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L’ANNUSATRICE DI LIBRI di Desy Icardi: incontro con l’autrice

febbraio 26, 2019

L’ANNUSATRICE DI LIBRI di Desy Icardi (Fazi editore)

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L’annusatrice di libri – ogni lettore è unico e speciale!

Desy Icardi è nata a Torino, città in cui vive e lavora, è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al DAMS e dal 2006 lavora come cabarettista con lo pseudonimo di “la Desy”; è inoltre autrice di testi teatrali comici e ha firmato alcune regie. Dal 2013 cura il blog “Patataridens”, espressamente dedicato alla comicità al femminile.

Per Fazi editore ha pubblicato il romanzo “L’annusatrice di libri“.

Abbiamo incontrato Desy Icardi per chiederle di raccontarci qualcosa su questa sua opera letteraria…

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«La lettura è un’esperienza estremamente personale che coinvolge tutti i sensi del lettore», ha detto Desy Icardi a Letteratitudine. «Questo è uno dei messaggi che vorrei trasmettere con il mio romanzo L’annusatrice di libri, edito da Fazi editore, la cui protagonista, una ragazza di quattordici anni di nome Adelina, perde misteriosamente la capacità di lettura, ma altrettanto inspiegabilmente scopre di poter leggere con l’olfatto.
Desy IcardiFacoltà straordinarie (e immaginarie) a parte, esistono differenti tipologie di lettori, e ne L’annusatrice di libri mi sono divertita a raccontarli, cominciando dalla giovane protagonista Adelina e dalla sua amica Luisella, entrambe grandi lettrici ma con un differente approccio alla lettura.
Adelina è una lettrice “di prima generazione”, non proviene da una famiglia di lettori e si accosta ai libri con spirito da pioniera; la sua amica Luisella, al contrario, è stata cresciuta da una madre che l’ha educata e preparata alla vita, servendosi dei romanzi.
La madre di Luisella ha trascorso i primi diciott’anni della sua vita reclusa in un collegio, e ha imparato “le cose del mondo” quasi esclusivamente dai romanzi.

“«Quelle brave suore mi hanno insegnato le preghiere, le buone maniere e le materie scolastiche, ma sono stati i romanzi a prepararmi a vivere. La matematica non ti spiega il potere dell’astuzia come fa Tom Sawyer, e non è grazie alla grammatica che impari ad arrangiarti con ciò che hai a disposizione come faceva Robinson Crusoe».

Anche se Luisella, non vivendo tra le mura di un collegio, ha la possibilità di imparare “le cose del mondo” dal mondo stesso, sua madre la spinge a indagare i segreti dell’esistenza umana attraverso la lettura.

“La donna le aveva letto i romanzi di Francis Scott Fitzgerald per insegnarle che in amore non sempre tutto va come dovrebbe, ma dopo era passata a Jane Austen per farle capire che è comunque legittimo sperare nel lieto fine.”

Quando leggiamo un romanzo, viviamo l’esperienza dei personaggi provando le loro stesse gioie e sofferenze, ma lo facciamo da una posizione privilegiata e priva di pericoli.

“Talvolta le aveva letto romanzi inadatti alla sua età, come Nanà di Émile Zola, la storia di un’attricetta arrivista e dei molti amanti che aveva portato alla rovina. «La vita di Nanà è tutta sbagliata», aveva protestato Luisella. «È facile per te dirlo, visto che sai com’è andata a finire, ma Nanà non ne aveva idea. Questo è il bello dei romanzi: ti mostrano le conseguenze degli errori umani, sollevandoti dalla fatica di doverli sperimentare tu stessa».

I romanzi sono grandi alleati, che non si limitano a tenerci compagnia nei momenti lieti e a confortarci in quelli bui, ma sono in grado di mostrarci quali svolte potrebbe prendere la nostra vita, attraverso quella dei personaggi letterari».

 

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Un estratto da L’Annusatrice di libri

Capitolo IX

La protagonista ha appena appreso di saper leggere con l’olfatto, e inizia a esplorare la sua straordinaria facoltà.

