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BROKEN di Don Winslow (recensione)

luglio 29, 2020

“Broken” di Don Winslow (Harper Collins Italia – traduzione di Giuseppe Costigliola e Alfredo Colitto)

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di Erika Di Giorgio

Don Winslow è un maestro del noir e della narrativa crime (nel 2012 ha ricevuto il prestigioso Raymond Chandler Award, premio letterario dedicato alla scrittura noir che ogni anno laurea un maestro del genere). La sua abilità narrativa trova senz’altro giovamento dal fatto di esser stato, tra le altre cose, anche un investigatore privato. In effetti Don Winslow nella sua vita ha fatto tante cose: il regista, l’attore, la guida nei safari e – ovviamente – il romanziere (ma è stato anche allevatore, surfista, escursionista… ed è un grande appassionato di jazz oltre a essere un giornalista che ha studiato le complessità del commercio di droga messicano).
Grazie a Harper Collins Italia (per la traduzione di Giuseppe Costigliola e Alfredo Colitto) abbiamo la possibilità di leggere le storie contenute in “Broken“.
Stiamo parlando di sei romanzi brevi tutti dotati di una buona dose di forza adrenalinica e capaci, come si usa dire (ma in questo caso è proprio vero), di incollare il lettore alla pagina.
I titoli dei sei romanzi brevi sono i seguenti: “Broken”, ” Rapina sulla 101″ (dedicato a Steve McQueen), “Lo zoo di San Diego” (scritto in omaggio a Elmore Leonard), “Sunset”, “Paradise” e ” L’ultima cavalcata”.

Broken” è ambientato dalle parti di New Orleans. Una storia incentrata sul traffico di droga e su una barca che trasporta metanfetamina. Conosciamo una famiglia di poliziotti: i fratelli McNabb, Danny e Jimmy, e la loro madre, Eva.
Eva McNabb, all’interno del corpo di polizia, fa la centralinista. Un giorno risponde a una chiamata e deve fare i conti con una realtà terribile. Un agente è stato ammazzato da una banda di spacciatori di droga. Quell’agente è suo stesso figlio, Danny. A quel punto è lei a fare una telefonata. Chiama l’altro figlio, Jimmy, e lo incita a vendicare il fratello. “Broken”, che in italiano significa “Rotto”, indica – nella fattispecie – la condizione che subentra (qualcosa che, appunto, si rompe) a causa della sofferenza derivante da terribili esperienze vissute. Mentre il poliziotto vendicatore diventa il mostro che sta cacciando, la storia si trasforma in qualcosa di selvaggio, terribile, ma anche di assolutamente credibile.

“Rapina sulla 101” è una narrazione incentrata su una serie di furti di gioielli sulla Highway 101 e potremmo considerarla come la godibile storia della fine di una carriera criminale altamente intelligente, con alcuni arcani legami con McQueen. In pratica ci troviamo sulla Pacific Coast Highway, lo stradone che abbraccia l’oceano sul versante californiano. Mr. Davis (appassionato di Steve McQueen, al punto da vestirsi come lui) ha messo in atto una serie di rapine in varie gioiellerie (ben undici in quattro anni). Si tratta di casi irrisolti. Il ladro fa moltissima attenzione a non lasciare tracce, attenendosi a un codice di comportamento impeccabile.  Tuttavia si troverà a dover fare i conti con l’istinto del detective Lou Lubesnick (convinto che le rapine abbiano uno schema e siano inventate da un’unica intelligenza).

In “Lo zoo di San Diego” facciamo la conoscenza del poliziotto Chris Shea, il quale deve risolvere uno strano caso: uno scimpanzé è fuggito da uno zoo e circola armato di pistola. Solo se riuscirà a chiudere il caso in maniera positiva, potrà salvare la sua reputazione. Una storia grottesca e divertente dove, tra le altre cose, farà la sua comparsa anche Lou Lubesnick (il protagonista di Rapina sulla 101).

in “Sunset” troviamo Terry Maddux, leggenda del surf e criminale incallito. Il tipo in questione non si presenta all’udienza fissata dal giudice e fa perdere le proprie tracce. Il re dei garanti per le cauzioni di San Diego, Duke Kasmajian, decide che per catturare un surfista ci vuole un altro asso del surf. E così ingaggia l’investigatore privato Boone Daniels.

Le ultime due storie, “Paradise” e “L’ultima cavalcata“, riportano il libro su un terreno più violento e attuale: la guerra alla droga americana e le storie disumane che hanno per oggetto la famiglie in fuga al confine messicano/americano.

Sono storie tutte caratterizzate dal grande orecchio di Winslow per i dialoghi e dal sentimento per il luogo, in particolare San Diego, che diventa simbolo ricorrente di uno stile di vita evanescente, un paradiso che si sta gradualmente trasformando (e non in maniera positiva).
È interessante notare che questo libro esce (contemporaneamente anche in America) nel corso della pandemia da Covid-19. In tal senso Don Winslow ha dichiarato di stare bene. Lo scrittore vive con sua moglie in una specie di luogo di campagna a nord-est di San Diego, in un vecchio ranch. Lì, in fondo, sembra che sia tutto uguale.
È in questo luogo che sono state concepite le avvincenti storie di “Broken.

 

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