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DARIO BUZZOLAN racconta LA VITA DEGNA

DARIO BUZZOLAN racconta il suo romanzo LA VITA DEGNA (Manni)

Un romanzo di formazione tardiva.
A proposito di La vita degna

Dario Buzzolan

(foto di Giliola Chisté)

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di Dario Buzzolan

Mi sono distratto un attimo e quando ho rimesso a fuoco lo sguardo, d’un tratto, Leonardo Bolina mi stava davanti. Somigliava ad alcune persone realmente incontrate, realmente conosciute; ma c’era qualcosa di più. Un supplemento di senso che meritava di essere indagato, con calma; che valeva un’attesa.
L’origine di un romanzo è sempre, per me, nella nebbia. E diradare la nebbia è possibile solo alla fine (quando il libro è diventato un oggetto, svincolato da te, esterno, quasi lontano), rileggendoti e ascoltando chi ti ha letto.
A volte tutto nasce da un intreccio seminale, un nucleo narrativo già strutturato. C’è un esercito che assedia una città. Oppure: c’è un tizio che dopo avere assediato una città per anni deve tornare a casa sua (come sosteneva Quéneau: esistono soltanto Iliadi o Odissee). Altre volte, invece, ti capita di trovarti davanti un personaggio, lo porti con te per un po’ e tutto quello che conta è lui. Nel caso di La vita degna è andata così. Ed è strano, perché io ho sempre amato i plot, la bottega delle costruzioni e delle scalette calcolate al millimetro, ed ero fermamente convinto che nulla mi avrebbe mai smentito. Invece è arrivato lui, Leonardo. Mi ha seguito per qualche tempo, io ho seguito lui, e a un certo punto, aspetta che ti aspetta, mi è parso un perfetto protagonista intorno a cui raccontare. Da quel momento in poi, il suo carattere ha forgiato il suo destino – cioè ha costruito la storia.
La vita degna è un libro su un tema desueto. Che non è (o non è innanzi tutto) la vecchiaia, bensì la felicità. L’ho capito soltanto dopo, ripeto, rileggendo e ascoltando chi lo aveva letto.
Come rispondereste a uno che vi chiede se siete felici? O come si raggiunga la felicità? Leggi tutto…

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I 12 LIBRI DEL PREMIO STREGA 2018

Link logo alla HomeI 12 candidati alla LXXII edizione del Premio Strega

Roma, Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma, 19 aprile 2018. Il Comitato direttivo del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Liquore Strega con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca, ha selezionato i dodici libri che si disputeranno la LXXII edizione.

Nel corso della conferenza stampa di annuncio dei candidati sono intervenuti Pietro Abate, Segretario generale della Camera di Commercio di Roma, Giuseppe D’Avino, Presidente di Strega Alberti Benevento, Eugenio Tangerini, Responsabile Relazioni Esterne di BPER Banca, Melania Mazzucco, Presidente del Comitato direttivo del Premio Strega, Giovanni Solimine, Presidente della Fondazione Bellonci, coordinati da Stefano Petrocchi, Direttore della stessa Fondazione.

Il 31 marzo scorso, alla scadenza del termine per le proposte degli Amici della domenica – il gruppo storico della giuria del premio – sono stati segnalati 41 libri di narrativa pubblicati in Italia tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso. A partire da questa edizione, ogni Amico ha potuto segnalare un’opera meritevole di concorrere senza più alcuna necessità di associarsi a un altro giurato, come invece avveniva in passato.

“Questa nuova prerogativa degli Amici della domenica” – ha dichiarato Giovanni Solimine – “ha portato a un prevedibile aumento delle proposte, consentendo al Comitato direttivo di scegliere in uno spettro più ampio di opere, anche in molti casi all’interno del catalogo di uno stesso editore.”

Questi i 12 libri selezionati dal Comitato direttivo del Premio, presieduto da Melania G. Mazzucco e composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Ernesto Ferrero, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine: Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 9 al 15 aprile 2018 -segnaliamo “Sara al tramonto” di Maurizio de Giovanni

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 9 al 15 aprile 2018

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Entra in classifica al 1° posto “Gaudete et exsultate. Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo ” di Francesco (Jorge Mario Bergoglio) (Libreria Editrice Vaticana )

Appena giunto in libreria, conquista il 2° posto il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni: “Sara al tramonto” (Rizzoli)

Al 3° posto (la settimana scorsa era in 1^ posizione) “Mio caro serial killer” di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)

In 4^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto), “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori ” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

Entra in top ten al 5° posto “Una ragazza affidabile” di Silena Santoni (Giunti)

Al 6° posto “Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “Ventuno giorni per rinascere. Il percorso che ringiovanisce corpo e mente” di Franco Berrino, Daniel Lumera e David Mariani (Mondadori)

