Archivio

Posts Tagged ‘Valerio Varesi’

VALERIO VARESI racconta LA PAURA NELL’ANIMA

VALERIO VARESI racconta il suo romanzo LA PAURA NELL’ANIMA (Frassinelli)

L’ultima indagine del commissario Soneri

di Valerio Varesi

Gran parte dei miei libri parte da una vicenda di cronaca. Del resto che cos’è la letteratura se non una sintesi della vita che viviamo? Nel caso de “La paura nell’anima”, la vicenda reale che ha fatto da detonatore è quella di “Igor il russo”, titolo rappresentativo della scorribanda criminale di Norbert Feheler, il killer che ha ucciso due persone nella pianura tra Bologna e Ferrara per poi fuggire in Spagna e ammazzare due poliziotti e un contadino. Che cosa ho intravisto in questo tragico episodio? Leggi tutto…

IL RIVOLUZIONARIO di Valerio Varesi

Il rivoluzionarioIL RIVOLUZIONARIO di Valerio Varesi
Frassinelli, 2013 – pag. 288 – euro 18,50

di Giovanni Ghiselli

Qualche giorno fa ho assistito alla presentazione del bel libro di Valerio Varesi: Il rivoluzionario appena uscito con Frassinelli. Lo presentavano l’autore stesso, Eugenio Riccomini, illustre storico dell’arte e docente universitario emerito, e Gianmario Anselmi direttore del dipartimento di filologia classica e italianistica,

Ha parlato per primo l’autore. Valerio Varesi ha detto che il suo libro è un romanzo storico che ha per protagonisti i comunisti.  Rievoca il periodo che va dall’aprile del 1945 all’agosto del 1980. Trentacinque anni che trascorrono, come le nuvole nel cielo, dalle grandi speranze del dopoguerra al liberismo economico della Tatcher e di  Regan quando comincia lo smantellamento dello stato sociale, comincia l’oggi. Ma le carenze della giustizia iniziano subito. Il fascismo in Italia non ha avuto una Norimberga.  Nei comunisti bolognesi c’era una vocazione rivoluzionaria che venne imbrigliata. Quando spararono a Togliatti, la città fu sull’orlo della rivoluzione. Con il sindaco Fanti si aprì una nuova fase: cominciò a prefigurarsi il compromesso storico. Nel ’68 poi Lercaro,  che pure era anticomunista, si incontrò con i comunisti sul tema del pacifismo.

Il cardinale condannò i bombardamenti americani sul Vietnam e venne silurato. Segue il ’77 con l’uccisione di Lorusso e la frattura tra il PCI e il movimento giovanile. Infine la bomba alla stazione del 2 agosto del 1980 ha segntoa la fine delle grandi speranze. Oscar Montuschi, il protagonista, passa attraverso le vicende della città, poi si stanca dell’attendismo togliattiano, va a Mosca e in Mozambico a combattere per la liberazione.
Il romanzo finisce mantenendo viva la fiammella dell’uguaglianza, se non del comunismo che economicamente ha fallito.
Aggiungo una nota di Leopardi il quale nello Zibaldone (923) scrive che in India non c’è la schiavitù, ma ci sono le caste, e dove non c’è uguaglianza  non solo non c’è democrazia  ma “non c’è vera libertà”.
Varesi ha concluso questo primo intervento deplorando la sconfitta culturale della sinistra: è passata una sottocultura di gente che considera valore unico il denaro. Gente come Trimalchione, dico, e gli altri liberti del Satyriconubi sola pecunia regnat” (14).

Quindi ha parlato Eugenio Riccomini. Leggi tutto…