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Posts Tagged ‘teresa ciabatti’

LE NUOVE EROIDI di AA.VV. (recensione)

LE NUOVE EROIDI di AA.VV. (HarperCollins Italia): Ilaria Bernardini, Caterina Bonvicini, Teresa Ciabatti, Antonella Lattanzi, Michela Murgia, Valeria Parrella, Veronica Raimo, Chiara Valerio

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di Eva Luna Mascolino

C’è un motivo se una storia diventa un classico, c’è un motivo se una leggenda viene considerata un mito. C’è un motivo se, a distanza di secoli, se ne continua a parlare come di un archetipo che ci riguarda da vicino. E il motivo è che, nonostante le differenze sociali, geopolitiche, etniche e linguistiche, certe vicende parlano ancora degli esseri umani che siamo, che potremmo essere o che abbiamo paura di divenire. Lo sanno bene le otto autrici del volume Le nuove eroidi, edito nell’ottobre 2019 da HarperCollins. Al suo interno, infatti, in un perenne e vivissimo dialogo con il passato, a riprendere celebri episodi del Pantheon greco è la penna talentuosa di Ilaria Bernardini, Caterina Bonvicini, Teresa Ciabatti, Antonella Lattanzi, Michela Murgia, Valeria Parrella, Veronica Raimo e Chiara Valerio.
In una rivisitazione originale e che non scade mai nella retorica, le otto scrittrici italiane hanno ricreato nomi e atmosfere del mondo antico avvicinandolo allo stesso tempo al mondo contemporaneo. Leggi tutto…

INTERVISTA A TERESA CIABATTI – Tuttissanti

Ieri abbiamo pubblicato le prime pagine del romanzo TUTTISSANTI, di Teresa Ciabatti (edito da “Il Saggiatore”). Di seguito, un’intervista all’autrice.

di Massimo Maugeri

È un romanzo attualissimo “Tuttissanti” di Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice di Orbetello, residente a Roma, di cui ricordiamo la pubblicazione dei romanzi “Adelmo, torna da me” (2002, Einaudi Stile Libero- da cui è stato tratto un film), “I giorni felici” (2008, Mondadori), “Il mio paradiso è deserto” (2013, Rizzoli). Una narrazione, quella di “Tuttissanti“, che indaga su alcune distorsioni della nostra contemporaneità legate all’apparenza, ai sogni effimeri e alle loro strumentalizzazioni. Ne ho discusso con l’autrice…

– Teresa, come sai sono sempre molto incuriosito dal processo che porta alla nascita di un libro. Raccontaci qualcosa sulla genesi di “Tuttissanti”. Come nasce? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte d’ispirazione?
Esco poco di casa. Guardo molta televisione. Nella mia giornata la televisione è più reale della realtà. E questo è un libro patologicamente autobiografico. Come se parlassi della mia famiglia. Lo schermo si è abbattuto, io sono entrata dentro, o forse loro sono usciti fuori. E loro non sono quelli che raccontano i giornali. Sai quando la madre dell’omicida dice: lui non è così come lo descrivete voi, è una persona gentile, educata, non farebbe male a una mosca, vive per Tommy, il suo adorato bassotto? Ecco, diciamo che io in “Tuttissanti” sono questo. La madre dell’assassino che racconta di Tommy.

– Il titolo del romanzo è molto particolare: perché “Tuttissanti”?
Perché le immaginette del televoto, i quadratini delle facce dei concorrenti, ricordano le immagini votive. Votalo è il pregalo dei santini.

– Come epigrafe del libro hai scelto uno stralcio di una lettera che Rosa Rubicondi ha scritto al figlio Riccardo, fratello del più famoso Rossano (pubblicata su DiPiù, giugno 2013). Cos’è che ti ha colpito principalmente di quelle parole?
L’idea di successo e fallimento, dove il successo coincide con l’esistenza stessa, l’esserci.
Si esiste solo sotto la luce dei riflettori, davanti alla lucina rossa della telecamera. Tutto quel che si realizza al di fuori è nulla. Oblio. La frase di Rosa Rubicondi – “Vedi, figlio mio, tu sei sempre stato bellissimo. Negli anni Novanta, quando facevi il modello, lo stilista Enrico Coveri ti aveva definito Dio sceso in Terra per la perfezione del tuo viso e del tuo corpo. Fu così che Rossano, più piccolo ma con tanta voglia di diventare qualcuno nella vita, iniziò a emularti, eri la sua guida in un ambiente, quello della moda, che lui imparò a conoscere grazie a te. (…) Di lì a poco è arrivato il successo per lui e, come madre, sono fiera dei traguardi che ha raggiunto. E tu, cosa hai fatto? Niente.” – questa frase di una madre al figlio è una tragedia greca, Medea, in cinque righe.

