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VIETATO DIRE NON CE LA FACCIO

ottobre 9, 2016

In occasione della Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down (che ricorre oggi, 9 ottobre) pubblichiamo le prime pagine del volume VIETATO DIRE NON CE LA FACCIO di Nicole Orlando con Alessia Cruciani (Piemme)

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Buon Anno!

Stasera la tavola è meravigliosa. Ci sono i fiori, le candele accese e, soprattutto, le tartine, la pasta al salmone, il brasato. E ben due torte salate, le mie preferite. Che poi a me piace proprio tutto. Soprattutto quando ho fame. E ora ne ho tanta, ecco. Ma ancora non si mangia.
Siamo a Bielmonte, in montagna. Mio nonno ha una piccola casa lì. Fuori fa freddo, c’è un po’ di neve. Mentre dentro per fortuna siamo tutti al caldo. Per “tutti” intendo i miei genitori, Roberta e Giovanni, mio fratello maggiore Michel e la sua fidanzata Giada, che è accompagnata dalla mamma Vera. Mia sorella più piccola, Caroline, è rimasta a Biella con altre ragazze. Ma sono venuti due amici dei miei, Monica e Fabrizio. Stiamo ascoltando in silenzio un signore che parla in Tv. Dice parole difficili, non le capisco molto bene. A dirla tutta mi sto anche annoiando un po’.
Provo ad allungare la mano verso una tartina, ma papà se ne accorge subito. “Ferma Niki!” mi blocca con lo sguardo. Ora la mia speranza è mamma, appena uscita dalla cucina. Cerco la sua attenzione e le parlo come ha fatto papà, con lo sguardo. Mi aiuto con l’indice della mano destra: prima lo punto verso una tartina e poi lo alzo verso l’alto. Significa: “Posso prenderla?
Solo una!”. Lei risponde usando il suo indice. Prima lo fa oscillare un paio di volte da destra a sinistra e poi lo avvicina alla bocca. Significa: “No! E stai in silenzio”.
Ma se non ho parlato!
Anche mia mamma si mette a sentire quel signore in Tv. È seduto su una sedia tutto solo, senza una tavola bella come la nostra. Si vedono dei fiori rossi alle sue spalle, sono Stelle di Natale. Sbuffo. Michel si avvicina, mi accarezza la guancia, impugna il telecomando e cambia programma. Se trova un telefilm che mi piace, magari smetto di pensare alle tartine. Ma che succede? Su tutti i canali c’è sempre quel signore che parla!
– È il discorso del Presidente della Repubblica – spiega mio fratello. – Ogni anno, il 31 dicembre, invia il suo messaggio di auguri a tutti gli italiani. È importante ascoltarlo. Per questo viene trasmesso in diretta su ogni canale. Il nostro Presidente si chiama Sergio Mattarella.
Adesso ho capito qualcosa in più. Se è la persona più importante di tutto il Paese, se è addirittura più importante dell’allenatore dell’Inter, provo ad ascoltarlo anche io.
Sta dicendo: – L’Italia è ricca di persone e di esperienze positive. A tutte loro deve andare il nostro grazie. Sono ben rappresentate da alcune figure emblematiche. Ne cito soltanto tre: Fabiola Gianotti, che domani assumerà la direzione del Cern di Ginevra… –. Papà mi spiega che il Cern è una cosa per supercervelloni. – …Samantha Cristoforetti, che abbiamo seguito con
affetto nello spazio…
–. E papà sussurra che è “Astrosamantha”, la prima donna italiana ad andare nello Spazio.
Poi il Presidente conclude: – …Nicole Orlando, l’atleta paralimpica che ha vinto quattro medaglie d’oro… –.
Ovviamente nessuno mi spiega chi è. Non ce n’è bisogno: Nicole Orlando sono io!
– Nicoleeeeee!!!! – gridano eccitati mamma, papà, Michel, Giada, sua mamma, Monica e Fabrizio. Mi sembrano così agitati! – Niki! Il Presidente ha fatto il tuo nome!
Resto immobile, sono strapreoccupata: – Che ho fatto? – domando con un filo di voce. – Perché quel signore parla di me alla Tv? –. Mi metterei a piangere per l’ansia.
Ma nessuno mi sgrida. Al contrario: tutti ridono increduli.
Sembrano felici e sorpresi, ecco.
Prendono i telefonini: – Adesso arriveranno decine di chiamate e messaggi – avverte mamma. Poi però aggiunge: – Il mio cellulare non ha campo –. Tutti gli altri afferrano i loro e ripetono la stessa cosa.
Per non far capire che penso solo alla cena, controllo pure il mio telefono. Anche se non so come si guarda il campo.
Mi aiuta Michel: – È senza rete anche quello di Niki.
– Allora mettiamoci a tavola – ordina mamma.
Evviva, si mangia! Buon anno, belle tartine!

