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LA CASA DEL NONNO

la-casa-del-nonnoLA CASA DEL NONNO: intervista a Ada Zapperi Zucker

di Lucia Russo

Da adulti, ci si ritrova prima o poi depositari di un’eredità familiare, quantomeno morale. Laddove essa sia anche materiale, ecco che guardarla in faccia può risultare davvero gravoso e destabilizzante. È quanto succede alla giovane Serafina, la protagonista del romanzo “La casa del nonno” (Verlag ohne geld, marzo 2016) , di Ada Zapperi Zucker, scrittrice catanese trapiantata dal 1975 a Monaco di Baviera, luogo, per l’appunto, di ambientazione del suo ultimo scritto. Una discreta rendita e l’appartamento del nonno ricevuti inaspettatamente in eredità, inducono la ragazza a trasferirsi dalla sua amata Toscana (dove è nata e vissuta) alla Baviera per gli studi universitari. Dovrà confrontarsi con la complessa storia di quell’abitazione trovandosi costretta ad un riesame di sé e dei familiari, fino agli avi, entrando in un contesto storico-sociale ben più ampio e raccapricciante della sua famiglia allargata, ovvero il nazismo e il periodo delle Guerre mondiali. Fino ad allora Serafina ha vissuto in provincia di Grosseto nel piccolo comune di Roselle. Nata da una lunga relazione fra un tedesco 50enne e una giovane cantante svedese, Serafina si sente fondamentalmente italiana ma gradualmente riconosce anche alcuni tratti delle culture tedesca e svedese che in qualche misura ha pur da lontano preso. Il padre, un architetto di successo, ha lasciato la Germania per ricominciare con la giovanissima svedese, Eva,una seconda vita in Italia, vivendo isolatamente quasi con stile monacale. La lingua che lei padroneggia è quella italiana ma a Monaco dovrà anzitutto apprendere il tedesco scritto, per avere accesso all’università, e, sulla comparazione linguistica che riporterà nel diario, s’innesca la riflessione e maturazione di questo romanzo che si può ben definire di formazione. La casa del nonno, grande ed antico appartamento di famiglia in Widenmayerstrasse, è l’ambientazione privilegiata da cui Serafina, tra ricordi personali, documenti e rivelazioni dei personaggi della sua famiglia (d’origine e del primo matrimonio del padre), scopre le origini della sua storia personale insieme a quelle della sua generazione.

-Serafina, che comincia gli studi universitari, ha presumibilmente tra i 18 e 20 anni. Nella prima parte del romanzo si coglie tutto il disorientamento e la dispersione d’idee della gioventù che fatica ad entrare nell’età adulta, fatta di consapevolezze, responsabilità e capacità di leggere e affrontare la realtà. Lei, Signora Zapperi Zucker, nata nel 1937, ha all’attivo una carriera di cantante lirica, di insegnante di canto che svolge ancora, e infine, di scrittrice con 9 libri e vari riconoscimenti letterari. Come ha fatto rivestire i panni di una giovane, forse anche molto diversa da ciò che è stata lei?
Insegno da circa 40 anni e ho un rapporto quotidiano quasi esclusivamente con giovani appunto fra i 20 e i 30 anni: da loro ho imparato molto.

-La protagonista, come in altri suoi libri, è una donna. Rispetto all’opera precedente, La Cucchiara”, lei sembra aver dato agli uomini – il padre e il nonno  – il ruolo di comprimari. Sta cambiando qualcosa nella sua attenzione di genere?
ada-zapperi-zuckerNo. Gli uomini, in tutti i miei lavori, sono personaggi volutamente secondari che però hanno un peso enorme sulle protagoniste femminili… come nella vita reale, del resto. Pensi che tutto questo romanzo non avrebbe potuto reggersi senza la presenza schiacciante del nonno: la nostra Storia europea non avrebbe avuto il corso che ha avuto senza questi personaggi importanti, tutti uomini, che hanno giocato, e voglio sottolineare la parola “giocato”, con le nostre vite e col futuro delle nuove generazioni.

-La trama mette in gioco vari personaggi e vicende pregresse che metteranno in crisi Serafina. Tra identità, senso della realtà, dinamiche familiari, memoria storica, c’è un tema che si è posta come principale? Leggi tutto…