Archivio

Posts Tagged ‘Silvana La Spina’

SILVANA LA SPINA racconta L’UOMO DEL VICERÉ (Neri Pozza)

Come nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: SILVANA LA SPINA racconta il suo romanzo “L’uomo del Viceré” (Neri Pozza)

* * *

di Silvana La Spina

Perché ho scritto questo libro?
Difficile da dire. Il Settecento è un secolo che già in passato è stato nelle mie corde, vi ho ambientato infatti ‘La creata Antonia’, ma non basta. Il Settecento è stato anche l’ossessione di Leonardo Sciascia. Che da buon illuminista cercava di capire perché l’illuminismo siciliano è quasi inesistente a confronto di quello napoletano. Chè anzi, quando a Napoli si ebbe la rivoluzione, il re e la famiglia scappò proprio a Palermo, accolto con tutti gli onori.
Eppure per la prima volta, alla fine del Settecento, il governo borbonico mandò a Palermo un vicerè veramente illuminista. Parliamo del Caracciolo. Che era stato ambasciatore a Londra e a Parigi, dove aveva conosciuto le più belle menti di Europa. Leggi tutto…

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui

 * * *

Il potere “sanante” della letteratura

di Massimo Maugeri

La lettura del nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva a Messina” (Giunti, 2015), mi ha spinto verso un’ulteriore riflessione sul potere “sanante” della letteratura; riflessione che per me, in un certo senso, è ricorrente.
Il riferimento al potere “sanante” della letteratura può essere inteso in diversi sensi. Quante volte ci siamo imbattuti nella lettura di un romanzo che, in quel preciso periodo della nostra vita, si è rivelato come una sorta di zattera di salvataggio, come lo strumento che ci ha consentito di svolgere un viaggio nel tempo e nello spazio, fuori e dentro di noi, e che ci ha offerto opportunità nuove di riflessione, di confronto, di acquisizione di consapevolezza, oltre che di mero intrattenimento? Chi ama davvero i libri e vive pienamente la dimensione della lettura non è nuovo a esperienze simili. Del resto (a proposito di “potere sanante”) i risultati di alcuni studi tendono a confermare il fatto che la lettura è – tra le altre cose – un ottimo antidoto contro la depressione… proprio perché, leggendo, uscendo dai cunicoli ombrosi degli Io malridotti, ci si ritrova proiettati al di fuori di sé, in nuovi mondi, a condividere esperienze altre, agevolando – di conseguenza – il processo di alleggerimento dei propri gravami interiori. Tutto ciò rientra nell’ottica del potere “sanante” della letteratura, inteso in senso soggettivo.
Oltre a quello evidenziato, mi viene in mente un altro aspetto del potere “sanante” della letteratura (in senso più oggettivo, stavolta): quello capace di colmare vuoti; di riempire, in certi casi, persino i buchi della storia attraverso la forza immaginifica delle parole e l’arte della narrazione.
Il nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva da Messina” (Giunti), incentrato sulla figura e sulla vita del grande Antonello da Messina, è senz’altro dotato di questa peculiarità (e non solo perché offre, tra le altre cose, al lettore la possibilità di attraversare un secolo complesso come il 1400). Leggi tutto…

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (Giunti)

Il romanzo sarà presentato a Catania, mercoledì 25 Novembre alle ore 18:00 presso la Sala Eventi de la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 185. Ne parla con l’autrice Massimo Maugeri “Letteratitudine”. Letture di Marina Cosentino

Silvana La Spina - L'uomo che veniva da Messina

I

Sugli occhi.

Per istam sanctam unctionem…
Maestro, finalmente siete arrivato!… Vi ho chiamato tanto
in questi giorni. Da quando sono stato male, dicevo continuamente:
«Chiamatemi mastro Colantonio. Chiamatemi
il mio maestro…». Ma adesso siete qui. Posso parlarvi
finalmente!
Voglio anzi raccontarvi ogni cosa di me e di questi anni
in cui siamo stati così lontani.
La vita del resto è un fiume che ci trascina. Potremmo
persino scomparire nelle sue acque se qualcuno non si immergesse
con noi.
E io in questo viaggio ho scelto voi.
L’uomo più misterioso, il pittore più indecifrabile – per
tutta la vita ho cercato di imitarvi, fin da quando vi vidi per
la prima volta a Napoli.
Ma ora siete qui, questo conta.
Il prete mi ha appena passato l’olio santo sugli occhi. Ho
sentito le sue dita sulle palpebre, la densità del liquido sulla
pelle colare lungo il collo…
«Perché con gli occhi hai peccato, il Signore ti perdoni»
mormora piano.
Come posso aver peccato con gli occhi, quando per un
pittore gli occhi sono il suo strumento di lavoro? Leggi tutto…