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PASSEPARTOUT 2016

maggio 30, 2016

PASSEPARTOUT 2016: IL  CONSENSO, LA MENZOGNA E LA GUERRA – Asti dal 4 al 12 giugno

Passepartout festival 2016

“Nessuno è in grado di governare un altro senza il suo consenso”. (Abraham Lincoln)

Il festival Passepartout giunge alla tredicesima edizione e si terrà ad Asti dal 4 al 12 giugno.  Ogni anno la rassegna mette a confronto l’anno in corso con uno della storia nel quale, come in uno specchio, si riconoscano, a vari livelli, analogie utili a capire il presente e a intuire il futuro, con l’aiuto dei maggiori storici, giornalisti e scrittori. Per questa edizione l’anno oggetto di riflessione sarà il 1936. Da qui il titolo “1936-2016: il consenso, la menzogna e la guerra”.

La sfida è riflettere e fare luce sui complessi rapporti tra informazione e potere, tra mezzi di comunicazione e acquisizione del consenso, a partire da guerre apparentemente lontane (ma quanto mai vive nell’immaginario collettivo) per giungere ai tanti conflitti che assillano il nostro presente. Passepartout affronta queste tematiche ospitando lo scrittore e filosofo di fama internazionale Fernando Savater, Luciano Violante, protagonista della scena politica, nomi di punta del giornalismo italiano come Maurizio Molinari, Paolo Flores D’Arcais, Ferruccio De Bortoli, Sergio Romano, Bernardo Valli, Angelo Del Boca, Stefano Bartezzaghi, Giorgio Simonelli, Francesca Paci e Darwin Pastorin, i rappresentanti del mondo accademico Vito Mancuso, Walter Barberis, Luigi Bonanate e Lucio Caracciolo, il campione olimpico Livio Berruti, l’esperto di web marketing Franz Russo, per arrivare al maestro del cinema Marco Bellocchio. E sarà proprio il cinema la grande novità dell’edizione 2016 di Passepartout, con la proiezione ogni sera, al termine degli incontri, di un film per approfondire i temi trattati, in collaborazione con il Circolo Cinematografico Sciarada.

Altra novità di questa edizione sono i quattro appuntamenti pomeridiani con altrettanti studiosi:   la filosofa Tiziana Andina, gli storici dell’età contemporanea Mauro Forno e Mario Renosio, e lo scenografo e pittore Ottavio Coffano declineranno il tema del festival nei rispettivi ambiti di studio.

Passepartout è organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti  con l’appoggio della Città di Asti e della Regione Piemonte. Il direttore scientifico è Alberto Sinigaglia.

 

Con la conquista dell’Etiopia nel 1936 il regime fascista raggiunge l’apice del consenso popolare. Perfino nell’ambiente dei fuoriusciti, intellettuali e politici, in molti plaudono all’impresa di Mussolini. Un uso accorto di stampa, radio e cinema a fini propagandistici, con il controllo politico su tutti i mezzi di comunicazione, porta a compimento il processo di “omologazione” del paese, con lo scopo di orientare l’opinione pubblica, esaltando la missione nazionale. Il 1936 è l’anno della guerra di Spagna, della morte di Garcia Lorca, delle alleanze di Francisco Franco con fascisti e nazisti, che porteranno al bombardamento tedesco di Guernica e al capolavoro di Pablo Picasso. Nello stesso anno le Olimpiadi di Berlino segnano l’apoteosi della grande macchina propagandistica messa in funzione dal regime nazionalsocialista: con la geniale propaganda fotografica e cinematografica di Leni Riefenstahl, un evento sportivo si trasforma in uno strumento di battaglia ideologica. Il 1936 è anche  l’anno del Fronte popolare a Parigi e delle prime purghe staliniane in Unione Sovietica. Nel 1936  escono “Via col vento”di Margaret Mitchell, uno dei romanzi più famosi della letteratura mondiale, e “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, pietra miliare della storia del cinema.

Uno scenario di guerre locali prelude allo scoppio del grande conflitto mondiale: non sono poche le analogie con le guerre “molecolari” del nostro presente, raccontate con gli stessi mezzi di comunicazione di allora e amplificate da nuovi media, dalla televisione ai social network, che sembrano aver realizzato il mito e l’incubo della connessione globale e costante.

