che si muove con grande passione nel campo della filologia nel tentativo di svelare il mistero. Nella seconda parte, l’autore, abbandonati i panni del germanista, cerca di interpretare il motivo di questa variazione facendo leva su quanto Kafka scrisse nei suoi diari e appunti. Un gioco incrociato tra la matematica delle parole e le emozioni che attraversavano l’animo dello scrittore praghese soprattutto in relazione alla corrispondenza con Felice B. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 23 al 29 aprile 2018 – segnaliamo “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 23 al 29 aprile 2018

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Si conferma al 1° posto il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni: “Sara al tramonto” (Rizzoli)

Entra in top ten al 2° posto, “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) “Macbeth” di Jo Nesbø (Rizzoli)

Al 4° posto: “Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Al 5° posto (la settimana scorsa era in 4^ posizione) “Una ragazza affidabile” di Silena Santoni (Giunti)

Al 6° posto (la settimana scorsa era in 5^ posizione) “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

In 7^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto), “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Entra in top ten in 8^ posizione “Io, te e il mare” di Marzia Sicignano (Mondadori)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto) “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Entra in top ten al 10° posto, “I miei primi Primo Maggio. Perché oggi non vado a scuola e la Coop è chiusa?” di Maurizio Landini; Umberto Romagnoli; J. Pasquini (cur.) (L’Io e il Mondo di TJ)

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Questa settimana segnaliamo: “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio) – in seconda posizione in classifica generale

Queste cinque indagini, ambientate ad Aosta, sono apparse nelle antologie pubblicate dalla casa editrice.

Ha scritto Antonio D’Orrico che Rocco Schiavone appartiene alla parte migliore degli italiani; anche se indurito dalla vita e incavolato con il mondo, possiede una umanità e una intelligenza delle cose che lo rende un eroe positivo. È vero, fuma spinelli, ha un concetto della giustizia tutto suo, conosce però il cuore degli uomini e sa sempre da che parte stare. Manesco, ruvido, corrotto, scontroso, umorale, individualista, trasgressivo, tormentato, infedele; gli aggettivi si sprecano per definire il lato oscuro di Rocco Schiavone che non fa venir meno quello che di lui attrae e convince: l’insofferenza per la corruzione il perbenismo le diseguaglianze, il profondo senso di equità, la tenerezza, unite al grande talento per il suo mestiere. Sin dal primo romanzo Pista nera ci siamo abituati a vederlo alle prese con il freddo e il ghiaccio sbattuto ad Aosta per punizione – e ormai i lettori più affezionati sanno perché -, con licenza di uccidere, di farsi le canne, di rubare, di sedurre. Lui romano dalla cima della testa alla punta dei piedi calzati nelle improbabili Clarks, si è ritrovato affondato nella neve, in un mondo chiuso, una zona di confine dalle molte identità dove solo il fantasma di Marina gli fa compagnia. Ma ora c’è Lupa accanto a lui e in commissariato hanno imparato a conoscerlo tutti, dal questore Costa, a Pierron, Deruta e D’Intino.

Queste cinque indagini, ambientate ad Aosta, sono apparse nelle antologie pubblicate dalla casa editrice: L’anello mancante da LA CRISI IN GIALLO, Castore e Polluce da TURISTI IN GIALLO, … e palla al centro da IL CALCIO IN GIALLO, Senza fermate intermedie da VIAGGIARE IN GIALLO, L’eremita da UN ANNO IN GIALLO.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
2 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
3 Macbeth Jo Nesbø Rizzoli 20,00
4 Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00 *
5 Una ragazza affidabile Silena Santoni Giunti Editore 18,00
6 Mio caro serial killer Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
7 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
8 Io, te e il mare Marzia Sicignano Mondadori 16,00
9 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
10 I miei primi Primo Maggio. Perché oggi non vado a scuola e la Coop è chiusa? Maurizio Landini; Umberto Romagnoli; J. Pasquini (cur.) L’Io e il Mondo di TJ 5,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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L’ESTATE DEL ’78 di Roberto Alajmo (recensione)

