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Posts Tagged ‘Società Italiana Spiriti’

SOCIETÀ ITALIANA SPIRITI di Antonio Di Mauro (poesia)

“Società Italiana Spiriti” di Antonio Di Mauro (Stampa2009)

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di Maria Rita Pennisi

L’alambicco che spicca nel mattino, era l’orgoglio di famiglia. Ora è il centro del mondo sprofondato.
Dire addio è forte, doloroso, perché non è solo l’addio a un luogo, ma é un volgere le spalle alla memoria. Scendere sempre di più in un abisso, dove i fantasmi ruotano vorticosamente. Perderlo é stato come vedere gli affetti sgretolarsi. È stato il viaggio delle parole nei sentimenti calpestati, nelle gioie perdute, nelle illusioni che svaniscono. Il viaggio, infatti, è il protagonista di Società Italiana Spiriti di Antonio Di Mauro. Un viaggio appassionato e nostalgico, in cui tutto ciò che è umano si trasforma in spirituale. La torre, la casa dove a notte si fa ritorno, il giardino, le vie silenziose, le persone stesse non sono altro che simboli. Leggi tutto…

SOCIETÀ ITALIANA SPIRITI di Antonio Di Mauro

“Società Italiana Spiriti” di Antonio Di Mauro (Stampa2009)

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Una poesia fortemente ispirata da umana pietas

di Franco Pappalardo La Rosa

La poesia di Antonio Di Mauro in questo nuovo libro, Società Italiana Spiriti, edito da Stampa2009 nella prestigiosa e raffinata collezione di poesia “La Collana” curata da Maurizio Cucchi, sembra attingere la propria fonte d’ispirazione non nel reale in sé, bensì in una sorta di tempo incrinato tra continue sequenze di immagini, di figure, di parvenze labili di creature, e fitta nominazione di oggetti, di accadimenti, di stagioni, d’incontri, di luoghi e di paesaggi decantati dalla memoria, all’interno di uno scenario che è impalpabile distanza dal mondo coinvolto nel vortice della Storia, sensibile e tangibile, in cui ciascun ente nominato viene assunto a principio di verità. Come se gli enti stessi, insieme con il carico delle venture che li pertengono, simili ad ossessivi frantumi di un’illusione ormai deflagrata, e tuttavia pervicacemente ricomposta e recuperata per forza di pensiero e di parola, fossero sospesi dentro lo specchio magico di una dimensione autre: la dimensione aspaziale e atemporale, esclusivamente interiore, appunto, del sogno. In cui, strappandolo al nulla eterno, tutto può accadere, e persino riannodarsi, al di là del tempo e della Storia, il filo del colloquio con le “care ombre” di un passato prossimo o remoto per sempre troncato dalla feroce mannaia della morte («ma voi dove siete / anime ancora dolenti dove siete / ombre vaganti che avverto presenti?…»). Leggi tutto…