Si conferma all’8° posto “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo e Elena Favilli (Mondadori)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto), “Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità” di Gianrico Carofiglio e Jacopo Rosatelli (EGA-Edizioni Gruppo Abele )

Al 10° post (la settimana scorsa era in 6^ posizione), “Sempre d’amore si tratta” di Susanna Casciani (Mondadori)

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Questa settimana segnaliamo: “Sara al tramonto” di Maurizio de Giovanni (Rizzoli)

Maurizio de Giovanni dà vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Gaudete et exsultate. Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo Francesco (Jorge Mario Bergoglio) Libreria Editrice Vaticana 5,00 *
2 Sara al tramonto Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
3 Mio caro serial killer Alicia Giménez Bartlett Sellerio Editore Palermo 15,00
4 Storie della buonanotte per bambine ribelli 2. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
5 Una ragazza affidabile Silena Santoni Giunti Editore 18,00
6 Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
7 Ventuno giorni per rinascere. Il percorso che ringiovanisce corpo e mente Franco Berrino; Daniel Lumera; David Mariani Mondadori 20,00
8 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00
9 Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità Gianrico Carofiglio; Jacopo Rosatelli EGA-Edizioni Gruppo Abele 11,00
10 Sempre d’amore si tratta Susanna Casciani Mondadori 16,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CRISTINA CAMPO

cristina-campo-illustrazione-di-rossella-grassoCRISTINA CAMPO: una scrittrice da ricordare

Illustrazione di Rossella Grasso

di Simona Lo Iacono

Era nata nel mese di tutte le resurrezioni, aprile. L’anno era il 1923. La casa, un villino di famiglia in stile liberty a Bologna.
Il vagito era sembrato quello di un maschio, tanto era forte e ardito. Ma poi si era visto che era una bambina rosea, con lo sguardo afflitto dalla cecità dei neonati.
Il padre, un compositore affermato, Guido Guerrini, era autoritario, forte, dedito al lavoro. La mamma, Emilia Putti, era la sorella di Vittorio Putti, uno degli ortopedici più famosi al mondo, direttore dell’ospedale Rizzoli dal 1915.
La chiamarono Vittoria proprio in ricordo dell’amatissimo zio, anche se si firmerà sempre come Cristina Campo.
Crebbe tra adulti, Cristina, nel villino del Rizzoli che aveva l’incanto dei mondi inccessibili, cinto da edera miracolosa e da un boschetto infestato dalle ombre dei personaggi letterari. Iniziò a leggere prestissimo. Favole francesi soprattutto, ricolme di re prodigiosi e gatti ammaestrati, carrozze trascinate da topi, principesse smemorate o addormentate in radure di spine inaccessibili. La affascinava la visione che il racconto sapeva evocare, ma anche la religiosità della parola, il suo sbocciare dall’intimità degli oggetti, persuadendoli a divenire belli, ammantati di sacro perchè pronunziati.
Sebbene nata a Bologna, la città del cuore era Firenze, con la cupola del Brunelleschi che svettava verso l’infinito, il coro supplice dei monaci di san Miniato, l’Arno implacabile e placido come un rivolo di sangue. Leggi tutto…

LABIRINTI FESTIVAL 2018

LABIRINTI FESTIVAL 2018: a Torino, dal 19 al 24 aprile

TestaLaB Trasparente

La relazione tra luoghi e persone sarà il tema centrale della terza edizione di LABirinti Festival che si svolgerà a Torino, dal 19 al 24 aprile 2018. Infatti, il tema indicato guida e conduce nella individuazione di valide figure di riferimento, invitate a discutere delle tematiche durante le iniziative regolarmente proposte dall’Associazione Cooperativa Letteraria e nell’ambito del Festival, all’interno del quale, oltre che essere avviate tavole rotonde di presentazione degli argomenti, saranno organizzati Seminari e Convegni. Questi eventi hanno l’intento specifico di favorire il dibattito e la discussione anche con il pubblico.

Il Festival, da intendere come la conclusione di un percorso dal quale si può senza dubbio ripartire, svilupperà questi temi con un approccio multimediale. Da una parte le tre dimensioni culturali già percorse nelle precedenti edizioni: il programma letterario di LABirinti di Parole, che prevede la selezione di brevi racconti e poesie; il programma di LABirinti Fotografia incentrato sul tema dei luoghi; il disegno a fumetto di LABirinti di Nuvole anch’esso elaborato intorno alla tematica “luoghi e persone”. Da queste tre dimensioni espressive dipendono i tre concorsi che sono presieduti da giurie composte da figure autorevoli e ognuna con le proprie competenze specifiche.

