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Posts Tagged ‘Zerocalcare’

CLASSIFICA: dal 12 al 18 ottobre 2020 – questa settimana segnaliamo “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 12 al 18 ottobre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing), al 1° posto in classifica generale

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In seconda posizione: “Fu sera e fu mattina” di Ken Follet (Mondadori)

In terza posizione: “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

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La scheda del libro: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana. Un romanzo grafico che Zerocalcare definisce “più efferato del solito” a cavallo tra realtà e invenzione, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Scheletri Zerocalcare Bao Publishing 21,00
2 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
3 Piano nobile Simonetta Agnello Hornby Feltrinelli 19,00
4 Il falco Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
5 M. L’uomo della provvidenza Antonio Scurati Bompiani 23,00
6 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
7 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
8 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
9 Helgoland Carlo Rovelli Adelphi 15,00
10 Costanza e buoni propositi Alessia Gazzola Longanesi 18,60 *

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dal 21 al 27 maggio 2018 – segnaliamo “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 21 al 27 maggio 2018

Joël Dicker, segnalato due settimane fa, è ancora in vetta della classifica. Questa settimana segnaliamo il nuovo graphic novel di Zerocalcare… anche in occasione della nuova edizione di Etna Comics in corso in questi giorni a Catania

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Si conferma 1° in classifica Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

Entra in top ten al 2° posto “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman (Garzanti)

In terza posizione (la settimana scorsa era al 2° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

Al 4° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Entra in top ten al 5° posto “Non ho mai avuto la mia età” di Antonio Dikele Distefano (Mondadori)

Si conferma in 6^ posizione “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

Al 7° posto in classifica (la settimana scorsa era in 5^ posizione) “L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone” di Antonio Manzini (Sellerio)

Entra in top ten, all’8° posto, un classico di Philip Roth: Pastorale americana (Einaudi)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto) “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini (Mondadori)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto), “La vita e i giorni. Sulla vecchiaia” di Enzo Bianchi (Il Mulino)

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Questa settimana segnaliamo: “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare (Bao Publishing) – al 4° posto in classifica generale

Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea.

Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l’armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
2 Eleanor Oliphant sta benissimo Gail Honeyman Garzanti Libri 17,90
3 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
4 Macerie prime. Sei mesi dopo Zerocalcare Bao Publishing 17,00
5 Non ho mai avuto la mia età Antonio Dikele Distefano Mondadori 16,90
6 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00
7 L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
8 Pastorale americana Philip Roth Einaudi 14,00 T
9 Il catalogo delle donne valorose Serena Dandini Mondadori 19,00
10 La vita e i giorni. Sulla vecchiaia Enzo Bianchi Il Mulino 13,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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Voci da PLPL 2017- Andrea Camilleri, Asli Erdoğan, Zerocalcare nell’edizione dei record

Voci da Più libri più liberi 2017: Andrea Camilleri, Asli Erdoğan, Zerocalcare nell’edizione dei record. Oltre 100mila presenze e il tutto esaurito nella maggior parte degli incontri

 

Andrea Camilleri a “Più libri, più liberi”

Nell’incontro coordinato da Marino Sinibaldi, Andrea Camilleri ha iniziato la chiacchierata parlando – con ironia – dei suoi esordi. “Ho finito di scrivere il mio primo romanzo nel ’68”, ha detto Camilleri. “Dopodiché ho cominciato a mandarlo a tutti gli editori italiani. Non c’è stato un editore che non me l’abbia rifiutato, alcuni motivando altri non dando nessuna spiegazione… dicendo semplicemente “il suo libro non è adatto alle nostre pubblicazioni, eccetera eccetera”. Tutta questa storia è durata dieci anni esatti. Ecco perché ho cominciato tardi. Ho cominciato che ero già un uomo maturo nel ’68… ma se ho pubblicato quasi da vecchio la colpa non è mia. La colpa è degli editori. Aggiungo che non lo mandai alla casa editrice Sellerio perché allora non esisteva“.

Il nuovo libro di Andrea Camilleri si intitola “La rete di protezione” (Sellerio) Leggi tutto…

BLITZ DI ZEROCALCARE NELLA METROPOLITANA DELLA CAPITALE

BLITZ DI ZEROCALCARE NELLA METROPOLITANA DELLA CAPITALE

PLPL

Alla vigilia di Più libri più liberi, un grande fumetto colora la stazione di Rebibbia
Non solo libri: quest’anno anche i muri raccontano una storia

Roma, 3 dicembre 2014. Alla vigilia dell’inaugurazione della XIII edizione della Fiera, Più libri più liberi ha offerto ai romani uno specialissimo dono natalizio: il fumettista Zerocalcare (qui l’intervista in esclusiva rilasciata a Letteratitudine in occasione di Lucca Comics 2013), in collaborazione con Atac, ha realizzato oggi un murales di circa 40 metri quadrati su una delle pareti della stazione della Metro B Rebibbia che raffigura  il leggendario Mammut di Rebibbia (a cui fa spesso cenno nelle sue storie ma che nessuno ha mai visto e che Zerocalcare ha trasformato in un simbolo del quartiere). “Questo disegno dovrebbe essere una sorta di benvenuto a chi arriva a Rebibbia” – ha spiegato un po’ emozionato Zerocalcare, prima di iniziare. L’opera è una sorta di filo conduttore sulla linea B: a un capolinea Rebibbia e il murales di Zerocalcare, all’altro l’Eur e Più libri più liberi.

