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Posts Tagged ‘Simona Vinci’

PARLA, MIA PAURA di Simona Vinci (intervista)

PARLA, MIA PAURA di Simona Vinci (Einaudi. Stile libero big). Intervista all’autrice (con il pensiero rivolto a Severino Cesari)

Un estratto del libro è disponibile qui

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di Massimo Maugeri

Risultati immagini per simona vinci letteratitudineSimona Vinci ha vinto il Premio Campiello 2016 con il romanzo “La prima verità”. È tornata di recente in libreria con questo nuovo bellissimo e importante libro, in qualche modo legato (come mi conferma l’autrice nell’ambito della chiacchierata che potete leggere qui di seguito) al romanzo vincitore del Campiello. Un libro sulla paura. La paura che può avere effetti paralizzanti, che può essere devastante, che può condizionare pesantemente le nostre vite. Non è facile parlare di paura, ma la paura – che ci piaccia o no – ci parla. Ed è impossibile non ascoltare la sua voce, quando arriva. Non ci sono “orecchie tappate” che tengano. Tanto vale ascoltarla, allora. Di più: tanto vale invitarla a parlare, per capire cosa vuole dirci. Ed è quello che fa Simona Vinci – con la maestria narrativa che la contraddistingue – in “Parla, mia paura” (Einaudi. Stile libero big). Una paura che viene invitata a parlare, dunque. Una paura che viene ascoltata e poi condivisa con il pubblico dei lettori. Credo che questo libro, in un certo senso, abbia una funzione “catartica” per l’autrice. Ma è anche un atto d’amore, e (ripeto) di grande condivisione, offerto al pubblico dei lettori.

Mentre ci organizziamo per imbastire questa conversazione, siamo raggiunti dalla dolorosa notizia della scomparsa di Severino Cesari. Abbiamo voluto dedicargli un pensiero commosso (in coda all’intervista).

– Cara Simona, quando hai pensato, per la prima volta, di scrivere questo libro? E quando e perché hai deciso di cimentarti nella sua scrittura? Leggi tutto…

LA PRIMA VERITÀ di Simona Vinci (storia di un romanzo di successo)

La prima veritàLA PRIMA VERITÀ di Simona Vinci (Einaudi Stile Libero Big): romanzo vincitore del Premio Campiello 2016

di Massimo Maugeri

«Credo che nei luoghi dove accadono eventi spiacevoli si conservi un’energia particolare. I luoghi hanno memoria di ciò che accade». Parola di Simona Vinci, vincitrice dell’edizione 2016 del Premio Campiello con il suo nuovo bellissimo romanzo intitolato “La prima verità” (Einaudi Stile Libero Big, p. 408, € 20).
Immaginate questo luogo: un’isola lager, un carnaio dove sono state depositate persone considerate come scarti umani, un posto dove sono stati deportati intellettuali dissidenti e oppositori politici insieme ai malati di mente. Immaginate che questo luogo esista davvero e che rappresenti una delle colpe più vergognose di cui l’Europa si sia macchiata. Questo luogo oggi ritorna a noi, e alla nostra consapevolezza, attraverso una mirabile narrazione.
C’è questa frase che trovo di una potenza evocativa molto intensa: “Ogni storia è una storia di fantasmi, e questa non fa eccezione”. «Può essere intesa in tanti modi», dice Simona Vinci. «Se racconti una storia che riguarda persone che non ci sono più, puoi evocare le loro presenze. Ed è come se fossero fantasmi. Se inventi personaggi, in qualche modo prendono corpo, prima nella mente e nella fantasia dello scrittore e poi in quelle di chi ti leggerà. In un certo senso sono anch’essi fantasmi».
I fantasmi, anche quelli nati in forma di personaggi letterari, cercano sempre dei medium a cui affidarsi. Quando hanno incontrato Simona Vinci, non l’hanno più mollata. Era in cerca di una storia, Simona. E stava svolgendo ricerche online su siti che si occupano di psichiatria. A un certo punto, all’interno di un forum, si imbatte in un intervento anonimo incentrato sull’isola di Leros e sullo scandalo di questo istituto lager creato in Grecia dal regime dei Colonnelli alla fine degli anni Cinquanta. È una testimonianza molto dolente, cruda, emotiva. Una di quelle che lascia il segno. È il racconto di un volontario (che si firma con uno pseudonimo) testimone di questa follia che avrebbe dato origine a un vero e proprio disastro umanitario a cui poi, negli anni a venire, si sarebbe cercato in qualche modo di porre rimedio. Simona rimane colpita, folgorata. Decide di partire alla volta di Leros. Ci andrà una prima volta, per poi tornarci ancora. La accompagneranno le suggestioni delle fotografie di Antonella Pizzamiglio, trasformate poi in materiale narrativo.

Risultati immagini per simona vinci premio campiello
È così che nasce “La prima verità” di Simona Vinci: romanzo incoronato un paio di settimane fa con l’alloro letterario tra i più prestigiosi e che farà parlare di sé anche negli anni a venire. Un libro dove risiedono tutti gli interessi letterari dell’autrice (dal memoir al romanzo storico, dal reportage alla poesia) legati da un filo narrativo che tiene agganciato il lettore dalla prima all’ultima pagina.
La protagonista, Angela, è una giovane donna che si sta laureando con una tesi sui diritti umani. Quando scopre la storia dello scandalo di Leros (siamo agli inizi degli anni Novanta) decide di partire come volontaria senza sapere quale esperienza si troverà a dover fronteggiare. La storia si sviluppa, si creano personaggi (tra cui il poeta Stefanos: nome scelto in omaggio all’amico scomparso Stefano Tassinari), nascono fantasmi. Leggi tutto…