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UNA DI LUNA di Andrea De Carlo (recensione)

UNA DI LUNA di Andrea De Carlo (La nave di Teseo)

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“Una di Luna” di Andrea De Carlo, romanzo in forma di fiaba

di Daniela Sessa

All’uscita di un nuovo romanzo di Andrea De Carlo ci si chiede sempre di quale duello di vite attorcigliate nei sentimenti si debba fare il padrino. Dicotomie esistenziali filano e sfilano trame ricche di domande, di riflessioni sui tempi, di memorie, di desideri, di viaggi: uomini e donne alla ricerca del senso, della rotta, spesso con una bussola che va all’impazzata. Una bussola, con l’ago oscillante tra sud-ovest e nord-est  ha dentro la borsa Margherita. Attenta a dosare giorno e notte, Margherita appare a Jules con la vivezza e il rumore del Sole ma è taciturno riflesso di luce lunare. Ha una cicatrice nell’anima, una sul polso: in entrambe la sagoma della Luna. Margherita è una donna di luna, di fiaba.  Come “Una di Luna” (La Nave di Teseo) il nuovo libro di Andrea De Carlo, artista inquieto e versatile che con il viaggio di Margherita, Achille e Jules è scivolato dal racconto di realtà al racconto di magia e senza farsi sfiorare da facili tentazioni marqueziane.  Piuttosto la magia di luna è di quel Fellini che lo iniziò all’enigma e all’illusione (brucia ancora la vana ricerca di Carlos Castaneda se è citato nel libro e associato al suo mago don Juan). Non ha voce la luna di De Carlo, ma ha colore e sapore, aromi e vapori. Appare per incanto e nel tempo dei baci, dopo aver vagato insieme alla sua amica tra le calli di Venezia, nel viola del bar di un albergo dell’hinterland milanese, e il lettore è sicuro che abbia sbirciato, sconcertata, dentro lo studio televisivo di quel talent di cucina in cui Margherita si è trascinata al seguito del padre Achille Malventi, alla ricerca di un contatto emotivo, affettivo o basterebbe verbale con quell’uomo in asfissia di sentimenti, egoista all’eccesso e all’eccesso sognatore fino a una narcisistica autodistruzione. Leggi tutto…