Ai notiziari dell’Istituto Luce si sostituiscono metodi di diffusione di notizie  alla velocità della luce (letteralmente), capaci di raggiungerci ovunque, con i “tweet” a sostituirsi ai comizi e un’abbondanza di filmati e foto a portata di click a contribuire non solo all’informazione ma spesso, purtroppo, anche alla disinformazione.

Il fatto che un candidato alla presidenza degli Stati Uniti poche settimana fa durante un comizio abbia citato Mussolini  (scatenando fotomontaggi e caricature con l’elmo del duce che hanno fatto il giro del mondo) è una prova clamorosa delle affinità tra epoche apparentemente tanto diverse. Il populismo, la ricerca del consenso e le scelte politiche fatte dai singoli stati per interessi interni, o personali ed elettorali, stanno allontanando l’Europa dalla sua idea fondativa.  Mentre la guerra, che speravamo essere solo un ricordo, è una realtà fatta di molte guerre combattute sui campi di battaglia, oltre che di guerre che con, metodi diversi, colpiscono il cuore delle nostre città.

 

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PROGRAMMA

 

Passepartout ha abbandonato da tempo l’abusato modello talk show a vantaggio della lectio magistralis, invitando ospiti di alto profilo a parlare su un tema specifico in incontri serali o pomeridiani. Passepartout si sforza in questo modo di trovare una strada nuova, alternativa ai dibattiti e tuttavia coinvolgente, per permettere un maggiore approfondimento dei temi affrontati.

 

 

Sabato 4 giugno

 

Ore 18 Inaugurazione mostra Alberto Toscano (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri, corso Alfieri)

 

Passepartout ospita una prestigiosa mostra di giornali del 1936, italiani, francesi e spagnoli, dalla collezione di Alberto Toscano: giornalista e saggista, nella sua lunga carriera ha collaborato con numerose testate come La Gazzetta del Popolo, Paese Sera, L’Indipendente, L’Unità e ItaliaOggi. Dal 1994 è stato corrispondente da Parigi per vari media. È stato insignito nel 2004 dal presidente Jacques Chirac del titolo di cavaliere dell’Ordine nazionale del merito della Repubblica francese e nel 2013 dal presidente Giorgio Napolitano del titolo di cavaliere dell’Ordine del merito della Repubblica italiana. È collezionista di giornali antichi francesi e italiani, che sono stati in parte donati al Musée des Invalides di Parigi. La sua mostra “Francia-Italia: i giornali della Grande Guerra”, inserita nelle celebrazioni del centenario  della Prima Guerra Mondiale, ha fatto tappa ad Asti durante la scorsa edizione di Passepartout. È attualmente presidente del Club della stampa europea di Parigi.

 

Ore 21 Luciano Violante: La menzogna, il consenso, la guerra (cortile della Biblioteca Astense, via Goltieri 3 a)

 

Docente e politico, Luciano Violante in Parlamento ha fatto parte della commissione d’inchiesta sul caso Moro e, in seguito, è stato presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 1992 al 1994. Durante la sua Presidenza alla Camera dei deputati, dal 1996 al 2001, è stata introdotta una delle più importanti revisioni del Regolamento della Camera degli ultimi decenni, quella approvata dall’Assemblea nel 1998.

Oltre a proseguire la carriera politica, è stato professore ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università di Camerino ed editorialista del quotidiano “Il Riformista”. Ha pubblicato oltre trenta libri.

 

 

Domenica 5 giugno

 

Ore 18 Maurizio Molinari e Ferruccio De Bortoli: Terrorismo e migrazioni, la storia accelera nel Mediterraneo (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Giornalista e scrittore, dal gennaio del 2016 Maurizio Molinari è direttore del quotidiano La Stampa, con il quale collabora dal 1997: dopo aver lavorato alla redazione romana, è stato  corrispondente prima da New York e poi da Bruxelles e Gerusalemme. Ha collaborato anche con altre testate, anche televisive, e tra i numerosi libri da lui scritti spiccano “Il califfato del terrore” del 2015, definito da Roberto Saviano come “il libro che tutti dovremmo leggere”, e “Jihad. Guerra all’Occidente”.

 

Ferruccio De Bortoli è stato per due volte direttore del Corriere della Sera, con il quale attualmente collabora come editorialista, e anche direttore del Sole 24 Ore. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, vola New York per chiedere ad Oriana Fallaci di tornare a scrivere articoli dopo un silenzio durato undici anni: il 29 settembre sul Corriere uscirà l’articolo “La rabbia e l’orgoglio”, al quale seguirà l’omonimo libro della giornalista e scrittrice. Dal 2015 è Presidente dell’Associazione Vidas di Milano e presidente della casa editrice Longanesi.

