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L’UOMO E IL CANE di Carlo Cassola

agosto 12, 2014

L’UOMO E IL CANEL'uomo e il cane di Carlo Cassola
Oscar Mondadori – Collana Scrittori Moderni – pp. 85 – euro 10,00
a cura di Alba Andreini
introduzione di Vincenzo Pardini

Il tragico percorso di un cane randagio. Una parabola sempre attuale

Prosegue con l’uscita de L’uomo e il cane la pubblicazione nella collana tascabile degli Oscar delle singole opere di Carlo Cassola,un progetto che ripropone il grande scrittore toscano al vasto pubblico che lo aveva posto ai vertici delle classifiche di vendita, ma con l’attenzione e lo scrupolo che merita la sua attività di prosatore, con ricchi apparati (cronologia, bibliografia, nota al testo) e introduzioni di volta in volta affidate a personalità del mondo letterario con il compito di una rilettura dei testi su nuove basi.

Con il coordinamento scientifico di Alba Andreini, già curatrice del Meridiano Racconti e romanzi apparso nel 2007 – che raccoglie una selezione di opere di indiscusso valore letterario dello scrittore secondo la lezione testuale della prima edizione –  negli Oscar le singole opere sono riproposte nei loro testi definitivi, in edizione economica ma molto curata dal punto di vista critico-filologico.

Questo volume, arricchito dall’introduzione di Vincenzo Pardini, ripropone  L’uomo e il canenell’edizione apparsa nel 1977,  tenendo conto delle correzioni che Cassola stesso apportò manualmente alla redazione definitiva.  Si tratta di un romanzo breve – non compreso nel Meridiano – che riprende il precedente racconto omonimo sviluppandone le dimensioni originarie. Comparso per la prima volta sul “Corriere dell’informazione” dell’11-12 gennaio 1953 come Il racconto del sabato, il testo dà avvio al tema animale nella narrativa di Cassola, destinato ad acquisirvi in seguito una progressiva centralità.

L’uomo e il cane narra la storia del cane Jack che, abbandonato dal padrone, vaga randagio tra le colline toscane in cerca di nuovi affetti. Cassola lo segue nel suo picaresco viaggio fino alla scoperta, nell’epilogo tragico, del male anziché di una cuccia sicura. Con lo sguardo del cane si posa sul mondo quello dello scrittore. Tramite il protagonista – unico, a differenza dei padroni, uno peggiore dell’altro nella replica della crudeltà – è l’umanità stessa, rappresentata in emblema dall’indole domestica di Jack, a interrogare la civiltà sulla propria ferocia.

Vincitore del Premio Bagutta nel 1978, il testo è un apologo sul desiderio del cane ma anche dell’uomo, incapaci di vivere l’avventura della libertà, di stare legati a una catena. Con il crisma della favola, Cassola avverte che l’uomo, per debolezza e paura, anela alla sudditanza e preferisce all’indipendenza la servitù. E alla parabola affida un monito: non si deve rischiare di perdere la libertà, bene supremo, per correre dietro a un padrone che può rivelarsi spietato.

Entro il 2017, centenario della nascita e trentennale della morte dello scrittore, è prevista negli Oscar la pubblicazione di dieci titoli, con l’obiettivo di divulgare le acquisizioni scientifiche derivate dalla raccolta del 2007, che col suo apparato ricchissimo di inediti ha dato avvio a una fase scientifica di studio delle opere di Cassola fondata sull’analisi dei documenti, della cui mancanza, dovuta alla grande notorietà, soffriva la sua immagine di scrittore.

Iniziata nel 2010 con la pubblicazione de La ragazza di Bube, oltre a L’uomo e il cane  la programmazione comprende Il taglio del bosco, uscito nel 2011 con una introduzione di Manlio Cancogni, Fausto e Anna (2012), con una appassionata introduzione di Eraldo Affinati; La visita (2013), con una splendida introduzione di Massimo Raffaeli.  Per il 2015 sono previsti Un cuore arido con introduzione di Anna Bravo e Il cacciatore con introduzione di Massimo Onofri.

* * *

Carlo Cassola (Roma 1917 – Montecarlo, Lucca, 1987) ha scritto numerosi romanzi e racconti, diventando autore molto amato dal pubblico ed emblema della stagione dei bestseller. Lontano da correnti e precettistiche letterarie, conserva nella tonalità lirica del suo realismo l’eco degli esordi poetici. Alla scrittura esistenziale alterna, nel dopoguerra e negli anni tardi delle battaglie antimilitariste, quella impegnata. La sua opera più nota è La ragazza di Bube (1960, premio Strega), da cui nel 1963 Luigi Comencini trasse il celebre film omonimo.

Vincenzo Pardini, nato nel 1950 in Media val di Serchio (Lucca), scrittore molto legato alla sua terra, fin  dagli esordi è stato definito scrittore animalista, perché tratta gli animali da pari a pari. Cani, equini, tori, mucche, lupi e orsi, pantere e vipere sono sovente protagonisti delle sue storie. Nei suoi romanzi e racconti  privilegia la natura, di cui riesce a cogliere gli aspetti più riposti. Molti critici, da Enzo Siciliano a Cesare Garboli, si sono interessati alla sua lingua, e alle parole cadute in disuso che sempre affiorano nelle sue pagine, fino a ricordare il fiorentino del Due e Trecento. Alla stregua di Guido Cavani e Silvio D’Arzo, appartiene alla famiglia degli scrittori appenninici. Natalia Ginzburg lo definì il Maupassant italiano, per il fatto che le sue trame sono, sempre, vive  e coinvolgenti. Tra i suoi ultimi lavori figuranoBanda randagia (Fandango, 2010); Il viaggio dell’orsa (Fandango,  2012); Il Postale (Fandango, 2013). Collabora con La Nazione, Tuttolibri, Nuovi Argomenti e Paragone.

Alba Andreini, toscana,  è stata ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Torino, con esperienze di insegnamento anche all’estero (USA, Brasile, Samarcanda, Uzbekistan), e continua ora l’attività di studiosa fuori dall’Accademia.  Esperta in particolare del Novecento, ne ha indagato anche aspetti e figure minori, intrecciando sempre ricerca d’archivio e storia, filologia e critica. Autrice di numerosi saggi e libri, si è occupata soprattutto di Elio Vittorini, Carlo Emilio Gadda ed Elsa Morante. DiCarlo Cassola ha curato, oltre al Meridiano Racconti e romanzi, con un suo saggio introduttivo, la mostra “Abitare e scrivere la Toscana” per la Fortezza di Montecarlo di Lucca e l’Archivio di Stato di Firenze.  Dirige per ETS di Pisa la collana “Città firmate”, nata sull’onda dell’ottima accoglienza di pubblico del volume da lei ideato e curato Una mole di parole. Passeggiate nella Torino degli scrittori (Celid, Torino 2006, con introduzione di Carlo Fruttero), che ne costituisce il modello.

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