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Continua il Festival Internazionale del Giornalismo 2015

aprile 16, 2015

Continua il Festival Internazionale del Giornalismo 2015: Perugia, fino al 19 aprile

mercoledì 15 aprile è iniziata la nuova edizione Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia

Le difficoltà dell’editoria, le nuove frontiere della comunicazione politica italiana, la situazione dei media in Russia e in Ucraina, la censura in Turchia, la copertura mediatica dell’emergenza Ebola e la libertà di stampa in Messico; il giornalismo investigativo trasnazionale da Luxleaks a Swissleaks, sicurezza e sorveglianza a due anni dal Datagate, come raccontare le nuove guerre, la libertà di espressione, il rapporto tra attivismo e giornalismo, dall’analisi del programma mediatico in Cina fino alla propaganda online costruita dall’ISIS. Ed ancora il ruolo dei talk show in Italia, il giornalismo vissuto dai freelance, Mafia Capitale e Tangentopoli, le sfide del fact checking, il ruolo dei social media nell’informazione, l’emergenza ambientale: nord e sud Italia a confronto, media e calcio, realtà virtuale applicata al giornalismo, crowdfunding, tech vs journalism… Sono solo alcuni dei temi del Festival Internazionale del Giornalismo 2015.

5 giorni, oltre 200 eventi – tra incontri-dibattito, interviste, presentazioni di libri, workshop e serate teatrali – 600 speaker da 34 paesi diversi, tutto rigorosamente a ingresso libero.

L’economia del dono, la condivisione di saperi e competenze, il confronto e lo scambio sono il cuore del Festival, e spiegano gran parte del suo successo. Ecco perché lo slogan di questa edizione è: #ijf15 everybody learning from everybody else. Tutti possono imparare da tutti.

Per consultare l’intero programma del festival: qui

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Segnaliamo, tra gli altri (lo pubblichiamo qui di seguito), il video dell’evento: Cult-news. L’informazione culturale fra mainstream e web

Con gli interventi di: Loredana Lipperini, conduttrice di “Fahrenheit” su Radio 3, lo scrittore Wu Ming 2 (Giovanni Cattabriga) e Giorgio Zanchini, conduttore di “Radio anch’io” su Radio 1. che Ha moderato il dibattito Lella Mazzoli, docente di Sociologia della Comunicazione e Comunicazione d’Impresa all’Università di Urbino “Carlo Bo”.

Quale cultura nella informazione? Cambiano gli scenari, cambiano i luoghi, cambiano i temi. Occorre pensare a differenti forme di informazione culturale fra web e mainstream, fra canali monotematici e blog dedicati. Vecchi? sì se si cambia solo contenitore e non linguaggio. Potrebbe essere la partecipazione dal basso a innovare. Lo si fa sempre di più e non solo nei media sociali ma anche nel mainstream. È in aumento il numero di cittadini che dicono la loro sui temi culturali. E lo fanno non solo nella rete ma anche, ad esempio, in radio, spesso facendo interagire i media sociali con il mainstream. Tutto ciò potrà produrre modifiche della cultura dei suoi linguaggi e della sua diffusione?

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© Letteratitudine

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