 

Ore 21 Marco Bellocchio e Fulvia Caprara: Vincere! (cortile Biblioteca Astense)

 

Regista cinematografico pluripremiato, Marco Bellocchio nel 1967 si è aggiudicato il Leone d’argento per la regia alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per il film “La Cina è vicina”. Nel 1991 ha vinto l’Orso d’argento, gran premio della giuria al Festival internazionale del cinema di Berlino, per il film “La condanna”.

Nel 1999 è stato insignito con un premio d’onore per il contributo al cinema al Festival cinematografico internazionale di Mosca, nel 2011 gli è stato conferito il Leone d’oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

 

A coordinare l’incontro Fulvia Caprara, giornalista professionista presso il quotidiano La Stampa dove si occupa principalmente di cinema, ma anche di libri, cultura e televisione.

Ha collaborato al magazine della Stampa, Specchio. Ha fatto parte , dal 2004, per quattro edizioni, del comitato di selezione della Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia diretta da Marco Muller.  Ha scritto saggi per l’Almanacco Guanda su fenomeni cinematografici e televisivi. È vicepresidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani, che si occupa, tra le altre, numerose attività, di assegnare i Nastri d’Argento al cinema italiano.

 

 

Lunedì 6 giugno

 

Ore 18 Tiziana Andina: Esiste ancora l’aura nell’arte? (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Filosofa e accademica, Tiziana Andina insegna filosofia teoretica all’Università di Torino. Interessata ai problemi posti dall’ontologia delle opere arte, studia la filosofia del critico d’arte americano Arthur Danto, a cui dedica una monografia edita in italiano e in inglese. È co-direttrice della rivista “Brill Perspectives in Art and Law” e della collana “Analytic Aesthetics and Contemporary Art”. Collabora con il magazine d’arte “Artribune” e con il magazine d’arte newyorkese “The Brooklyn Rail”.

 

 

Ore 21 Lucio Caracciolo: Siamo in guerra? (cortile Biblioteca Astense)

 

Laureato in filosofia all’Università La Sapienza di Roma, Lucio Caracciolo dirige la rivista italiana di geopolitica Limes, che ha fondato nel 1993, e la Eurasian Review of Geopolitics Heartland, nata nel 2000. È considerato uno dei massimi esperti italiani di geopolitica. È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA. Come docente ha insegnato Geografia politica ed economica all’Università degli studi Roma Tre, ed ha tenuto in varie istituzioni seminari e master in geopolitica.

 

 

Martedì 7 giugno

 

Ore 18 Mauro Forno: Le “guerre” dei Cattolici (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Mauro Forno insegna Storia del giornalismo e della comunicazione politica e Storia dei media e del giornalismo nell’Università di Torino. Ha dedicato molte sue ricerche alla storia del fascismo, del movimento cattolico e del giornalismo dell’Ottocento e del Novecento. Tra le sue più recenti pubblicazioni: “1945. L’Italia tra fascismo e democrazia”, “A duello con la politica”, “Tra Africa e Occidente”. È stato nominato da pochi mesi presidente dell’Israt.

 

Ore 21 Darwin Pastorin, Livio Berruti, Giorgio Simonelli: Sport e menzogna da Berlino a oggi (cortile Biblioteca Astense)

 

Editorialista e giornalista per numerosi settimanali e mensili, Darwin Pastorin dal 2006 è direttore della testata LA7 Sport. Dal 2009, ricopre il ruolo di direttore responsabile dell’emittente piemontese Quartarete e dal 2012 è direttore responsabile del canale tematico Juventus Channel della piattaforma satellitare Sky.

 

Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri piani alle XVII Olimpiadi di Roma 1960, fu soprannominato “l’angelo” per la leggerezza della falcata, e continua a essere un modello di tecnica di corsa veloce. Il 26 febbraio 2006 è stato portatore della bandiera olimpica nel corso della cerimonia di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, tenutisi a Torino.

 

Giorgio Simonelli insegna Storia della radio e della televisione e Giornalismo radiofonico e televisivo all’Università Cattolica di Milano, dove dirige anche il Master in Comunicazione e marketing del cinema. Collabora con riviste e quotidiani, oltre a scrivere libri su eventi televisivi, in particolare quelli sportivi.

