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Premio letterario Pirandello a Simonetta Agnello Hornby

ottobre 5, 2013

Premio letterario Pirandello 2013 a Simonetta Agnello Hornby. Il 10 ottobre, premiazione e conferenza su “Femminicidio e violenza di genere”

La 3° ed. del “Premio letterario Pirandello“, promosso dall’Ersu di Catania, presieduto da Alessandro Cappellani, è stato assegnata, da una giuria presieduta da Sarah Zappulla Muscarà, alla scrittrice Simonetta Agnello Hornby, per il volume “Il male che si deve raccontare“, edito da Feltrinelli. Altri premi sono andati ai migliori elaborati presentati dagli studenti universitari dell’Ateneo Catanese sul tema “La violenza sulle donne nella letteratura”. La cerimonia di premiazione avrà luogo giovedì 10 ottobre, alle ore 18, nell’Aula Magna di piazza Università, interverranno il Rettore Giacomo Pignataro e il Procuratore Aggiunto della Repubblica Marisa Scavo.

Premio Pirandello 2013

Il male che si deve raccontare per cancellare la violenza domesticaLa scheda di “Il male che di deve raccontare” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

Con un programma semplice ed efficace, che ha coinvolto le donne potenzialmente esposte a violenza e le aziende in cui lavorano, la Global Foundation for the Elimination of Domestic Violence (Edv) creata da Patricia Scotland ha contribuito a contenere sensibilmente il fenomeno della violenza domestica in Inghilterra. Questo piccolo libro ha lo specifico obiettivo di creare una Edv italiana per applicarne il metodo nel nostro paese. Simonetta Agnello Hornby ha scritto racconti che, attraverso vicende affioranti dalla sua memoria e ancor più attraverso casi affrontati in veste di avvocato, danno una vividissima e articolata rappresentazione del segreto che a volte si nasconde dentro le pareti domestiche. Con la sapienza narrativa che le è propria, evoca l’esibizione del teatro della violenza in Sicilia, i silenzi comprati da un marito abusante, il dolore dei figli abusati, la complicità fra vittima e carnefice. Marina Calloni, docente alla Bicocca, traduce la consapevolezza secondo la quale viviamo in città in cui “si uccidono le donne” in una visione sintetica e in una stringente serie di dati. Il male che si deve raccontare è insieme un atto di denuncia e uno strumento a disposizione delle associazioni che, anche in Italia, lottano da tempo contro questa violenza, offrendo aiuto, mezzi e protezione alle vittime. I proventi di questo libro contribuiscono alla creazione della sezione italiana di Edv.

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