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Posts Tagged ‘Stefano Corbetta’

PREMIO STREGA 2021. Proposti i libri di Andrea Bajani, Edith Bruck, Giovanni Catelli, Donatella Di Pietrantonio, Andrea Frediani, Fabio Guarnaccia, Giulio Mozzi, Carmen Pellegrino, Stefano Redaelli, Alice Urciuolo

Proposti dagli “Amici della Domenica”, per l’edizione 2021 del Premio Strega, i libri di: 

Andrea Bajani, Edith Bruck, Giovanni Catelli, Donatella Di Pietrantonio, Andrea Frediani, Fabio Guarnaccia, Giulio Mozzi, Carmen Pellegrino, Stefano Redaelli, Alice Urciuolo

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PREMIO STREGA 2021. Proposti i libri di Andrea Barzini, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Alessandro Carlini, Stefano Corbetta, Massimo de Angelis, Mimmo Gangemi, Chiara Mezzalama, Daniele Petruccioli, Daniele Rielli

Proposti dagli “Amici della Domenica”, per l’edizione 2021 del Premio Strega, i libri di: 

Andrea Barzini, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Alessandro Carlini, Stefano Corbetta, Massimo de Angelis, Mimmo Gangemi, Chiara Mezzalama, Daniele Petruccioli, Daniele Rielli

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SONNO BIANCO di Stefano Corbetta

SONNO BIANCO di Stefano Corbetta (Hacca edizioni): incontro con l’autore

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Stefano Corbetta, nato nel 1970, vive nei dintorni di Milano e collabora con alcuni dei maggiori blog letterari e scrive sul quotidiano “Il Cittadino” di Lodi. Musicista jazz, ha suonato in numerosi Festival in Italia e in Europa. Attualmente svolge la professione di Interior designer.

Ha pubblicato: “Le coccinelle non hanno paura” (Morellini).

Il suo nuovo romanzo si intitola “Sonno bianco” e lo ha pubblicato per Hacca edizioni.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di parlarci di questo suo nuovo libro…

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«Mi sono ritrovato a scrivere “Sonno bianco” senza sapere che stava nascendo un romanzo», ha raccontato Stefano Corbetta a Letteratitudine. «È mia abitudine scrivere ogni giorno, anche solo due cartelle; tendo a essere metodico, se si tratta di scrittura, e a volte è successo di ritrovarmi di fronte a qualcosa di interessante, o più propriamente, come in questo caso, di perturbante.
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LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (recensione)

LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (Morellini editore)

di Francesca G. Marone

“L’atto di fare una foto ha qualcosa di predatorio (…) equivale a violarla, vedendola come essa non può mai vedersi, avendone una conoscenza che essa non può mai avere. (…)” S. Sontag
Teo è essenzialmente un fotografo, un uomo che sembra aver fermato la sua stessa vita ad un fotogramma nel momento in cui la terribile malattia ha invaso la sua testa, Teo ha un cancro al cervello. Questo particolare non da poco l’autore ce lo consegna subito, nelle prime pagine del libro, noi lo sappiamo e procediamo seguendo la storia di Teo e della sua malattia, qualche volta facendo finta di dimenticare, sperando in un miracolo, credendo che tutto sia possibile fin quando siamo qui in carne e sangue, qualche volta la testa ci duole insieme a Teo perché il peso della paura di svanire e di non essere più ci appartiene senza differenze. E noi tutti viviamo per dimenticarla. Eppure la malattia non prende mai totalmente la scena.
Teo sembra aver sospeso tutto, le emozioni, le relazioni, la voglia di scoprire. Fino a quando non incontra una fotografia, un’immagine di due sconosciuti in cui scorge una storia appena accennata che lo porterà altrove, che porterà anche il lettore altrove. Ma l’altrove non è mai così distante dal qui e ora. E da quel momento una storia si lega ad un’altra storia in una struttura ad incastro che impone un rallentamento al ritmo della narrazione. Prendiamo tempo anche noi con Teo, e con la donna che senza chiedere permesso lo accompagna, Arianna, mettendo luce e colore fra le sue magliette nere, e camminiamo con l’amico che sostiene Teo, non senza lottare dentro di sé, amico che lo abbraccia senza stringere troppo, come l’autentica amicizia sa fare. Il passo è lento, molto introspettivo ma anche puntuale nella visione, qualche volta lascia un senso di sospensione, di parentesi aperta come una musica che non termina o non inizia secondo canoni prestabiliti. Un disorientamento che è pari a quello di chi, essendo a digiuno di free jazz, non afferra tutto il senso di questo genere musicale, la musica è l’altra protagonista della storia e anche della vita dell’autore. Leggi tutto…