 

 

Mercoledì 8 giugno

 

Ore 18 Mario Renosio: “Oggi in Spagna, domani in Italia!”:  piemontesi sui due fronti (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Mario Renosio, direttore dell’Israt, ha pubblicato saggi e articoli e curato percorsi didattici di storia locale sulla società contadina, sulla storia del movimento partigiano, della deportazione, dei partiti politici e dei movimenti sindacali nell’Astigiano, sul terrorismo e sulla lotta armata in Italia. Per l’Israt è autore o coautore di numerosi volumi, oltre che co-curatore dell’allestimento di vari progetti museali.

 

 

Ore 21 Angelo Del Boca, Bernardo Valli, Francesca Paci: Medio Oriente, i confini ridisegnati (cortile Biblioteca Astense)

 

Scrittore, giornalista e storico, Angelo Del Boca fu il primo studioso italiano a denunciare le atrocità compiute dalle truppe italiane in Libia e in Etiopia, anche ricorrendo a bombardamenti aerei su centri abitati e talora persino all’impiego di armi chimiche oppure alla creazione di campi di concentramento o ricorrendo alle deportazioni. Per le sue denunce è stato per anni contestato dalla stampa conservatrice e dalle associazioni di reduci e di profughi dall’Africa. Vive a Torino e dirige la rivista di storia contemporanea “I sentieri della ricerca”.

 

Giornalista e scrittore, Bernardo Valli ha collaborato con il Giorno e il Corriere della Sera come corrispondente estero, raccontando eventi storici come la guerra del Vietnam e la rivoluzione Komehinista in Iran. In seguito ha ricoperto il ruolo redattore capo della sede francese di Repubblica ed è stato inviato speciale per La Stampa. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Saint Vincent per il giornalismo per aver dato lustro alla categoria. Il suo ultimo libro, “La verità del momento”, edito nel 2014 da Mondadori, raccoglie una vasta scelta di articoli e reportages nell’arco di quasi sessant’anni e apparsi sui principali quotidiani, preceduti da una serie di riflessioni sui radicali cambiamenti che hanno investito la professione del reporter, e, in particolare, del corrispondente di guerra.

 

Francesca Paci è corrispondente del quotidiano La Stampa a Londra. Tra i maggiori esperti sul Medio Oriente, ha vinto prestigiosi premi giornalistici e ha scritto due libri sull’islam italiano, “L’Islam sotto casa” e “Islam e violenza”, oltre a collaborare con la “think tank” italiana indipendente Vision.

 

 

Giovedì 9 giugno

 

Ore 18 Ottavio Coffano: Il grido di Guernica (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Nato ad Asti nel 1943, Ottavio Coffano  svolge attività di scenografo e pittore in Italia e all’estero. Ha insegnato scenografia all’Accademia di Brera, all’Accademia Albertina di Torino e all’Università Complutense di Madrid. Negli ultimi anni a Torino ha insegnato letteratura e filosofia del teatro. Collabora come scenografo con la casa di produzione cinematografica Siècle di Parigi.

 

Ore 21 Vito Mancuso: Dittatura politica e dittatura spirituale (cortile Biblioteca Astense)

 

Vito Mancuso, teologo, è stato docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011, e tra il 2013 e il 2014 è stato docente di Storia delle dottrine Teologiche presso l’Università degli Studi di Padova. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico, vendendo oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue. Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico.

 

 

 

Venerdì 10 giugno

 

Ore 18 Franz Russo: La ricerca del consenso sui social media (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Esperto di web marketing e comunicazione, Franz Russo cura il blog InTime, considerato uno dei siti indispensabili per essere sempre aggiornati sull’evoluzione di internet e dei nuovi media, a partire dai social network e dal ruolo primario che ormai rivestono nella società.

 

Ore 21 Fernando Savater: L’eterno ritorno della Guerra Civile (cortile Biblioteca Astense)

 

Filosofo e scrittore, Fernando Savater è uno dei più noti intellettuali spagnoli di oggi, dal pensiero libertario e anticonformista. È stato docente di Filosofia per più di trent’anni nei Paesi Baschi e presso l’Universidad Complutense di Madrid. Il suo libro “Etica per un figlio” (“Ética para Amador”) lo ha reso celebre in tutto il mondo. Ha scritto oltre cinquanta opere, dai saggi politici a quelli letterari e filosofici, passando per la narrativa e il teatro.

