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Posts Tagged ‘Yoko Ono’

ALL WE ARE SAYING. L’ULTIMA GRANDE INTERVISTA di John Lennon e Yoko Ono (recensione)

“All we are saying. L’ultima grande intervista” di John Lennon e Yoko Ono, a cura di David Sheff (Einaudi Stile Libero – traduzione di Nico Perre)

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di Massimo Maugeri

Quarant’anni senza John Lennon e sentirli tutti. Non c’era certo bisogno della celebrazione di questa ricorrenza per rendersi conto di quanto sia mancato e di quanto continui a mancare John Lennon a partire da quella maledetta sera in cui fu assassinato da un fan fuori di testa armato di pistola. Quattro colpi sparati alle spalle mentre John, insieme a Yoko, si apprestava a rientrare presso la propria residenza (palazzo Dakota, 72ª strada, nell’Upper West Side di New York, di fronte al Central Park).
Era l’8 dicembre 1980. Lennon aveva compiuto quarant’anni da poco e dopo cinque anni di silenzio artistico (John aveva deciso di “ritirarsi” temporaneamente anche per crescere il figlio Sean) era uscito il nuovo album realizzato da lui e da sua moglie Yoko: “Double Fantasy”. Gli anni ’60 e i ’70 erano oramai alle spalle e c’era tanta aspettativa per l’arrivo di questo nuovo ventennio che avrebbe condotto l’umanità alle soglie del 2000. Ma il tempo, per John Lennon uomo, artista, marito e padre si fermò intorno alle 23 di quell’8 dicembre, nonostante i tentativi disperati dei medici del Roosevelt Hospital di sottrarre l’ex beatle alle grinfie della morte.
Manca, John Lennon. E questi quarant’anni non hanno cancellato la sua stella artistica e la sua voce carismatica che continua a risuonare tra le canzoni dei Beatles e tra quelle composte e interpretate nella sua carriera solista (“Imagine”, su tutte). C’è però un modo per riavvicinarsi a John o, per chi non ha avuto modo di conoscerlo a fondo, per entrare nella sua vita e, in un certo senso, farne parte, anche oggi, a quattro decadi di distanza dalla sua scomparsa. In occasione del quarantennale della morte è stato infatti pubblicato un libro che può essere davvero considerato come una sorta di testamento spirituale, artistico e sociale che Lennon ha inconsapevolmente lasciato al mondo dei viventi, a coloro che avrebbero continuato il viaggio dopo la sua dipartita. Si intitola “All we are saying” di John Lennon e Yoko Ono (Einaudi Stile Libero, traduzione di Nico Perre, pagg. 300, euro 19), a cura di David Sherif. Il sottotitolo del libro è “L’ultima grande intervista”. Stiamo parlando, infatti, di una lunghissima intervista che John e Yoko rilasciarono a David Sheff (giornalista di «Playboy») in occasione, per l’appunto, del clamoroso ritorno sulle scene artistiche con l’album “Double Fantasy”.
Proviamo a ripercorrere la storia di questa lunghissima e memorabile intervista. Leggi tutto…

JOHN LENNON E IO: “Cetti Curfino” e “Woman is the Nigger of the World”

QUARANT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI JOHN LENNON (Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980)

UN TRIBUTO ATTRAVERSO UN APPROFONDIMENTO DI UNO DEI BRANI DI “IMPEGNO CIVILE” DELLA CARRIERA SOLISTA DELL’EX-BEATLE

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In occasione del quarantennale dell’omicidio di John Lennon, pubblichiamo uno stralcio della postfazione del romanzo “Cetti Curfino” di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) dedicato al grande artista scomparso e al suo bellissimo brano musicale “Woman is the Nigger of the World” i cui versi compaiono come epigrafe del libro

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di Massimo Maugeri

Mi capita spesso, quando scrivo, o penso alla scrittura, di associare idee e immagini a una canzone. Nel caso di “Cetti Curfino“, proprio per via delle suddette riflessioni, il pensiero mi condusse fino alle note di una bellissima canzone di John Lennon (non tra le più conosciute, per la verità) il cui titolo scuote come uno schiaffo: Woman is the Nigger of the World (“La donna è il negro del mondo”). Vorrei approfittarne per raccontare la storia di questo brano musicale che, purtroppo, nonostante i suoi 46 anni di età [oggi 48, n.d.r.], è ancora attualissimo.
“La donna è il negro del mondo. Sì, lo è: pensaci. La donna è il negro del mondo: pensaci, fai qualcosa.”
È la traduzione dell’incipit di questa canzone che Lennon pubblicò nel 1972, prima come singolo e poi all’interno dell’al­bum Some Time in New York City. Un brano che fece così scal­pore, e che innescò una serie di polemiche così virulente, che finì con l’essere bandito dalle radio. Il titolo nasce da una frase che Yoko Ono pronunciò in un’intervista rilasciata alla rivista “Nova” nel 1969. John riprese quella frase e, dal concetto che ne stava alla base, la forgiò in forma di canzone di denuncia che scrisse insieme alla stessa Yoko.
Ciò che non piacque a molti fu l’utilizzo della parola “nig­ger” (negro), considerata offensiva e razzista (ovvero “politica­mente scorretta”, come si direbbe oggi). L’utilizzo di quella pa­rola, ovviamente, aveva chiari intenti provocatori; ma il senso della provocazione risiedeva nella descrizione e nella denuncia di una condizione di asservimento a cui la donna era (ed è) assoggettata, in maniera più o meno intensa, più o meno vio­lenta, nelle diverse culture e società del mondo (la carneficina definita con il termine femminicidio è solo la terribile e tragica punta dell’iceberg). Basta soffermarsi sul testo originale, e sulla sua traduzione in italiano, per cogliere il peso e l’attualità di quella denuncia. Leggi tutto…

Paul McCartney e Yoko Ono ricordano DAVID BOWIE

Tra i vari commenti di commiato dedicati a David Bowie che circolano sui social network proponiamo la traduzione in italiano dei post che Paul McCartney e Yoko Ono hanno pubblicato ieri, 11 gennaio 2016, sui loro profili Facebook.

Di seguito pubblichiamo due video relativi a collaborazioni tra i due ex Beatles (John e Paul) e David Bowie.

Ieri abbiamo ricordato David Bowie in questo post

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di Paul McCartney

foto di Paul McCartney.

Una notizia molto triste mi ha risvegliato in questa mattina di pioggia. David era una grande stella e io custodisco come tesori i momenti che abbiamo trascorso assieme. La sua musica ha giocato un ruolo molto forte nella storia della musica britannica e sono orgoglioso di pensare alla grande influenza che ha avuto sulla gente di tutto il mondo.
“Invio le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e ricorderò sempre le grandi risate che ci siamo fatte nel corso degli anni. La sua stella brillerà nel cielo per sempre.

(Foto di Paul e David Bowie da Linda McCartney, 1985)

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di Yoko Ono Lennon

foto di Yoko Ono.

John e David si rispettavano reciprocamente. Erano molto affini per intelletto e talento. John e io abbiamo avuto pochissimi amici e abbiamo sempre sentito David come uno di famiglia.
Dopo la morte di John, David era sempre lì per Sean e me. Nel periodo in cui Sean era in collegio in Svizzera, David lo andava a prendere e lo portava in viaggio per musei o nel suo studio di registrazione a Ginevra.
Per questo Sean sta perdendo un’altra figura paterna. Sarà difficile per lui, lo so. Ma abbiamo alcuni dolci ricordi che rimarranno con noi per sempre.

New York, 11 gennaio 2016 Leggi tutto…