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Posts Tagged ‘Yoani Sánchez’

Yoani Sánchez – IN ATTESA DELLA PRIMAVERA (le prime pagine)

IN ATTESA DELLA PRIMAVERA
Gordiano Lupi – Yoani Sánchez
Edizioni Anordest – Prefazione di Mario Calabresi – Pag. 230 – Euro 12,90

Con riferimento a questo libro avevamo pubblicato la presentazione di Mario Calabresi (direttore de “La Stampa”). Pubblichiamo adesso le prime pagine del libro.

di Gordiano Lupi

Preambolo

Yoani Sánchez è diventata il simbolo di quel che può fare Internet in epoca moderna, una blogger cubana che raggiunge fama mondiale dando vita al blog Generación Y, vince premi prestigiosi, parla via mail con il Presidente degli Stati Uniti e polemizza su Twitter con Mariela Castro. Yoani descrive criticamente la realtà di Cuba sotto il regime comunista, con stile letterario ricco di metafore e riferimenti alla letteratura cubana anticonformista. Il simbolo della ribellione di Yoani e dei blogger che la seguono in questa avventura è il breve post L’utopia imposta: “Abito un’utopia che non è la mia. Per lei i miei nonni si sacrificarono e i miei genitori consegnarono i loro anni migliori. Io la porto sulle spalle senza potermela scrollare di dosso. Alcuni che non la vivono tentano di convincermi – da lontano – che devo conservarla. Senza dubbio, è alienante vivere un’illusione estranea, accollarsi il peso di ciò che altri sognarono. A coloro che mi imposero – senza consultarmi – questa illusione, voglio avvertirli, fin da questo momento, che non penso di lasciarla in eredità ai miei figli”.

Il governo cubano, composto da una vera e propria gerontocrazia, si vede spiazzare da una tecnologia che non conosce, ma è costretto ad apprezzare le potenzialità di Youtube, Internet e Twitter. Certo, non utilizza i ritrovati scientifici per agevolare la vita della popolazione, ma lo fa per tarpare le ali alle speranze di libertà, per diffamare chi cerca di portare conoscenze nuove tra la gente. Compaiono siti governativi gestiti da membri della Sicurezza di Stato, riviste digitali dirette da giornalisti di regime e canali televisivi come Islamiacu. Non è difficile capire a chi possa servire una simile operazione di controinformazione. In rete si possono vedere alcuni video girati a Camajuani, che riprendono le opinioni della direttrice di una scuola e di alcuni studenti della primaria e della secondaria. Possiamo ascoltare un’intervista stalinista che serve ad accusare Yoani Sánchez di attività controrivoluzionaria. Le voci degli intervistati affermano che la giornalista indipendente – con la scusa dell’Itinerario Blogger – si presenterebbe nelle scuole per fare proseliti e per diffamare il governo cubano. La direttrice afferma addirittura che “a Cuba esiste la democrazia e c’è piena libertà di parola, ogni cittadino può esprimere la sua opinione e viene sempre ascoltato dalle autorità”. La sua accusa nei confronti di Yoani è decisa: “Non fa lezioni di Internet ma si dedica alla propaganda politica di tipo controrivoluzionario. Noi sappiamo che la responsabilità della nostra situazione ricade sugli Stati Uniti, mentre lei vuol convincere i ragazzi che il solo colpevole è il governo cubano”.

I ragazzini rincarano la dose, dicono che Yoani ha parlato di cose che non volevano ascoltare, perché loro volevano apprendere i segreti di Internet, non sentire discorsi politici. Sono confessioni estorte, dichiarazioni costruite dalle autorità cubane, preoccupate di screditare il lavoro di Yoani agli occhi del mondo. Certo, fa male vedere quanto sia facile per il governo trovare collaborazione tra la gente che la blogger cerca di emancipare. E allora vediamo di scoprire la vera Yoani Sánchez, sveliamo il mistero di una coraggiosa blogger che un giorno decide di aprire uno spazio Internet per compiere quello che definisce un esorcismo personale contro le paure che rendono difficile la vita quotidiana.

