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ANGELI E CARNEFICI di Cinzia Tani: incontro con l’autrice

marzo 18, 2021

“Angeli e carnefici. Isadora Duncan e Marie Becker, Hannah Arendt e Ilse Koch. Storie di donne dai destini opposti” di Cinzia Tani (Rizzoli): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Cinzia Tani è giornalista e scrittrice, autrice e conduttrice radiotelevisiva. Nel 2004 è stata nominata dal presidente Ciampi cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Tra i suoi libri: Assassine (Mondadori, 1998), L’insonne (Mondadori, 2005), Sole e ombra (Mondadori, 2007, premio Selezione Campiello), Lo stupore del mondo (Mondadori, 2009), La storia di Tonia (Mondadori, 2014), Donne pericolose (Rizzoli, 2016), Il capolavoro (Mondadori, 2017), Darei la vita (Rizzoli, 2017), Figli del segreto (Mondadori, 2018), Donne di spade (Mondadori, 2019) e Amanti e rivali (Mondadori, 2020).

Il nuovo libro di Cinzia Tani si intitola Angeli e carnefici. Isadora Duncan e Marie Becker, Hannah Arendt e Ilse Koch. Storie di donne dai destini opposti e lo pubblica Rizzoli.

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Angeli e carnefici nasce dall’interesse che ho sempre avuto per il rapporto tra genetica e ambiente», ha detto Cinzia Tani a Letteratitudine.
«Oggi gli studiosi credono a un’interazione dinamica tra il genoma e il nostro ambiente. Le esperienze del quotidiano sarebbero in grado di modellare l’attività dei geni. Ecco l’epigenetica. Da queste curiosità mi è venuta l’idea di continuare il mio percorso nella storia al femminile raccontando la vita di coppie di donne nate lo stesso anno. Donne che hanno percorso strade diverse: quella del bene e quella del male.
E’ stato un lunghissimo lavoro di ricerca. Ho compilato elenchi di donne che si sono realizzate diventando famose in diversi campi: spettacolo, scienza, politica, arte etc. e poi elenchi di assassine ben conosciute (in modo da trovare diverso materiale su di loro). Poi ho cercato di formare le coppie, con il rammarico di dover tralasciare alcune donne eccezionali di cui non trovavo il corrispettivo nell’ambito del crimine.
Alla fine ho trovato undici coppie molto significative sulle quali ho letto decine di testi trovati in varie lingue.
Mi sono soffermata molto sulla loro infanzia, il rapporto con i genitori, la situazione economica della famiglia, le esperienze scolastiche, le prime amicizie e i primi amori. Questo perché sappiamo quanto l’infanzia sia importante per l’evoluzione di una persona.
Questo lavoro mi ha fatto riflettere. Come mai Helen Keller, cieca, muta e sorda, riesce ad affermarsi al punto da scrivere libri, tenere conferenze, lavorare per i disabili, viaggiare in tutto il mondo? C’era qualcosa nel suo dna? Oppure la determinazione della madre, che ha lottato tanto per lei, l’ha spronata a tirare fuori coraggio e volontà? Forse in Louise Peete, per la quale si sono uccisi quattro uomini, e che ha compiuto furti e omicidi ha contato l’educazione dei genitori che le permettevano tutto? Per questo non si fermava davanti ad alcun ostacolo quando desiderava qualcosa? Rosalind Franklin, i cui studi hanno portato alla scoperta della doppia elica del DNA (che non le è stata riconosciuta da Watson e Crick), era così risoluta ad affermarsi come donna nel mondo scientifico forse perché il padre la ostacolava? Perché non permetteva alle donne di lavorare nella sua banca? Martha Wise diventa una criminale perché da piccola era umiliata, definita brutta dai genitori, stupida dalle maestre?
Anche le donne “angeli” non hanno avuto una vita “angelica”. Greta Garbo aveva un carattere impossibile, Billie Holiday faceva uso di alcol e droghe. Ma la prima è stata un’attrice eccezionale e la seconda una grande star nonostante le umiliazioni subite per il colore della pelle.
Molto interessante è anche la coppia formata da Hannah Arendt e Ilse Koch. Nate lo stesso anno in Germania. Hannah, ebrea, è stata perseguitata ed esiliata ma è diventata un’importantissima filosofa; Ilse, contando sulla sua bellezza, affascina gli uomini in divisa e sposa Otto Koch, comandante di Buchenwald, diventando un mostro di crudeltà ed efferatezza».