 

 

Sabato 11 giugno

 

Ore 18 Stefano Bartezzaghi: Buon senso, non senso, consenso e “Mi consenta!” (cortile Biblioteca Astense)

 

Scrittore e giornalista, Stefano Bartezzaghi dal 1987 cura rubriche sui giochi, sui libri, sul linguaggio: collabora con il quotidiano La Repubblica per la rubrica “Lessico e Nuvole”. Dal 2010 è docente allo IULM – Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, dove insegna Teorie della creatività e Semiotica, oltre a dirigere il Master in Giornalismo. È presente anche su Rai Radio 2, Rai Radio 3 e R101 dove, nella trasmissione “Stile Libero”,  cura la rubrica “Parole Parole” dove si occupa di far tornare in corso i termini dimenticati dalla lingua italiana.

 

Ore 21 Walter Barberis: Le menzogne del testimone. Emozione e ragione (cortile Biblioteca Astense)

 

Professore ordinario di Storia moderna e presidente della casa editrice Einaudi, Walter Barberis è titolare della cattedra di Metodologia della ricerca storica presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.  Entrato nella redazione della casa editrice Einaudi nel 1975, ha avuto successivamente la responsabilità degli studi di storia, quindi delle “Grandi Opere” e infine dell’intera “Saggistica”. Dal 1997 al 2012 ha ricoperto la carica di Segretario generale; è stato nominato Vice Presidente nel 2012 e Presidente nel 2014. Collabora con il quotidiano La Stampa.

 

 

Domenica 12 giugno

 

Ore 11 Sergio Romano: Gli equivoci delle guerre umanitarie. Dalla guerra fredda all’era di Bush e Obama (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Graditissimo ospite fisso di Passepartout, Sergio Romano è storico, scrittore, giornalista e diplomatico. Entrato alla Farnesina nel 1954, dopo quattro anni trascorsi a Roma viene assegnato all’ambasciata d’Italia a Londra. Dal 1968 al 1977 è primo consigliere a Parigi e in Francia. Dopo essere rientrato al ministero degli Esteri come direttore generale delle Relazioni culturali, è nominato ambasciatore presso la NATO dal 1983 al 1985. Conclude la sua carriera diplomatica nel 1989 come ambasciatore a Mosca. Si dedicherà in seguito all’insegnamento e alla scrittura, collaborando con numerose testate. È autorevole editorialista del Corriere della Sera, dove cura la rubrica delle lettere che fu di Indro Montanelli.

 

Ore 18 Luigi Bonanate: Come Dalì, Mirò e Picasso intuirono la guerra (ex sede della biblioteca, Palazzo Alfieri)

 

Luigi Bonanate è professore ordinario di Relazioni internazionali, oltre che socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze e direttore del Centro studi di scienza politica Paolo Farneti. Ha partecipato a convegni internazionali e tenuto conferenze principalmente nel mondo  ispanico.

I suoi scritti sono tradotti in inglese, francese, spagnolo e russo. È editorialista di giornali quotidiani su temi come la politica estera, italiana e americana, sull’Unione Europea, sulla teoria democratica, sul terrorismo e la guerra.

 

Ore 21 Paolo Flores D’Arcais: La democrazia nemica della democrazia (cortile Biblioteca Astense)

 

Filosofo, giornalista e ricercatore universitario italiano, Paolo Flores D’Arcais dal 1986 è direttore della rivista MicroMega. Laureato in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma e attivo in politica sin dalla giovinezza, ha militato nel PCI per quattro anni (1963-67) prima di essere protagonista del Sessantotto romano. Negli anni ha appoggiato e criticato la sinistra italiana, prendendo spesso posizione contro le linee ufficiali di partiti e governi; già promotore dei “girotondi”, è autore di numerosi libri. È stato, fino al 2009, ricercatore universitario di filosofia morale presso all’Università di Roma La Sapienza. Collabora con Il Fatto Quotidiano, El Pais e Gazeta Wyborcza.