Confusa e frastornata, Adelina percorse rapidamente la strada che l’avrebbe riportata dall’appartamento di Luisella sino a casa di sua zia. Era certamente in ritardo, anche se non avrebbe saputo dire di quanto poiché Amalia, terrorizzata dall’eventualità che potesse perderlo, le aveva proibito di indossare l’orologio. Generalmente cercava di obbedire alla zia in tutto, uniformandosi alle sue regole e manie per non darle alcun motivo di lagnarsi, quella sera però aveva ben altro per la testa. «Ho letto col naso», farfugliava camminando. «Ho visto delle cose con il naso». Adelina non vedeva l’ora di riprendere i suoi esperimenti olfattivi; se solo avesse avuto un bel libro da annusare! Il suo passo spedito si arrestò quando si ricordò di avere un libro con sé. Nella sua cartella, infatti, c’era la copia della Gerusalemme liberata che doveva restituire all’avvocato Ferro, l’inquilino del primo piano. Si sedette su una panchina dei giardini Lamarmora, prese il volume in pelle dalla cartella e se lo poggiò sulle gambe. Il testo era intervallato da antiquate illustrazioni in bianco e nero, che poco attraevano la sua giovane fantasia. La ragazza cercò di mettere insieme alcune sillabe, ma il carattere in stile antico delle lettere rendeva la loro decodifica ancora più complicata di quanto non lo fosse di consueto. Guardò a destra e sinistra, in quel momento non c’era nessuno, salvo una coppietta ai margini del giardino; avendo quei due di meglio da fare che osservarla, senza esitare sollevò il pesante libro sui palmi delle mani e se lo portò all’altezza del viso. Per un istante le parve che non stesse accadendo nulla, la qual cosa la rattristò e la rincuorò allo stesso tempo, poi percepì un odore acre, sgradevole, un lezzo che aveva già sentito, ma non ricordava dove. La macelleria del signor Bosco! Il libro odorava di sangue e risuonava dello sferragliare di spade e armature. Un intenso e inebriante profumo di gelsomino annunciò una donna, una bellissima creatura in abiti orientali. Adelina inspirò profondamente, una lieve fitta alla testa per un attimo dissolse ogni forma, poi le immagini riaffiorarono e poté di nuovo vedere la dama orientale che sprigionava un’insolita fragranza, un misto di perfidia, seduzione e inganno. Turbata, allontanò da sé il volume, ma non riuscì a resistere e vi ricacciò il naso. Ora percepiva la presenza di due splendidi guerrieri che odoravano di fede, obbedienza e amore. Se Adelina aveva sperimentato la fede e l’obbedienza, certo non poteva dire lo stesso dell’amore, eppure il suo olfatto era in grado di decifrarne l’essenza e di coglierne le più minute sfumature. Il cavaliere più alto era innamorato di una bella principessa pagana, mentre il cavaliere più basso… Adelina inspirò incredula, il guerriero bassetto era innamorato dell’altro cavaliere! Che razza di libri leggeva l’avvocato Ferro? A vederlo sembrava una persona tanto pia! Poi, una folata di rose selvatiche sciolse ogni sospetto: l’armatura del piccolo guerriero nascondeva una donna, una bellissima fanciulla che emanava l’aspro aroma dell’amore non corrisposto. Adelina seguiva l’appassionante vicenda tremando per l’emozione e la paura, sino a quando il rintocco di un campanile la ridestò. Erano le otto! La ragazza si scrollò di dosso tensioni e timori, ciò che ora la terrorizzava ben più delle danze sui campi di battaglia era la reazione che avrebbe avuto la zia nel vederla rincasare dopo il coprifuoco. (…)

(Riproduzione riservata)

© Fazi editore

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La scheda del libro

L' annusatrice di libri - Desy Icardi - copertinaSe si potesse leggere con l’olfatto, quale sarebbe l’odore dei libri?

Torino, 1957. Adelina ha quattordici anni e vive con la zia Amalia, una ricca vedova, parsimoniosa fino all’eccesso, che le dedica distratte attenzioni. Tra i banchi di scuola, la ragazza viene trattata come lo zimbello della classe: alla sua età, infatti, non è in grado di ricordare le lezioni e ha difficoltà a leggere. Il reverendo Kelley, suo severo professore, decide allora di affiancarle nello studio la brillante compagna Luisella. Se Adelina comincerà ad andare meglio a scuola, però, non sarà merito dell’aiuto dell’amica ma di un dono straordinario di cui sembra essere dotata: la capacità di leggere con l’olfatto. Questo talento, che la ragazza sperimenta tra le pagine di polverosi volumi di biblioteca, rappresenta tuttavia anche una minaccia: il padre di Luisella, un affascinante notaio implicato in traffici non sempre chiari, tenterà di servirsi di lei per decifrare il celebre manoscritto Voynich, “il codice più misterioso al mondo”, scritto in una lingua incomprensibile e mai decifrato. Se l’avidità del notaio rischierà di mettere a repentaglio la vita di Adelina, l’esperienza vissuta le lascerà il piacere insaziabile per i libri e la lettura.
In un appassionante gioco di rimandi letterari, il romanzo di Desy Icardi racconta dell’amore per i libri attraverso la storia di una lettrice speciale. Intrecciando le vicende della zia Amalia, tra modisterie e palchi del varietà negli anni Trenta, a quelle di Adelina, che arriveranno a sfiorare il mondo dei segreti alchemici, L’annusatrice di libri ci consegna una commedia avvincente e paradigmatica sul valore dei libri sviluppata con briosa ironia e grande garbo.

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© Letteratitudine

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