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Posts Tagged ‘Simonetta Agnello Hornby’

CLASSIFICA: dal 19 al 25 ottobre 2020 – questa settimana segnaliamo “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 19 al 25 ottobre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

In terza posizione: “Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini (Sellerio)

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La scheda del libro: “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

Palermo, estate 1942. Come in un lucido delirio, il barone Enrico Sorci dal suo letto di morte vede passare davanti agli occhi la storia recente della sua famiglia. Vede la devozione della moglie e i torti che le ha inflitto, vede le figlie Maria Teresa, Anna e Lia, i figli Cola, Ludovico, Filippo e Andrea; e vede Laura, la nuora prediletta, con il figlio Carlino, per il cui futuro si inquieta. Poco prima di morire il barone ordina che la notizia del suo trapasso non venga immediatamente annunciata e infatti, ignari, i parenti si radunano intorno alla tavola per un affollatissimo pranzo che si tiene fra silenzi, ammicchi, messaggi in codice, tensioni, battibecchi, antichi veleni, segrete ambizioni. È come se il piano nobile di palazzo Sorci fosse il centro del mondo, del mondo che tramonta – fra i bombardamenti alleati e la fine del fascismo – e del mondo che sta arrivando, segnato da speranze ma anche da una diversa e più aggressiva criminalità.
Uno dopo l’altro, i protagonisti prendono la parola per portare testimonianze, visioni, memorie che si avviluppano in una spirale di fatti e di passioni, vendette e tradimenti, componendo un quadro privato e collettivo degli eventi che segnano Palermo fino all’aprile del 1955. Offesa dalla guerra e dall’occupazione, la città si apre con sventato entusiasmo a una nuova ricchezza e a nuove alleanze con la politica e la malavita; nelle pieghe della famiglia Sorci si consumano amori, fughe, ribellioni, rovine. E tutto fluisce, incessante.
Agnello Hornby sgomitola storie che sono anche episodi della storia di tutto il Paese e dilatano quella capacità di allacciare la visione d’insieme e la potenza del dettaglio che i lettori hanno già imparato a riconoscere nei suoi romanzi.
Con Piano nobile prende vita il secondo capitolo della saga familiare cominciata con il fortunatissimo Caffè amaro.

Le famiglie sono famiglie, e chissà ancora per quanto impediranno, nasconderanno, confonderanno.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Scheletri Zerocalcare Bao Publishing 21,00
2 Piano nobile Simonetta Agnello Hornby Feltrinelli 19,00
3 Gli ultimi giorni di quiete Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Il falco Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
5 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
6 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
7 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
8 M. L’uomo della provvidenza Antonio Scurati Bompiani 23,00
9 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
10 Sulla tua parola. Messalino. Santa messa quotidiana e letture commentate per vivere la parola di Dio. Novembre-dicembre 2020 Editrice Shalom 4,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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NESSUNO PUÒ VOLARE: incontro con Simonetta Agnello Hornby

Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo le prime pagine di “Nessuno può volare” e il video della presentazione milanese del libro con la partecipazione di Simonetta Agnello Hornby e Alberto Rollo

Incontro con Simonetta Agnello Hornby

Le librerie Cavallotto hanno organizzato un incontro con Simonetta Agnello Hornby dedicato al suo nuovo libro: “Nessuno può volare” (Feltrinelli): l‘incontro (tutti i lettori sono invitati a partecipare) si svolgerà lunedì 16 ottobre, ore 17,00, presso l’Aula magna della Scuola Media Dante Alighieri di Via Cagliari 59, Catania.

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1.
Ninì non parla bene

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LA MIA LONDRA di Simonetta Agnello Hornby (le prime pagine)

Pubblichiamo le prime pagine del volume LA MIA LONDRA di Simonetta Agnello Hornby (Giunti)

La scheda del libro
Simonetta Agnello arriva sola a Londra nel settembre 1963 – a tre ore da Palermo, è in un altro mondo. La città le appare subito come un luogo di riti e di magie: la coda nella fila degli aliens al controllo passaporti; l’autostrada sopraelevata diventa un tappeto volante. La paura di non capire e di non essere accettata forza impietosa il passaggio dall’adolescenza alla maturità. Diventa Mrs. Hornby. Ha due figli. Tutta una vita come inglese e come siciliana. Ora Simonetta Agnello Hornby può riannodare i fili della memoria e accompagnare il lettore nei piccoli musei poco noti, a passeggio nei parchi, nella amatissima casa di Dulwich, nel fascinoso appartamento di Westminster, nella City e a Brixton, dove lei ha esercitato la professione di avvocato; al contempo, cattura l’anima della sua Londra, profondamente tollerante e democratica, che offre a gente di tutte le etnie la possibilità di lavorare.
Racconto di racconti e personalissima guida alla città, questo libro è un inno a una Londra che continua a crescere e cambiare: ogni marea del Tamigi porta qualcosa o qualcuno di nuovo per farci pensare e ripensare. Gioca in tal senso un ruolo formidabile la scoperta di Samuel Johnson, un intellettuale che vi arrivò a piedi, ventisettenne, alla ricerca di lavoro; compilò il primo dizionario inglese ed è considerato il padre dell’illuminismo inglese. Johnson appare negli studi che Tomasi di Lampedusa – ancora una volta il nodo fra Londra e Palermo – dedicò alla letteratura inglese, con un suo celebre adagio che qui suona motto esistenziale, filtro di nuova esperienza: ”Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco anche di vivere”.

