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IL VARCAPORTA di Laura Costantini (Dark Abyss): incontro con l’autrice

aprile 5, 2022

Il varcaporta - Laura Costantini - copertina“Il varcaporta” di Laura Costantini (Dark Abyss): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Laura Costantini, romana, è giornalista e scrittrice. Ha scritto a lungo a quattro mani con Loredana Falcone (con la quale, di recente, ha pubblicato il romanzo “Trappola a Boscolungo“.Per Dark Abyss ha appena pubblicato “Il varcaporta“.

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«”Il Varcaporta” sorge da lontano», ha detta Laura Costantini a Letteratitudine. «Nasce da un’immagine giunta in sogno: un enorme monolite nero che piomba su Stonehenge e la distrugge, creando un crepaccio dal quale affiora qualcosa di alieno, opalescente e fluido. Il sogno data parecchi decenni fa, ma non ha mai smesso di sussurarmi nell’orecchio. Alla fine ho ascoltato la voce del Kh-Ram ed è nato uno steampunk che tradisce il proprio genere perché tradisce la tecnologia del vapore a favore di qualcosa di enormemente più avanzato. E più crudele.
L’epoca vittoriana fu epoca di profondo sfruttamento degli ultimi. I bambini furono vittime designate e ne ho preso spunto per creare una società quasi distopica sorta da un rito ed evoluta verso un progresso scientifico e tecnologico inimmaginabile alla fine del XIX secolo. Un contesto nel quale ho inserito l’omosessualità. Qualcosa che l’epoca vittoriana di facciata disprezzava e puniva, tollerando invece abusi, violenze e prostituzione. Un rovesciamento di ottica, visto che l’omosessualità nel regno del Kh-Ram è una regola, un obbligo per la migliore gioventù selezionata dall’Accademia.
(Ed ecco l’estratto che spiega anche perché in copertina ci sia una clessidra)».

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Un brano estratto da “Il varcaporta” di Laura Costantini (Dark Abyss)

Il varcaporta - Laura Costantini - copertina

Il pesante mantello avviluppato intorno, il cappuccio calato sulla testa, una lampada accesa, Aster si immaginò dolorosamente simile al padre, lord Oliver. Quante volte l’aveva visto trascorrere le notti in quel modo, chino su antiche pergamene, inseguendo un sogno di cui nessuno di loro aveva capito la portata. Ma le pagine sulle quali ora lui lasciava scorrere lo sguardo alla febbrile ricerca di un appiglio, erano ben poca cosa rispetto agli studi di lord Oliver, o alle conoscenze che già possedeva. Chiuse il volume e lasciò indugiare lo sguardo su una clessidra posata sul tavolo. Era di splendida fattura: finissimo vetro soffiato su un supporto di legno e filigrana d’argento che consentiva di ruotarla col tocco di un dito. Lo fece e osservò la sabbia candida, scintillante come zucchero, scivolare attraverso il piccolo foro. Era così che faceva il tempo. Scorreva via e nessuno sarebbe mai riuscito a fargli invertire la marcia. Sarebbe stato come trattenere la corrente di un fiume e costringere l’acqua a rientrare nella sorgente. Eppure il Prescelto Willoughby aveva varcato la porta ed era tornato a undici anni prima… Fermare lord Oliver prima del Solstizio del 1887. Impedire il rito per evocare il Potere Arcano, impedire l’Avvento. L’ultimo granello di sabbia attraversò la strozzatura della clessidra. Aster la voltò di nuovo. Quale sarebbe stato il prezzo se fossero riusciti a raggiungere il passato?

(Riproduzione riservata)

© Dark Abyss

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La scheda del libro: “Il varcaporta” di Laura Costantini (Dark Abyss)

imageCorre l’anno 1897 e l’Inghilterra prevale su tutti i paesi d’Europa grazie alla scoperta del Kh-Ram, misteriosa sorgente di energia che l’ha liberata da carbone e vapore. Certo, la sostanza ha un costo ma il regno di Vittoria agisce in maniera pragmatica: nasconde le proprie difformità e le sfrutta al bisogno. Di miserabili le strade son piene. Una parte diventa carne da macello per processare l’energia. Un’altra, selezionata, entra in un corpo d’elite che padroneggia il Kh-Ram, cosa possibile solo per un binomio, ossia una coppia di giovani con determinate caratteristiche, tra cui un legame esclusivo, assoluto e rigorosamente maschi. La sostanza, infatti, aborre le donne, il movimento e il calore. L’Inghilterra chiude volentieri un occhio su tali unioni, ne chiude anche due sulla sorte dei disgraziati. Ma se non fosse solo questo il prezzo da pagare? Aster Paul, Astrea Lucinda, Zachary Tucker, Devereux Willoghby e alcune vecchie conoscenze lo scopriranno e dovranno decidere da che parte stare. Sarà una lotta per la sopravvivenza segnata da alleanze imprevedibili e inganni, in cui i sentimenti più intensi e puri diventeranno l’unica guida.

[L’immagine è una “visualizzazione” del sogno di Laura Costantini, realizzata da Niccolò Pizzorno.]

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Laura Costantini ha quindici anni. E li ha dal 1978. Sì, è una citazione del tanto vituperato “Twilight”. E risponde a verità. Il problema è che Laura ha veramente quindici anni, nella sua testa, e si comporta di conseguenza. A metterci una toppa è il fatto che da adolescente è sempre stata una “secchiona” dedita alla lettura, al disegno e alla scrittura. Una “nerd” ante-litteram, diciamo. Liceo classico e facoltà di Lettere moderne con indirizzo storico. Cento dieci e lode con bacio accademico. Ha perseguito poi il sogno di sempre: essere una giornalista. E ce l’ha fatta. Colleziona fate e gufi. Ama le bambole di porcellana (sì, quelle da film horror) meglio se in abiti vittoriani. Non riesce a tener vive le piante, pur amandole tanto. Si consola con i dolci, meglio se al cioccolato. E no, grazie al cielo, non ingrassa. Proprio come la quindicenne che era e che continua a essere. Nonostante sia venuta al mondo nell’anno in cui assassinarono John Fitzgerald Kennedy.

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