“Questo progetto, ideato da Più Libri più liberi e ATAC, consente di regalare alla città di Roma un’opera permanente grazie alla generosità di un grande artista” ha dichiarato Fabio Del Giudice, direttore della Fiera. Leggi tutto…

REBIBBIA: GLI ZOMBI COME IN AMERICA – INTERVISTA A ZEROCALCARE (speciale Lucca Comics and Games 2013)

File:Zerocalcare - Lucca Comics and Games 2012.JPGREBIBBIA: GLI ZOMBI COME IN AMERICA

Intervista a Michele aka Zerocalcare, anche sulle sue paure e su un libro che ha da tempo in testa

SPECIALE LUCCA COMICS & GAMES 2013 (Parte VI)

dal nostro inviato a Lucca, Furio Detti

Michele Rech, noto come “Zerocalcare” è un fumettista cresciuto nell’underground, e esploso prima sul web e poi sulla stampa dal 2011, anno del suo primo vero successo: La Profezia dell’Armadillo. Oggi a Lucca presenta Dodici, il suo ultimo fumetto (per i tipi Bao) che porta l’apocalisse zombi a Rebibbia, quartiere caro all’autore.
– Innanzi tutto grazie per l’intervista. Per cominciare: nel tuo ultimo fumetto, Dodici, hai trasformato il tuo quartiere, Rebibbia, in una delirante edizione nostrana di The Walking Dead. Ora ti chiediamo: te la sentiresti adesso di buttarti in un fumetto che non parli del quotidiano, in particolar modo del tuo quotidiano?
No. O meglio: non del tutto. Sì e no. In realtà tutto quello che sto facendo adesso riguarda esperimenti, banchi di prova, in vista di un libro che sto preparando da un mucchio di tempo. Un libro che riguarda in parte il mio quotidiano autobiografico, in parte no, ossia riguarda un pezzo della mia famiglia, incluse le generazioni che mi hanno preceduto, mia nonna nello specifico. Quello che ho in testa adesso è quel libro, che attinge in parte ancora al mio quotidiano e in parte no. Dopo di quello non ho nessuna idea di che cosa farò anche perché quest’ultimo progetto venturo è un poco la fine di un ciclo per me.

– Ti autorizziamo a menarci se saltiamo fuori con l’espressione “impegnato nel sociale”, ma il tuo lavoro ha un componente politica molto forte e in parte è piaciuto proprio perché molti ci si ritrovano concretamente. Che peso ha avuto la tua attività di grafico per le locandine e i volantini dell’area antagonista e dei centri sociali?
È stato importante nel senso in cui disegnare quelle locandine è stata una palestra di vita. Nel senso che disegnare una locandina nel senso di quello che è il mondo degli spazi occupati con tutte le mille sensibilità che stanno all’interno di quel circuito, significa disegnare una locandina mettendo d’accordo venti persone, un’assemblea in cui ognuno ha in mente una cosa diversa, desidera qualcosa di differente dall’altro. In realtà quindi è qualcosa che più di qualsiasi scuola di fumetti e più di qualsiasi cosa in generale ti insegna proprio la velocità, la sintesi. In quel senso è un’esperienza irrinunciabile. Dal punto di vista professionale vero e proprio, no; ma io non ho mai inteso questo aspetto del mio lavoro come un trampolino di lancio. Per me era una parte della mia vita, insomma.

– Che cosa cambieresti se potessi cambiare qualcosa del tuo stile dall’oggi al domani?
Sicuramente, vorrei saper fare le anatomie e gli acquerelli, le “robbe poetiche….” ste cose qua!

– Quanto te la sentiresti di sperimentare sul web un modo nuovo di raccontare una storia, uscendo dal discorso “gabbia grafica-vignetta-nuvolette”?
Zero. Ma perché io non sperimento niente sul web. Per me il web è solo un surrogato della carta. Io addirittura non lavoro sul computer ma su carta, sul formato che si adopera per la stampa, A3, A4, non ce l’ho proprio la lavorazione per il formato web. Ti dirò: se uno guarda le mie tavole nota subito l’assenza di quel formato verticale “a scrollare” tipico delle cose nate per il web. Confesso che da quel punto di vista io sto proprio indietro indietro… devo però dire che mi trovo molto bene anche perché poi io comunque continuo a amare la carta come tipo di supporto, per cui voglio che le mie cose che escono sul web possano essere poi stampabili su carta senza alcuna perdita o adattamento.

– Ti sei ispirato a qualcuno degli autori italiani? Leggi tutto…