Della cena non sono rimaste nemmeno le briciole, abbiamo giocato e ballato fino a tardi. Sono passate le tre di notte quando andiamo a dormire. E mi sembrano trascorsi pochi minuti quando – alle 8 del mattino – suonano al campanello di casa. Chi sarà mai a quest’ora del primo gennaio? Ci precipitiamo tutti preoccupati alla porta ancora in pigiama. Si fa avanti papà, apre lui. Sono i vigili.
– Che cosa è successo? – domanda con la voce che trema un po’. Pensa subito a qualcosa di brutto.
– Lei è Giovanni Orlando, il papà di Nicole? – lo interroga severo un tipo con la divisa.
– Sì, sono io.
– È sicuro?
– Certo che sono sicuro! Insomma, perché siete qui?
– Da ieri notte siamo tempestati di telefonate, signor Orlando. I giornalisti di tutta Italia vi stanno cercando, vogliono parlare con Nicole. Ma i vostri telefoni non sono raggiungibili. Non sappiamo più cosa fare. Molti cronisti vi aspettano già a Biella.
Papà ringrazia, chiude la porta. Proprio come ieri sera, si girano tutti verso di me e mi fissano. Sono di nuovo un po’ preoccupata.
– Che ho fatto ancora?
– Si torna a casa – mi risponde mamma con la voce dolce.
Ci mettiamo in macchina per rientrare a Biella. Arriveremo in fretta, Bielmonte è solo a una ventina di chilometri.
Durante il tragitto, i nostri telefoni ritrovano il campo. Si sente in continuazione din, din, din. Sono gli avvisi di tutti i messaggini della sera prima che stanno arrivando solo ora. Un’infinità di messaggini, ecco.
Appena arriviamo, notiamo delle telecamere nella nostra via. Mia sorella scappa subito da un’amica. Vorrei andare con lei. Mi piace stare con Caroline. Ma non posso.
Mamma e papà mi spiegano che tutte queste persone hanno fatto tanti chilometri in un giorno di festa e sono arrivate a Biella per un solo motivo: parlare con me.
Perché io sono campionessa del mondo di atletica. Ma una campionessa un po’ diversa. E questa è la mia storia.

(Riproduzione riservata)

© 2016 – EDIZIONI PIEMME Spa, Milano

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IL LIBRO
Nicole Orlando è nata ventidue anni fa a Biella con un pezzettino in più rispetto agli altri bambini: quel pezzettino è il cromosoma della Sindrome di Down, quello che lei chiama “il cromosoma della felicità”. Sì, perché Nicole è una ragazza tosta (non per niente il suo motto è “Spacca!). Inserita da subito nel mondo dello sport dai suoi genitori, presto è diventata un’atleta a tutto tondo. Tanto che a novembre 2015 è entrata nella leggenda: i suoi 4 ori e 1 argento ai Mondiali per atleti con sindrome di Down in Sudafrica sono stati perfino ricordati dal Presidente
Mattarella nel suo discorso di fine anno. E in attesa di nuovi exploit sportivi, Nicole continua a mettersi alla prova…
ecco perché si è trasformata perfino in ballerina per Milly Carlucci e il suo Ballando con le stelle. In questo libro racconta la sua storia insieme ad Alessia Cruciani, giornalista della “Gazzetta dello Sport” e autrice di Un leone su due ruote.

 

LE AUTRICI
Nicole Orlando è nata a Biella l’8 novembre 1993. Ha iniziato a praticare sport quando aveva appena un anno, tuffandosi in piscina. E proprio dal nuoto sono arrivate le prime medaglie: ha vinto infatti diversi titoli italiani nella categoria riservata agli atleti con sindrome di Down. Ma è con l’atletica che Nicole ha ottenuto le soddisfazioni maggiori: al Mondiale in Sudafrica del 2015 ha conquistato 4 medaglie d’oro e un argento. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha citata nel suo discorso di fine anno come esempio di positività per il nostro Paese. Ha ottenuto grande popolarità partecipando all’ultima edizione di Ballando con le stelle su Rai 1.

Nata a Roma nel 1971, Alessia Cruciani si è laureata in Lettere ed è diventata giornalista. Nel 2003 si è trasferita a Milano per entrare alla “Gazzetta dello Sport” come inviata ai gran premi di Formula 1 e Motomondiale. Oggi lavora a Sport Week.

 

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