Nascita, famiglia e infanzia
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IN ATTESA DELLA PRIMAVERA – Gordiano Lupi – Yoani Sánchez

IN ATTESA DELLA PRIMAVERA
Gordiano Lupi – Yoani Sánchez
Edizioni Anordest – Prefazione di Mario Calabresi – Pag. 230 – Euro 12,90

In questo libro Gordiano Lupi racconta la lotta di Yoani Sanchez contro Fidel Castro, contro la mancanza assoluta di libertà, contro la dittatura.
Attraverso i suoi post la blogger cubana cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul fatto che Cuba non è quella delle cartoline e dei tour operator ma quella di una dittatura vergognosa che costringe i cubani a vivere al di sotto della soglia della povertà. Già due volte arrestata, la sua vita è appesa a un filo, ma le resta ancora il coraggio e la dignità di pubblicare un libro in cui cerca di farci capire che ancora oggi c’è gente che rischia la propria vita per un futuro migliore.

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La presentazione di Mario Calabresi

Due persone sono state decisive per convincermi definitivamente dell’importanza del lavoro che Yoani Sánchez porta avanti da anni: Barack Obama e il mio barbiere. Nel 2009 Yoani inviò alla Casa Bianca sette domande sul futuro di Cuba, indirizzate al presidente Obama. Una persona qualunque poteva attendersi come replica, al massimo, due righe cortesi di ringraziamento redatte da qualcuno dello staff presidenziale. Passarono invece poche settimane e a casa di Yoani arrivò una risposta scritta di Obama, che si dilungava nel dettagliare la linea della sua Amministrazione nei confronti del regime castrista. “Il suo blog – scrisse tra l’altro il presidente alla Sánchez – offre al mondo una finestra unica per scoprire la realtà della vità quotidiana a Cuba”. Il settimanale “Time” aveva già inserito poco tempo prima Yoani nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta. Ma la mossa di Obama significava qualcosa di più, perché faceva della blogger cubana un interlocutore diretto per il governo degli Stati
Uniti, un modo per l’America di raggiungere direttamente il popolo cubano. Nel nostro piccolo, noi de La Stampa da questo punto di vista avevamo preceduto il presidente americano di diversi mesi, riconoscendo l’eccezionale opportunità di capire Cuba che ci offrivano i racconti di Yoani. Il governo de L’Avana nella primavera 2009 le vietò di partecipare al Salone del Libro di Torino: l’espatrio per Yoani era solo un sogno e sarebbero passati altri quattro anni di battaglie prima che le fosse concesso di avere il passaporto e lasciare l’isola. Visto che il regime all’epoca non la lasciava andare in giro per il mondo e ostacolava in ogni modo il suo lavoro sul web, decidemmo di darle ospitalità sul nostro giornale e su LaStampa.it, diventato la casa italiana del blog “Generaciòn Y” di Yoani. Da allora, è diventata una di “famiglia” per noi della Stampa, una testimone eccezionale che ci ha aiutato a scoprire la complessa evoluzione delle vicende cubane. Attraverso Yoani, però, sono stati soprattutto i lettori italiani a vivere l’altalena di frustrazioni e piccole e grandi conquiste che caratterizzano la vita quotidiana sotto uno degli ultimi regimi comunisti al mondo. Yoani ha storie da raccontare che colpiscono chiunque, dal presidente degli Stati Uniti alla gente comune. A farmelo capire è stato il mio barbiere. Un giorno sono entrato nel suo negozio, mi sono seduto per attendere il mio turno e sul tavolino in bella evidenza, dove di solito dominano le riviste di gossip, ho visto il libro “Cuba Libre” di Yoani. “Cosa ci fa qui?”, ho chiesto al barbiere. “L’ho comprato perché ero incuriosito dall’autrice – mi ha risposto – e ho scoperto che ci racconta come si vive davvero a Cuba, senza censure. Lo tengo a disposizione dei clienti nella speranza che lo sfoglino, così il tempo che passano nell’attesa serve a qualcosa. Gli ho regalato una finestra su Cuba…”. Il mio barbiere a Torino la pensava esattamente come Barack Obama a Washington. E allora buon viaggio con Yoani. (Mario Calabresi) Leggi tutto…