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Un brano estratto da “Angeli e carnefici. Isadora Duncan e Marie Becker, Hannah Arendt e Ilse Koch. Storie di donne dai destini opposti” di Cinzia Tani (Rizzoli) – pagg. 15-16

Rosa e Bertha

Emarginata a scuola, la prima diventa popolarissima nella lotta contro le ingiustizie sociali. Anche la seconda sembra indispensabile nella comunità in cui vive per le sue cure ai malati che, però, muoiono subito dopo.

Mi chiamo Rosa Luxemburg e sono nata nel 1871 a Zamość, in Polonia. La mia era un’agiata famiglia ebraica e io l’ultima dei quattro figli di un commerciante di legname.
Eccomi, in questa tarda serata del 15 gennaio 1919, indifesa, i capelli bianchi, stanca per le lunghe notti insonni, il corpo affaticato e più vecchio dei miei quarantasette anni. Un soldato dei Freikorps mi spinge ad avanzare nella hall dell’Hotel Eden di Berlino mentre la gente mi insulta. Zoppico, portando la mia piccola valigia. Non ho paura, ma soffro pensando a quanto poco tempo mi resta da vivere e a tutto quello che vorrei ancora imparare. I soldati mi chiamano «puttana», odiano la mia fedeltà alle idee socialiste e soprattutto il mio antimilitarismo.
Mi buttano a terra, mi rialzo. Fuori dall’albergo mi aspetta un’auto per condurmi in carcere. Un soldato mi colpisce alla testa con il calcio di un fucile e mi accascio. Gli altri mi sollevano mentre il sangue mi scorre fino al naso e alla bocca. Entro in macchina e so che non vedrò la fine di questo giorno.

Mi chiamo Bertha Williams e sono nata nel 1871 a Morse Mill, Missouri. I miei genitori erano poveri contadini e dovevano mantenere dieci figli; due sono morti e io sono cresciuta in campagna con sei fratelli e una sorella.
Ero brava a scuola e i compagni mi volevano bene. Ero anche bellissima, con lunghi capelli castani e occhi romantici. Ho avuto due mariti. Il primo l’ho lasciato perché mi tradiva, il secondo mi è ancora vicino, nonostante tutto. Con lui sono andata a vivere in una fattoria vicino Catawissa. Ero molto popolare nella comunità perché, pur non essendo infermiera, molte famiglie mi chiamavano per assistere i loro malati. Ne ho visti morire molti, bambini e adulti, e ho aiutato a organizzare il loro funerale.
Dicono che ho ucciso tante persone, forse diciassette. Mio marito Eugene mi difende, sa che sono innocente, ma temo che la giuria voglia condannarmi.

(Riproduzione riservata)

© Rizzoli

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La scheda del libro: “Angeli e carnefici. Isadora Duncan e Marie Becker, Hannah Arendt e Ilse Koch. Storie di donne dai destini opposti” di Cinzia Tani (Rizzoli)

Undici donne straordinarie e undici spietate assassine. Undici hanno intrapreso la strada del bene e undici quella del male. Apparentemente abitano mondi distanti destinati a non incontrarsi mai, eppure qualcosa lega a due a due queste donne formando coppie unite da un doppio filo.

Che cosa hanno in comune? Lo stesso anno di nascita e forse anche qualche dettaglio in più. Come Tina Modotti e Marie Besnard che hanno avuto entrambe un’infanzia povera, ma sono state molto amate dai genitori: l’una è diventata una fotografa e un’attivista impegnata in politica e l’altra è diventata un’avvelenatrice seriale accusata di parricidio e matricidio. Oppure Hannah Arendt e Ilse Koch, entrambe tedesche: la prima è dovuta fuggire dalla Germania perché ebrea, la seconda è il volto più atroce del nazismo, la sadica aguzzina degli ebrei internati nel campo di concentramento di Buchenwald. La prima è la teorica della banalità del male, la seconda lo incarna.Quanto conta l’infanzia nella storia di una donna che diventa «grande» nel crimine, nell’arte, nell’attività politica o nella scienza? La diversità di educazione, ambiente e incontri condiziona le scelte? Oppure è il Dna che determina inevitabilmente l’esistenza di ciascuno di noi? Oggi le teorie di Cesare Lombroso, il padre dell’antropologia criminale, e della fisiognomica sono ampiamente superate da un approccio interdisciplinare basato sull’interazione tra geni e ambiente. È in questa direzione, infatti, che si muove Cinzia Tani nel ripercorrere le storie di ventidue donne vissute tra Ottocento e Novecento, indagando il modo in cui tutto è cominciato: il tipo di famiglia, il background sociale e culturale, le amicizie, i primi amori. Dettagli poco noti che possono fare una grande differenza nel futuro di una persona e trasformare una donna in un angelo o una carnefice.

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