– Proviamo a conoscere i personaggi principali, partendo da Luciano Lualdi. Che tipo di persona è? E come vive il suo “status” di noto impresario del cosiddetto star system?
Lucio Lualdi è Lele Mora. E poiché lui ha apprezzato il ritratto, posso parlare senza lo schermo dello pseudonimo. Mora è l’inventore della televisione degli ultimi vent’anni. È Geppetto e Mangiafuoco allo stesso tempo (definizione di Francesca Serafini). Come Geppetto crea (l’unico agente in Italia, Presta e Caschetto lavorano con le star), e come Mangiafuoco distrugge. Quando Mangiafuoco starnutisce sai che si sta commuovendo. Ecco, io ho provato a raccontare lo starnuto del mio Mangiafuoco.

– Poi c’è il giovane Christian Russo, la cui vita e il cui destino di incrociano con quelli di Lualdi/Mora. Parlaci di Christian. Chi è? E cosa vuole dalla vita? Leggi tutto…

TUTTISSANTI, di Teresa Ciabatti (le prime pagine del libro)

teresa ciabatti tuttisanti finzioni magazine Tuttissanti | Teresa CiabattiIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo le prime pagine del romanzo TUTTISSANTI, di Teresa Ciabatti (Il Saggiatore). Domattina pubblicheremo un’intervista all’autrice…

La scheda del libro
Il male supremo, quello banale e terrestre, disappropriante e dissociativo, esiste. Il male è Luciano Lualdi, l’impresario più importante dello star system nostrano, l’uomo che influisce sulla vita politica e sottoculturata dell’Italia targata talent. Demiurgo spietato di tronisti palestrati e starlette anoressiche, Lucio succhia dall’interno la linfa vitale dei nuovi ragazzi di vita: la folla votata al palcoscenico per imporre il proprio nome, le proprie vocazioni inesistenti, la propria inconsistenza – cifra di un’intera nazione ipnotizzata davanti allo schermo televisivo.
Ingenua vittima sacrificale è Christian Russo, muscoloso, ventenne, occhi chiari trasparenti, con una malattia che gli rode l’anima e una che gli toglie il respiro. Christian, il burattino, e Lucio, l’arbitro dei destini: un incastro tra identità speculari, perfetto fino quando l’ironia tragica della realtà stravolge quell’equilibrio.
A raccontare questa storia è Teresa Ciabatti, cantrice della nostra contemporaneità, con meccanismo narrativo perfetto, che si intrude nel vilipendio morale e fisico che è la cifra del nostro presente. La scrittura affonda il bisturi laddove la malattia scintilla, sprofondando nell’epica trash italiana di oggi, che in Tuttissanti si narra e trionfa, in una ricognizione drammaturgica del disagio e del formidabile di un’epoca. Una forma di racconto che pendola tra realismo apparente e trance, tutt’altro che immaginaria.

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Le prime pagine di TUTTISANTI, di Teresa Ciabatti (Il Saggiatore)

«Mi stia a sentire, è una forma lieve, sennò
omettevo non crede? Faccio sport senza problemi,
tre quattro volte a settimana» afferma
il ragazzo che si chiama Christian e sarà
il quinto.
Non sarà il primo, sarà il quinto.
Chi gli siede di fronte, al di là della scrivania,
sa che è il quinto, non il primo.
L’uomo riceve i candidati in ufficio. Cerca
di incontrare tutti, anche quelli che non gli interessano,
e questo non gli interessa, già lo sa,
lo ha saputo subito dalle foto del book: il book
di un ragazzo qualunque.
«Faccio boxe a livello dilettantesco» continua
il ragazzo. «Incontri, dimostrazioni, cose
così, e se mi viene un attacco» tirando fuori la
pompetta «basta uno spruzzo» dice avvicinandola
alla bocca.
Con una parola o un semplice cenno del capo,
l’uomo dietro la scrivania decide i destini
dei ragazzi, dispone delle loro giovinezze.
Scuote la testa, eccolo il cenno. E precisa: «In
questo mestiere ci vuole grande resistenza, non
è come sembra da fuori, certa gente per denigrare…
non lavori in miniera, per carità, però ti
assicuro che in quanto a sforzo fisico…». Leggi tutto…