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CITTÀ IN FIAMME di Don Winslow (HarperCollins Italia) – recensione

giugno 3, 2022

Città in fiamme“Città in fiamme” di Don Winslow (HarperCollins Italia – traduzione di Alfredo Colitto)

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di Filippo Triolo

C’è una città in fiamme devastata da una guerra, c’è la fuga, la salvezza ad ogni costo, c’è una scia di sangue che fa paura, ci sono gli (anti)eroi, gli sconfitti come in ogni guerra che si rispetti. C’è un figlio in viaggio con un bambino ed un padre anziano al seguito; è l’Enea contemporaneo Danny Ryan, protagonista indiscusso di questo romanzo e (speriamo) dell’intera trilogia. Ma prima di tutto c’è lei, Pam, una donna che sembra “una visione che emerge dai sogni del mare” una donna che “porterà guai. Le donne così belle di solito li portano”. Ecco che la causa degli scontri è donna, come la tradizione epica ci ha insegnato, ecco che Pam, la fidanzata di Paulie Moretti, è la nuova Elena di Troia. Il quartiere di Providence è la nuova città di Troia.
Ed è una Troia che brucia dal caldo e dal dolore di una guerra che si poteva evitare, una città che puzza del nauseante odore del sangue versato, puzza di polvere da sparo, di corpi dilaniati, di esplosivo, puzza di eroina e affari. Puzza di Mafia.
Ambientato nei nostri giorni, il New England è conteso da due famiglie criminali, gli italiani Moretti e gli irlandesi Murphy che entreranno presto in una guerra che si prefigura come un’Iliade contemporanea.
Don Winslow, maestro indiscusso del crime, ci consegna il primo capitolo di una trilogia – Città in fiamme, Città di sogni, Città in cenere – che siamo sicuri essere tra i migliori prodotti di Winslow, autore che già abbiamo amato ne Il cartello e Il potere del cane. L’autore diventa il cantore dell’epica tragica di un’America moderna che deve fare i conti col narcotraffico, cantore di quel sogno americano, ormai spezzato e macchiato dal sangue dei morti e dal bianco della cocaina.
Don Winslow scrive un romanzo ad orologeria, potente come pochi, un concentrato di rabbia che vale davvero la pena leggere. Capitoli strutturati come il più sofisticato degli ordigni che quando esplode lascia solo macerie intorno. Ed esplosive sono le pagine di “Città in fiamme”, fanno male, tanta è la sofferenza che raccontano, tanta è la tragedia umana e di un Paese che ci consegnano.
Lo scrittore, che con un “requiescant in pace” dedica il romanzo alle vittime della pandemia, inserisce in esergo ad ognuna delle tre parti versi ora dell’Eneide, ora dell’Iliade e non potrebbe essere diversamente dal momento che questo primo capitolo della trilogia è debitore ai due classici, un romanzo epico 2.0 che si muove sulla scia dell’Eneide virgiliana, dell’Iliade di Omero o de Il Padrino di Puzo con le atmosfere cinematografiche dei migliori film gangster di Scorsese. Un romanzo dunque colto, prezioso, dagli innumerevoli riferimenti letterari e non solo, un romanzo da leggere affidandosi al ritmo concitato della narrazione.
Danny Ryan, il protagonista antieroe, il novello Enea che si è trovato suo malgrado al centro di una guerra criminale, che si è dovuto ingegnare per resistere, che ha perso pagando un prezzo altissimo sul piano degli affetti, delle vite umane a lui vicine, che è rimasto solo col figlio e con l’anziano padre, lo troviamo nelle ultime pagine in fuga per diventare un uomo nuovo o un nuovo padrino, chissà, dire “se vuoi costruirti una nuova vita, una vita pulita, non puoi farlo sulla base di un peccato.” E noi lo aspettiamo con ansia, non vediamo l’ora di leggere il racconto della sua nuova vita consapevoli però che non si finisce mai di pagare per i propri peccati.

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Città in fiamme - Don Winslow - copertinaLa scheda del libro: “Città in fiamme” di Don Winslow (HarperCollins Italia – traduzione di Alfredo Colitto)

Due imperi criminali si spartiscono il controllo del New England. Finché una bellissima Elena di Troia dei giorni nostri non si mette in mezzo tra irlandesi e italiani, scatenando una guerra che li spingerà a uccidersi a vicenda, distruggerà un’alleanza e metterà a ferro e fuoco un’intera città. Se potesse scegliere, Danny Ryan vorrebbe una vita senza crimine e un posto al sole tutto per sé. Ma quando quel sanguinoso conflitto si inasprisce, mettendo i fratelli l’uno contro l’altro, la conta dei morti sale vertiginosamente e lui si ritrova costretto a mettere da parte i suoi desideri e a prendere una decisione che cambierà per sempre la sua esistenza: per salvare gli amici a cui è legato da sempre e la famiglia che ha giurato di proteggere assume il comando, diventa uno stratega spietato, l’eroe di un gioco insidioso in cui chi vince vive e chi perde muore. E forgerà una dinastia che dalle grigie strade di Providence arriverà fino agli studios di Hollywood e agli scintillanti casinò di Las Vegas. Città in fiamme è un’Iliade moderna, contemporanea, il primo romanzo di una trilogia che abbraccia generazioni e al pari dei classici antichi esplora temi intramontabili come la lealtà, il tradimento, l’onore. Ed è l’ulteriore conferma del genio narrativo di Don Winslow, “uno dei più grandi narratori americani di sempre” (Stephen King).

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Don Winslow - imageDon Winslow, ex investigatore privato, esperto di antiterrorismo e consulente giuridico, è l’autore di ventuno romanzi che sono diventati bestseller mondiali vincendo innumerevoli premi. Tra le sue opere spiccano Corruzione, Il cartello, Il potere del cane, L’inverno di Frankie Machine e Le belve, da cui il premio Oscar Oliver Stone ha tratto l’omonimo film. Dalla trilogia con protagonista Art Keller (Il potere del cane, Il cartello e Il confine) sarà tratta un’importante serie tv che andrà in onda a partire dal 2020. Vive tra la California e il Rhode Island.

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