 

 

Proiezione di film a tema in collaborazione con il Circolo Cinematografico Sciarada (tutte le sere, al termine degli incontri, nella ex sede della biblioteca a Palazzo Alfieri):

 

Sabato 4 giugno: Tempi moderni di Charlie Chaplin

Domenica 5 giugno: Vincere! di Marco Bellocchio

Lunedì 6 giugno: The atomic cafè di Pierce Rafferty, Kevin Rafferty e Jayne Loader

Martedì 7 giugno: Olimpia di Leni Riefenstahl

Mercoledì 8 giugno: Il figlio dell’altra di Lorrain Lévy

Giovedì 9 giugno: Going clear: Scientology e la prigione della fede di Alex Gibney

Venerdì 10 giugno: Quinto potere di Sidney Lumet

Sabato 11 giugno: Il ponte delle spie di Steven Spielberg

Domenica 12 giugno: No – I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larrain

 

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

Sabato 11 giugno ore 9-13, Aula Magna, Uni-Astiss Polo Universitario Asti Studi Superiori: Workshop “Condividere per comunicare: il ruolo dei social media nell’evoluzione del mestiere di giornalista” con Franz Russo (incontro valido per i crediti formativi degli iscritti all’Ordine dei Giornalisti)

Facebook, Twitter e Instagram sono solo alcuni dei nuovi strumenti di condivisione che sono diventati indispensabili a tutti e che hanno cambiato il modo di comunicare con gli altri. È inutile negare che i social media hanno ormai un ruolo chiave anche nel modo di fare giornalismo, affermandosi come strumenti con uno straordinario potenziale, ma, se non se ne conoscono la grammatica e le modalità d’uso, questo potenziale può rivelarsi quasi distruttivo. All’indomani del debutto degli Instant Articles su Facebook, nuovo capitolo di una rivoluzione che non conosce sosta, Franz Russo, blogger ed esperto di web marketing, ci accompagnerà nel mondo dei social media, per capire il presente della comunicazione e non temerne il futuro.

 

ANTEPRIMA PASSEPARTOUT

Venerdì 3 giugno ore 21 ex sede della Biblioteca, Palazzo Alfieri

Rivoluzionarie – Fotografia e militanza politica in Gerda Taro, Tina Modotti, Leni Riefenstahl.

A cura di Franco Rabino

Il 1936 è un anno emblematico nella vita e nell’attività di Gerda Taro, Tina Modotti e Leni Riefensthal. Gerda Taro è da subito sul fronte della Guerra civile spagnola, Tina Modotti, non senza inquietudini personali, è tornata dal Messico in Europa al fianco di Vittorio Vidali, Leni Riefenstahl organizza e pianifica le riprese delle olimpiadi in Germania.

Tre personalità impegnate artisticamente e in prima persona su fronti opposti e contrapposti, all’interno di una lotta politica senza quartiere che sarà il prologo della seconda guerra mondiale. Libertaria e vicina alle posizioni degli anarco-comunisti spagnoli Gerda Taro, legata già da tempo all’ortodossia staliniana Tina Modotti, impegnata nella costruzione della visione estetica del nazionalsocialismo Leni Riefenstahl. Sarebbe tuttavia quanto mai riduttivo tracciare i loro percorsi artistici utilizzando solo la chiave di lettura della propaganda politica perché la qualità del loro lavoro influenzerà le generazioni successive ed è, ancora oggi, fonte di ricerche e dibattiti. Nei loro lavori si riverberano le tensioni e le pulsioni che agitano le società al crepuscolo del primo novecento; colgono – in filigrana – illusioni e ingenuità, forza ideale e prospettive errate. Di fronte alla loro indubbia maestria nella capacità di padroneggiare gli strumenti e i mezzi tecnici e di metterli al servizio della trasformazione rivoluzionaria della società, si ripropongono gli interrogativi, sempre aperti, tra lavoro intellettuale e percorso politico, tra arte e rivoluzione, tra ricerca estetica e finalità a cui questa ricerca si assoggetta.

Rivedere e mettere a confronto il loro lavoro, storicizzandone gli aspetti politici e ideali, può aggiungere un tassello alla comprensione di una prospettica storica e artistica di cui tutti noi siamo eredi per interposte immagini.  Le ultime fotografie scattate da Tina Modotti, le immagini dolenti e dolorose degli effetti dei bombardamenti sulle città spagnole riprese da Gerda Taro, le sequenze di Olympia e poi i ritratti fotografici delle popolazioni Nuba della Riefenstahl, non appartengono solo alla storia delle arti visive; agiscono ancora dentro al nostro immaginario. Sono archetipi iconici del novecento. Quel secolo cosi breve che sembra aver bruciato ogni possibile esperienza politica ed artistica e, al contempo, così lungo da essere ancora, costantemente, tra noi.

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