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LA FELICITÀ DI LEGGERE

ottobre 22, 2015

LA FELICITÀ DI LEGGERE

In occasione del proprio decennale GeMS presenta a Bookcity una significativa ricerca, condotta da Cesmer/Università Roma3 su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Lo studio dimostra come i lettori siano mediamente più felici dei non lettori, più capaci di apprezzare il tempo libero, meglio attrezzati cognitivamente per affrontare le emozioni negative

In occasione del suo decennale, il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) ha commissionato una ricerca dedicata al rapporto tra la lettura di libri e il benessere degli individui, per contribuire – con elementi concreti – alla discussione culturale. La ricerca è stata affidata al Cesmer, Centro di Studi dell’Università Roma Tre, e i risultati sono incoraggianti.

La ricerca sarà presentata al pubblico durante Bookcity Milano 2015, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco, il 24 ottobre alle 14.30. All’incontro, oltre a Stefano Mauri e Luigi Spagnol, intervengono Ferruccio de Bortoli (Presidente Longanesi) e Michela Addis (docente presso l’Università Roma 3 e SDA Bocconi School of Management).

IL CONTESTO

I lettori di libri (cartacei o digitali) sono più felici rispetto a chi non legge? E la lettura accresce il benessere degli individui? Si tratta di domande cui non è facile rispondere, tanto che nessuna ricerca in Italia sinora aveva provato a farlo. Le periodiche indagini sulla lettura, infatti, tendono a tralasciare questi aspetti, soffermandosi soprattutto sul numero dei lettori in Italia – storicamente più basso che nella maggior parte dei paesi occidentali – e sulle sue variazioni. Non era invece noto, fino ad oggi, il valore della lettura in ambito cognitivo ed emotivo. Una lacuna che questa ricerca vuole colmare, nella convinzione che quantificare i benefici della lettura consente di promuoverla più efficacemente presso i non lettori.

I PRINCIPALI RISULTATI DELLA RICERCA

  1. i lettori sono complessivamente più felici dei non lettori

 

L’Indice di felicità dei lettori risulta superiore rispetto a quello dei non lettori (misurato con la scala di Veenhoven, da 1 a 10). Infatti, i lettori italiani di libri, cartacei o digitali, registrano un Indice di felicità pari a 7,44, mentre i non lettori un indice di 7,21; una differenza apparentemente limitata, ma in realtà statisticamente molto significativa.

 

Utilizzando un indice diverso, ossia il Subjective Well-Being – dimensione cognitiva (scala di Cantril, da 0 a 10), di nuovo i lettori in media mostrano un indice di benessere superiore a quello dei non lettori (7,12 Vs 6,92).

  1. i lettori provano emozioni positive più spesso dei non lettori

Secondo la scala di Diener e Biswas-Diener, che misura la frequenza (da 6 a 30) di sei emozioni positive (positività, benessere, piacere, felicità, gioia e serenità) vissute recentemente dagli individui, i lettori hanno un indice superiore ai non lettori: rispettivamente 21,69 Vs 20,93 (una differenza statisticamente significativa). In particolare, i lettori provano più spesso “benessere” rispetto ai non lettori.

  1. i lettori provano emozioni negative meno spesso dei non lettori

Secondo un’altra dimensione della stessa scala di Diener e Biswas-Diener, che misura la frequenza (da 6 a 30) di sei emozioni negative (negatività, malessere, dispiacere, tristezza, paura e rabbia) di cui gli individui hanno fatto esperienza recentemente, i lettori provano emozioni negative meno frequentemente dei non lettori: rispettivamente la media è di 16,84 per i lettori contro il 17,47 dei non lettori (una differenza statisticamente significativa). In particolare, i lettori provano rabbia con minor frequenza rispetto ai non lettori, a conferma che la lettura offre preziosi strumenti cognitivi per affrontare le difficoltà.

  1. i lettori sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero rispetto ai non lettori

Rispetto alla scala Van Boven, Leaf e Gilovich (2003) che misura l’indice di felicità generato dall’impiego del tempo libero (da 1 a 9), i lettori mostrano livelli superiori rispetto ai non lettori (rispettivamente 7,59 Vs 7,35; una differenza statisticamente significativa).

  1. per i lettori, leggere libri è l’attività più importante del loro tempo libero

 

L’indagine ha studiato l’importanza della lettura confrontandola con le altre attività culturali in cui si impiega il tempo libero.

 

La lettura è l’attività del tempo libero più importante per i lettori (in una scala 1-9, ottiene un punteggio pari a 7,86); al secondo posto troviamo l’ascolto della musica (7,31); al terzo l’informazione attraverso giornali o siti di news (7,23); al quarto lo sport e l’esercizio fisico (7,02). In fondo a questa classifica troviamo i videogame (3,23).

  1. per i lettori, la lettura è al quarto posto fra le attività del tempo libero che procurano felicità

Se la lettura, come appena visto, è ritenuta l’attività più importante del tempo libero dai lettori, non è la prima rispetto al concetto di felicità generata. Rispetto alla scala Van Boven, Leaf e Gilovich, da 1 a 9, al primo posto per i lettori troviamo l’esercizio fisico e lo sport (7,80), davanti all’ascolto della musica (7,74) e alle attività culturali (mostre, teatro, concerti…) che ottengono un punteggio pari a 7,52. Quarta, con un punteggio comunque molto alto, la lettura (7,24), poi a seguire l’informazione attraverso giornali o siti news, i videogame, andare al cinema, navigare in rete o stare sui social media. In fondo alla classifica il guardare la televisione.

Questo risultato non sorprende: l’indagine conferma l’attitudine dei lettori a godere del loro tempo libero, utilizzandolo in modo variegato.

  1. il ruolo fondamentale degli insegnanti e delle famiglie nell’educazione alla lettura

Dalla ricerca è inoltre emerso il ruolo fondamentale delle famiglie e della scuola in relazione all’educazione dei più piccoli alla lettura. In particolare, il 68,7% dei lettori del campione ha sottolineato l’importanza dell’incoraggiamento a leggere da parte dei genitori durante gli anni della crescita. Allo stesso tempo, il 64,7% dei lettori del campione riconosce l’impatto positivo della promozione della lettura a scuola da parte dei docenti.

LE CONCLUSIONI

In media, i lettori affrontano la vita in maniera più positiva rispetto ai non lettori e sanno godere del tempo libero in modo più ricco e articolato.

NOTE SULLA METODOLOGIA DELLA RICERCA

Nella letteratura scientifica esistono diverse definizioni di felicità e di benessere soggettivo, come anche più modi per misurarli. Per questo, l’indagine non si è limitata a misurare le differenze fra lettori e non lettori utilizzando un’unica metrica. Il fatto che i risultati della ricerca siano coerenti su tutti i parametri analizzati li rende ancora più significativi. Si sono utilizzati, in particolare:

  1. Indice di felicità complessiva, che misura la percezione “soggettiva di appagamento rispetto alla propria vita” (scala suggerita da Veenhoven (2015) e parte del “World Database of Happiness”),

  2. Subjective Well-Being – dimensione cognitiva (“Cantril’s Ladder of Life Scale” sviluppata nel 1965 e utilizzata nella World Values Survey e in The Gallup-Healthways Life Evaluation),

  3. Subjective Well-Being – dimensione affettiva (scala di Diener e Biswas-Diener del 2009, anch’essa ampiamente utilizzata).

La ricerca è stata condotta con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) fra il 12 maggio 2015 e il 14 giugno 2015 su un campione composto da 1.100 individui, rappresentativo della popolazione italiana di età almeno pari a 14 anni, e suddiviso in lettori e non lettori.

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