L’ESTATE DEL ’78 di Roberto Alajmo (Sellerio) – recensione

Nascere scrittore in una famiglia da raccontare

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di Anna Vasta

Chi non ha avuto un’infanzia, se si perde, non potrà ritrovarsi. Come i sottotetti di una vecchia casa essa conserva, custodisce spezzoni, scarti di un presente in fieri scampati per caso o imperscrutabili disegni  al tarlo roditore del tempo. Ritrovati quando quel presente è diventato un passato da recuperare e se possibile alimentare di cocenti inutili rimpianti, di tutto quel non vissuto, non accaduto che avrebbe potuto essere.  Ne L’estate del ’78 di Roberto Alajmo (Sellerio, 2018), un romanzo che sarebbe riduttivo definire autobiografico – anche se porta le stimmate dell’autore-per la valenza paradigmatica di vicende e personaggi, il tempo perduto di quell’età dell’innocenza che non è mai del tutto innocente, rivive negli anni della ragione come tempo ritrovato, complice la finzione letteraria. Arma a doppio taglio, che se salva dall’oblio, dall’umana dimenticanza, se riesce a ricomporre in una forma  “il disordine e il dolore precoce” di una vita, inesorabile ne arresta il fluire, vi imprime il  rigor mortis della scrittura.
Nascere scrittore, per Roberto Alajmo non  è una iattura-come egli sembra credere citando Evelyn Waugh: se in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è perduta-, ma una condizione di grazia che gli consente di raccontare in un suo personalissimo lessico familiare la propria. Una chance in più per accostarsi al mistero imprendibile di una madre tenera, quanto assente- chiusa in un suo mondo di fragili sogni, delusi ideali, connaturale infelicità- e al dolore offeso  di un figlio, orfano da prima del distacco definitivo- la morte volontaria di Elena, a poco più di quarant’anni. Un suicidio programmato e in un certo senso fallito nella sua malriuscita messinscena- l’ultima vanità di pavesiana memoria; Roberto mi capirà-, ma che vuole essere estrema affermazione di sé contro i limiti della realtà esterna. Distruttivi quando si rivelano tratti costitutivi della propria inquieta interiorità. Ci sono individui costituzionalmente infelici. Strutturalmente. A prescindere da ogni circostanza: infelici. Leggi tutto…

L’ESTATE DEL ‘78 di Roberto Alajmo (recensione)

L’ESTATE DEL ‘78 di Roberto Alajmo (Sellerio): indagine su mia madre

Un pomeriggio d’estate Roberto Alajmo incontra la madre in una strada di Mondello. Non può immaginarlo, ma quello è un addio. «Cos’abbia fatto lei, nei tre mesi successivi, ancora oggi non lo so. È oggetto della presente indagine»

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di Daniela Sessa

Tiri un filo e la trama si allarga, si scompone. Tiri un filo da “L’estate del ‘78” di Roberto Alajmo (Sellerio, 2018) e quel filo è una parola: “smorfiare”. Chi prova un dolore improvviso fa una smorfia: c’è una donna riversa sul pavimento con il palmo della mano destra che fa leva a terra e il viso non si vede. Almeno non dalla posizione di chi guarda quel cadavere. Se lui avesse fatto il giro della stanza e avesse guardato la faccia avrebbe scorto l’ultima espressione, chissà se di disappunto oppure avrebbe visto “un solco lungo il viso come una specie di sorriso”. Lui, lo stesso che adesso non vuole guardarle l’ultima faccia, un giorno di luglio del 1978, aveva visto quella donna, seduta su un marciapiede, ripararsi malamente il viso dal sole con il braccio alzato (lo stesso?) e l’aveva salutata per l’ultima volta. Non sapeva che sarebbe stata l’ultima volta. Lo sa a pochi mesi di distanza e lo confessa molti anni dopo “I sintomi dei problemi devo andarli a smorfiare nella memoria infantile.” Chi dà un numero ai sogni  pratica l’arte antica e beffarda della smorfia. Fare la smorfia è smorfiare, riuscire a interpretare i segni dei sogni e metterli in gioco con una buona dose di credulità. Smorfiare è affare di segni, come la scrittura “…lascia dietro di sé solo spunti indiziari, che bisogna smorfiare sulla base di mezze frasi, di accenni. Oppure, a posteriori, basandosi su vecchie carte o sulla testimonianza delle persone che riuscivano a starle vicino…”.  L’indagine- la lezione di Leonardo Sciascia  sta in un indizio, in un altro filo: “mascheramento”- si svolge nel tempo liquido della memoria, tra principio di realtà e funzioni dell’inconscio e si compone in un faldone di sentimenti. Quelli di un figlio e di una madre. Di Roberto Alajmo e di Elena Parrino, i due protagonisti di un romanzo mappa della memoria individuale, dei luoghi della distrazione e del dolore di un uomo. La storia personale dello scrittore (il suicidio della madre e tutto il doloroso percorso familiare che lo precede) si trasforma in un gioco di specchi o “un gioco di riflessi su una vetrina” dove l’immagine del protagonista bambino, diciottenne e infine adulto rincorre il riverbero di quella della madre (tra foto, quadri e lettere) e si fissa su quello del figlio Arturo. Leggi tutto…