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Le prime pagine di LA MIA LONDRA di Simonetta Agnello Hornby (Giunti)

Un omaggio a Samuel Johnson

The world is not yet exhausted: let me see something tomorrow
which I never saw before.

Il mondo non è ancora esaurito: fammi vedere domani
qualcosa che non avevo mai visto prima. Leggi tutto…

Intervista a SIMONETTA AGNELLO HORNBY (su Via XX Settembre)

Ieri abbiamo pubblicato le prime pagine di “VIA XX SETTEMBRE”, il nuovo libro di Simonetta Agnello Hornby. Oggi incontriamo l’autrice.

di Massimo Maugeri

Sappiamo che Via XX Settembre si trova poco lontano dal teatro Politeama, nel cuore di Palermo. E sappiamo che è proprio in questa via che, nel 1958, lasciata Agrigento, la giovane Simonetta Agnello Hornby (all’epoca tredicenne), viene a vivere con tutta la famiglia.
La storia di questi suoi anni, a partire da quel 1958, fino al momento in cui Simonetta decide di trasferirsi in Inghilterra, è raccontata tra le pagine di questo volume che ha per titolo lo stesso nome della via che abbiamo citato.
Ne parliamo con l’autrice.

– Cara Simonetta, raccontaci qualcosa sulla genesi del libro. Come nasce “Via XX Settembre”? Da quale idea, necessità o fonte di ispirazione?
Direi che nasce dal desiderio di onorare la memoria di mia madre e di mia zia Teresa, e di raccontare ai miei nipotini come era diversa la vita di un ragazza nella Palermo degli anni ’60. E dall’amore per Palermo.

– Che tipo di esperienza hai vissuto, anche dal punto di vista emotivo, nell’intraprendere questo viaggio della memoria?
Il ricordare è sempre dolce e triste allo stesso tempo. Più dolce che triste. E mi ha avvicinato ancora di più a mia sorella Chiara, e ai miei cugini Silvano e Maria. Loro tre hanno letto il manoscritto, togliendo e aggiungendo altre storie, e censurandone altre. Ho voluto che fossero loro a decidere se quanto scritto da me era esatto o appropriato, e ad aggiungere altro. Abbiamo riso tanto, e ci siamo commossi ricordando i nostri genitori. È stato pesante scrivere su mio padre, che spuntò sulla stampa italiana per una orribile storia di donne in cui lui era rimasto coinvolto.

– Che tipo di città è la Palermo del 1958 che si presenta agli occhi della giovanissima Simonetta? Leggi tutto…

VIA XX SETTEMBRE, di Simonetta Agnello Hornby (le prime pagine del libro)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo le prime pagine di VIA XX SETTEMBRE, di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli editore)

di Simonetta Agnello Hornby

Mimì è una ragazza d’oro

Credevo che sarebbe stato difficile mettere mano a questo libro dopo la morte di mia madre. Completare i ricordi della mia infanzia e introdurre quelli dell’adolescenza era un lavoro strettamente legato a lei.
Mamma aveva perduto la memoria e questo mi era stato chiarissimo nell’inverno del 2012, quando aveva trascorso due mesi in casa mia, a Londra. Aveva ripreso a colorare e lavoravamo sedute a metà del tavolo da pranzo – le mie orchidee a un’estremità, l’altra estremità libera per apparecchiare –, ciascuna intenta al proprio compito. Mamma creava una sinfonia di colori sui disegni geometrici islamici, io scrivevo. Ogni tanto la guardavo: avrei voluto chiederle una conferma, una spiegazione. Lei mi sorrideva, come se fosse d’accordo e mi spronasse ad andare avanti. “Simonetta, aspetta che le cose si mettano a posto,” mi avrebbe detto in
altri tempi. E così è stato. Sei mesi dopo, il ricordo di mamma e quello di sua sorella, zia Teresa, morta da tempo e sempre presente nei miei pensieri, mi incoraggiavano a scrivere. Quando le cercavo era come se fossero vicine a me; piccoline, ambedue svanite ma sempre composte, collana di perle e ticchettio di tacchi mentre vagavano per casa. Rivedevo mamma nel mio soggiorno, davanti al quadro di Monte Pellegrino; in corridoio, davanti al busto di bronzo Liberty appartenuto a suo padre, nonno Gaspare; e più spesso nel bagno, la testa piegata di lato davanti alla cornice rettangolare con alcune fotografie di famiglia. La prima è di zia Teresa giovanissima, gli occhi brillanti e il sorriso dolce, splendida in una cuffietta argentata anni trenta. “È mia sorella Teresa,” mi diceva ogni volta mamma indicandola, senza ricordarsi chi fossi io. Non riconosceva la fotografia di papà, né quella del matrimonio di zio Piero e zia Tina. E nemmeno la sua con me piccola. Guardava attenta la foto di nonna Maria con lei minuscola in braccio.
“È mia madre,” diceva. “Si chiama Maria, come la figlia di Giovanni. Maria…” Poi rimaneva assorta, la mano sulla bocca, come se frugasse nella mente vuota. “Mimì,” diceva a un tratto chiamandola con il suo vezzeggiativo, “è buona come mamma.”
Dietro di lei, zia Teresa mi sembrava che sorridesse, a conferma. “Mimì è una ragazza d’oro.” Da lì in poi mi è stato facile continuare a scrivere. Le sorelle Giudice hanno passato il testimone a Maria.
La bontà, la discrezione, la prudenza, la tolleranza, la generosità, la dignità e la saggezza della nonna di cui porta il nome sono arrivate fino a lei attraverso quelle due zie che la amavano come una figlia: ecco perché questo libro non poteva non essere dedicato a lei, a Maria.

