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MEZZA LUCE MEZZO BUIO, QUASI ADULTI di Carlo Bertocchi

gennaio 16, 2020

“Mezza luce mezzo buio, quasi adulti” di Carlo Bertocchi (TerraRossa Edizioni, 2019)

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di Eva Luna Mascolino

«Tutto intorno si mescolavano mezza luce e mezzo buio. Appena sopra l’orizzonte si diffondeva ancora la sfumatura gialla del sole, ma dalla cima degli alberi il blu scuro della sera la inseguiva tra le case». In una sorta di linea d’ombra dall’eco conradiana è ambientato, come già suggerisce il titolo e come poi rivela in maniera più chiara il passaggio appena citato, è ambientato il romanzo Mezza luce mezzo buio, quasi adulti di Carlo Bertocchi, edito da TerraRossa Edizioni nell’ottobre 2019. Il confine a cui si fa riferimento fin dall’apertura è in realtà un fil rouge che attraversa l’intera opera e che ne consente una lettura trasversale affascinante e ricca di spunti.
In primo luogo, infatti, si tratta di una linea di demarcazione tra le torride giornate della campagna romagnola e le fresche sere d’estate che aiutano un omicida albanese a nascondersi dalle forze dell’ordine di un paesino non meglio identificato della regione. In parallelo, però, è anche il simbolo di un momento di transizione tra l’infanzia e l’adolescenza, vissuto con intensità e con un caleidoscopio di sensazioni in contrasto tra loro da parte del protagonista. Il suo nome è Bert, curiosamente coincidente con le prime lettere del cognome dell’autore, e la sua esistenza durante le vacanze scolastiche è scandita dalle partite a biliardo giocate con la sua combriccola al bar della Casa del Popolo e le scorribande in motorino, almeno fino a quando non si rende conto di provare del tenero per una certa Matilda.
Il prima e il dopo, dunque, riguardano anche l’universo interiore del personaggio principale, che con la sfrontatezza e l’ingenuità tipiche della sua età non capisce fino in fondo che magnetismo esercitino su di lui le lentiggini della seconda classificata al concorso Culetto D’oro 1989, né quanto ancora lo disgusti l’idea della saliva di un’altra persona a contatto con la sua, sebbene il rapporto con la sua vicina di culla al momento della nascita diventi sempre più intimo e cruciale man mano che passano i giorni. In un frangente delicato come quello che avrebbe portato di lì a pochi mesi alla caduta del Muro di Berlino, si consuma quindi un dramma privato mentre rischia di verificarsene un altro collettivo.
Bert, d’altronde, non è famoso per la sua prudenza, né per la tendenza a tirarsi indietro quando la sua reputazione rischia di essere messa a repentaglio. Di conseguenza, quando si trova senza volerlo faccia a faccia con il killer in piena notte e lontano dalla polizia, decide di prendere in mano le redini della situazione secondo una logica che è quella autentica di un ragazzino degli anni Ottanta, lontana dalle razionali valutazioni di un adulto o dagli schiamazzi di un bambino. La scelta che compie lo porta allora ad affrontarne le conseguenze con un coraggio e un sangue freddo incomprensibili agli occhi di chi non sa rimettersi nei panni dell’adolescente di un tempo, nonché decisive nel dipanarsi della tensione narrativa.
In un intreccio a metà tra il mondo di Ammaniti e quello de Il Giovane Holden, debitore al tempo stesso di McCarthy e de I ragazzi della via Pal, l’esordio letterario dello scrittore romagnolo restituisce così la descrizione di un microcosmo «uscito da un film western» eppure straordinariamente vicino al nostro immaginario collettivo, al cui interno c’è spazio per la sperimentazione linguistica e psicologica, per l’indagine interiore e sociale, per il racconto schietto di un’Italia ancora lontana dalla rivoluzione digitale degli anni Duemila, e contestualmente capace di riportare alla memoria di lettori e lettrici una fase fondamentale dell’esistenza, durante la quale il tempo sembra ancora dalla parte di chi lo sfida e la morte un sostantivo senza troppi risvolti concreti.
Un’opera conturbante e impossibile da etichettare, come spesso lo sono le peripezie narrative di TerraRossa Edizioni, capace di tenere con il fiato sospeso mentre strappa un leggero sorriso, e di mescolare le caratteristiche del noir con quelle di un fiabesco romanzo di formazione, in un’ambientazione che – se non fosse per certi realia facilmente identificabili – potrebbe benissimo assomigliare allo Stephen King di certi racconti brevi.

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Mezza luce mezzo buio, quasi adulti - Carlo Bertocchi - copertinaLa scheda del libro: Mezza luce mezzo buio, quasi adulti” di Carlo Bertocchi (TerraRossa Edizioni)

Bert e la sua banda vivono la loro ultima estate prima delle superiori con l’adrenalina di sapere che nei campi delle loro scorribande c’è un assassino, con l’eccitazione di qualcosa che sta per finire e altro che deve iniziare. Intanto però c’è da fare i conti con Billy e i suoi scagnozzi e da capire come resistere alle lentiggini di Matilda: sono questi i problemi che assillano il protagonista, per lo meno finché un incontro inatteso e temuto lo costringerà a scelte irragionevoli dalle rischiose conseguenze.

 

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