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IL PROGRAMMA (è disponibile cliccando qui)

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LESS di ANDREW SEAN GREER vince il PREMIO PULITZER 2018

Il romanzo LESS di Andrew Sean Greer, pubblicato in Italia da La nave di Teseo (traduzione di Elena Dal Pra) vince il PREMIO PULITZER 2018 per la narrativa

Di seguito, un video dove Andrew Sean Greer discute di “Less”

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Andrew Sean Greer (foto accanto di  Kalie Roberts), scrittore americano nato a Washington nel 1970, è il vincitore dell’edizione 2018 del Premio Pulitzer per la narrativa. L’ambìto Premio gli viene tributato per il romanzo “Less” pubblicato in Italia da La nave di Teseo (con la traduzione di Elena Dal Pra): “un libro generoso, musicale nella prosa e ampio in struttura e portata, sul diventare grandi e sulla natura essenziale dell’amore” (questa la motivazione della Giuria).

«È uno choc. Non sono mai stato finalista a nessun premio negli Stati Uniti», ha dichiarato Greer a Il Corriere della Sera. «Less in America è un libro molto popolare, ma credo che sia una sorpresa per tutti. È come se avessi fatto un salto dritto tra i più grandi: sto ricevendo telefonate e messaggi da colleghi come Zadie Smith e Jeffrey Eugenides. (…) Ora posso scrivere quello che voglio, che è tutto ciò che interessa ad uno scrittore. Non la fama, se una fama esiste, ma la libertà di scrivere».

achebe-le-cose-crollanoLess” è una commedia romantica, una satira sul tipico occidentale all’estero, una riflessione sul tempo e sul cuore dell’uomo.

Dalla scheda del libro – Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo. Leggi tutto…

HELENA JANECZEK racconta LA RAGAZZA CON LA LEICA

HELENA JANECZEK racconta  il suo romanzo LA RAGAZZA CON LA LEICA (Guanda)

Vincitore del Premio Bagutta 2018, candidato al Premio Strega 2018

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di Helena Janeczek

Ogni libro ha una storia che può essere facilmente ripercorsa e una storia sotterranea di cui l’autore riesce a vedere alcune tracce. Entrambe cominciano nel 2009, con una visita al Forma di Milano che ospitava la prima retrospettiva di Gerda Taro accanto a una mostra di Robert Capa. In quel periodo lavoravo a Le rondini di Montecassino, dove Capa è menzionato per una foto dei funerali degli studenti del liceo Sannazaro caduti nel 1943 durante le “Quattro giornate di Napoli”. Però tutto il suo lavoro a seguito delle truppe americane mi aveva permesso di toccare con gli occhi la realtà della guerra che stavo raccontando. Erano quelle foto della “Campagna d’Italia” che volevo vedere in uno spazio espositivo. Questo significa che, sul versante della storia sotterranea, Robert Capa era già una presenza interiorizzata quando uscii dal Forma con il desiderio di approfondire la conoscenza di Gerda Taro. Comprai il catalogo a cura di Irme Schaber e poco dopo andai a procurarmi Gerda Taro, Una fotografa rivoluzionaria nella guerra civile spagnola (DeriveApprodi, 2007), la biografia con cui la studiosa di Stoccarda poneva fine al lungo oblio della sua concittadina morta a nemmeno ventisette anni nella Guerra di Spagna.
Ma soltanto sul finire del 2011 si affacciò l’ipotesi che quella lettura potesse fungere da base per un lavoro di scrittura. Non pensavo a un romanzo, bensì a un racconto da affiancare a altri due che componessero un trittico dedicato a tre donne reporter di guerra. Le rondini di Montecassino, uscito nel 2010, aveva suscitato spesso la domanda come mai avessi scelto un tema così maschile come la guerra. In realtà, non mi sentivo molto svantaggiata rispetto a uno scrittore, bastava solo studiare un po’ di più. Però restava vero che narrare qualcosa che travalica le esperienze di noi figli e figlie del dopoguerra comporta un rischio di inadeguatezza sia etica che estetica. Mi colpiva, perciò, che esistessero donne disposte a mettere a rischio la propria vita per testimoniare con le parole o con le immagini la realtà delle guerre ancora in corso. Avevo già scritto un contributo per un’antologia (I persecutori, Transeuropa, 2007) che riconvocava la figura di Anna Politkovskaja nella cornice della fiera del libro di Francoforte agitata dalla notizia del suo assassinio. Durante le ricerche per quel racconto, avevo scoperto che tra i pochissimi giornalisti presenti a Grozny nei giorni della caduta ci fosse un’altra donna. Già inviata a Gaza e Sarajevo e in molti altri conflitti (in italiano è stato tradotto Il giorno che vennero a prenderci; dispacci dalla Siria, La nave di Teseo, 2017), Janine di Giovanni ha scritto anche il memoir Ghosts by Daylight (2011), dove racconta come la scelta di mettere al mondo un figlio avesse attivato i traumi che lei e il suo compagno, un fotoreporter francese, avevano subito.
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