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1.
Il trasloco a Mosè

Il trasloco a Mosè del giugno 1958 aveva un sapore diverso dagli altri. La gioia di rivedere i cugini palermitani – Silvano, figlio di zia Teresa, la sorella maggiore di mamma, e zio Peppino Comitini, che a Palermo era sempre vissuto; Maria, Gaspare e Gabriella, figli di zio Giovanni Giudice, il fratello maggiore di mamma, e zia Mariola, che a Palermo abitavano da nove anni – era offuscata da un velo di malinconia: il nostro appartamento, la sola casa di cui avessi memoria, era stato affittato al Banco di Sicilia, che anni prima aveva preso in affitto quello di zio Giovanni al piano di sotto. A fine agosto anche noi ci saremmo trasferiti a Palermo, dove avrei frequentato il liceo statale Garibaldi.
I preparativi procedevano come al solito. Nella nostra stanza da letto Giuliana, la bambinaia ungherese, riordinava le matite colorate con Chiara; Paolo, l’autista, sovraintendeva mentre Filippo il portiere e suo cognato Deco, chiamato ad aiutare, portavano a spalla gli scatoloni con le provviste per il riposto e quelli con i detersivi, insieme a valigie con borchie potenti e ceste piene di tovaglie e lenzuola da riportare a Mosè. Leggi tutto…

Premio letterario Pirandello a Simonetta Agnello Hornby

Premio letterario Pirandello 2013 a Simonetta Agnello Hornby. Il 10 ottobre, premiazione e conferenza su “Femminicidio e violenza di genere”

La 3° ed. del “Premio letterario Pirandello“, promosso dall’Ersu di Catania, presieduto da Alessandro Cappellani, è stato assegnata, da una giuria presieduta da Sarah Zappulla Muscarà, alla scrittrice Simonetta Agnello Hornby, per il volume “Il male che si deve raccontare“, edito da Feltrinelli. Altri premi sono andati ai migliori elaborati presentati dagli studenti universitari dell’Ateneo Catanese sul tema “La violenza sulle donne nella letteratura”. La cerimonia di premiazione avrà luogo giovedì 10 ottobre, alle ore 18, nell’Aula Magna di piazza Università, interverranno il Rettore Giacomo Pignataro e il Procuratore Aggiunto della Repubblica Marisa Scavo.

Premio Pirandello 2013
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Torna a Catania LibrinScena – l’edizione 2013 partirà il 17 giugno con Simonetta Agnello Hornby

Lunedì 17 giugno 2013, ore 21 – Palazzo Platamone “Corte Mariella Lo Giudice”

La scrittrice Simonetta Agnello Hornby inaugura LibrinScena, la rassegna curata da Ornella Sgroi che il Teatro Stabile di Catania dedica alla letteratura

«Il male che si deve raccontare raccoglie le mie memorie di violenza domestica prima in Sicilia e poi in Africa e in Inghilterra, ma non è soltanto un libro di denuncia. Parlo anche di come combattere la violenza domestica e proteggere le vittime, secondo un sistema semplice ed efficace messo a punto da Lady Scotland, coraggiosa avvocatessa inglese diventata ministro sotto il governo Blair».
Vibrante è la missione sociale e civile che anima Simonetta Agnello Hornby, palermitana d’origine e inglese d’adozione, al pari della Scotland in prima linea per lunghi anni nell’attività forense britannica. L’esperienza nei tribunali, in difesa di donne e minori, ha sviluppato nella Agnello una lucida consapevolezza, tangibile anche nella sua produzione di scrittrice. Eccola rinnovare il suo impegno sul campo contro una delle piaghe più dolorose della società moderna con una nuova opera, appunto Il male che si deve raccontare, che presenterà a Catania “in doppio” con il suo ultimo romanzo d’ambientazione siciliana, Il veleno dell’oleandro. L’autrice mette qui a fuoco, con la sapienza della sua immaginazione, un micromondo che vuole rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell’universo famigliare: un altro successo annunciato per una delle firme più amate in Italia e tradotte all’estero. Entrambi i volumi sono editi da Feltrinelli. Leggi tutto…