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UNA STORIA QUASI SOLO D’AMORE di Paolo Di Paolo (recensione)

UNA STORIA QUASI SOLO D’AMORE di Paolo Di Paolo (Feltrinelli)

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

di Eliana Camaioni

Ruvido, scomodo, carico di tensione, una sfida continua per il lettore. Bellissimo.
Con “Una storia quasi solo d’amore” (Feltrinelli 2016) Paolo di Paolo opera un vero e proprio cambio di passo, lasciandosi alle spalle quel periodare sereno e rassicurante che tanto ci aveva fatto amare i suoi romanzi precedenti, ma porta con sé i temi a lui più cari: la Storia, le storie individuali, i giornali e i telegiornali, le polaroid di sere in famiglia, le adolescenze inquiete, l’amore e la morte, Dio, la caducità dell’essere umano, la memoria, la giovinezza, l’impegno civile.
Cinematografico nell’impianto – una narrazione che sa di montaggio: play, rewind e avanti veloce, play di nuovo, tagli, scene – e innovativo nella forma, fino al punto di fondere le esigenze del narratore (autodiegetico che sa farsi eterodiegetico, con una focalizzazione zero eppure parallittica, interna ed esterna al contempo, attenta a raccontare senza svelare) con l’uso dello spazio bianco, della posizione fisica del testo all’interno del foglio. Perché i capitoli non hanno nome né numero, iniziano in alto a sinistra anziché, convenzionalmente, al centro a destra: e ciò fa sì che il racconto sembri – cosa che vuole e deve essere- un discendere dall’alto, il grandangolo di un drone che tutto sa e ovunque vede, ma che all’occorrenza atterra in mezzo alla scena, divenendo personaggio fra i personaggi, se non protagonista fra i protagonisti.
I protagonisti, appunto.
Chi sono i protagonisti di questa storia quasi solo d’amore? Leggi tutto…