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LA BOLGIA DELLE ERETICHE di Marinella Fiume (intervista)

marzo 16, 2017

LA BOLGIA DELLE ERETICHE di Marinella Fiume (A&B edizioni) – intervista all’autrice.

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di Massimo Maugeri

Seguo il lavoro di Marinella Fiume da tanti anni. Ne approfitto per ricordare, tra gli altri, i seguenti volumi: Sicilia esoterica“, “Di madre in figlia“, “Aforismi per le donne toste“, “La felicità era, forse, il male minore (scritto a quattro mani con Santino Mirabella), “Celeste Aida“.
In questi giorni, per i tipi di A&B edizioni, è uscito un nuovo libro. Si tratta di un romanzo dal titolo emblematico ed evocativo: “La bolgia delle eretiche“.

Ne discuto con l’autrice…

– Cara Marinella, all’inizio del volume in una brevissima prefazione (ex voto) citi Maria Sofia Messana. Vorrei che ci parlassi di lei e che ci spiegassi cosa c’entra con questo tuo libro…
Maria Sofia Messana era una donna e un’amica meravigliosa e una storica raffinata, studiosa della Santa Inquisizione siculo-spagnola e docente presso l’Università di Palermo. Collaborammo per il mio Dizionario “Siciliane” e mentre scriveva Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1782), la andavo a trovare spesso nella sua villa all’Addaura vicina a quella dove fecero l’attentato a Falcone. Un giorno la vidi stanca e intenta alla correzione delle prime bozze del libro e mi offrii di darle una mano: quattro occhi vedono meglio di due e l’autore spesso non vede i refusi del proprio testo, come capita anche a me. Accettò con gioia. Fu un lavoro lungo e delicato per via della complessità del testo e della lingua dei documenti cinque-settecenteschi, ma per me fonte di grande soddisfazione perché intanto imparavo. Mi fu grata e, vedendomi molto interessata all’argomento, mi fece dono di alcuni verbali di interrogatori di Siciliane finite nelle maglie del Santo Uffizio e condannate nel carcere palermitano dello Steri, da lei presi negli archivi madrileni. Mi disse: “Mi piacerebbe farci un romanzo con te!”. Purtroppo una leucemia fulminante se la portò via in un mese e non potemmo por mano all’opera. Ma sentivo di doverglielo e ne ho fatto un personaggio del mio romanzo facendola qua e là parlare attraverso  qualche citazione dai suoi scritti.

– Troviamo tre citazioni in epigrafe, tratte dal “Cantico dei cantici”, da “De praescritione haereticorum” di Tertulliano e da “Le città invisibili” di Calvino. Perché le hai scelte? Che tipo di messaggio (o chiave di lettura) offre questa sequenza di citazioni?
Le mie personagge sono eretiche condannate dalla Chiesa che osano a vario titolo invadere una sfera che alle donne non è concessa perché riservata solo agli uomini di chiesa, hanno un rapporto col divino diretto e non mediato dalle gerarchie, oppure sono popolane che osano con la magia intervenire per trasformare la realtà, o “eroine” risorgimentali usate e poi gettate via dal nuovo Stato che avevano contribuito a creare, o poetesse che, coartate fino alla morte perché incomprese dalla società del tempo, cercano la luce in logge massoniche di democratici, omeopati e magnetisti, o, infine, donne del nostro tempo, come Alda Merini, internate perché colpevoli di avere amato troppo e di vivere in modo anticonvenzionale. Il conflitto Maschio/Femmina è uno dei temi forti del romanzo.

– Il primo capitolo ha un titolo e un sottotitolo. Partiamo dal primo: “Scrivere per ingannare la morte”. Intravedo un fondo di verità in questo titolo. In che senso si può scrivere per ingannare la morte?  Il sottotitolo invece coincide con il nome di una donna e di un personaggio del romanzo: Alda. Ci parleresti di lei?
Scrivere è sempre un modo per sfidare il tempo ed esorcizzare la morte. Nel caso della protagonista, Alda, scrittrice fallita siculo-milanese, malata di mania di scrittura, quasi autistica, nella quale c’è un po’ di Alda Merini e un po’ di me, ciò è ancora più vero in quanto è malata di cancro e non le rimangono che pochi giorni di vita. Decide perciò di ingannare la morte scrivendo finalmente il libro che non è mai riuscita a scrivere per sparigliare le carte, sbugiardare e fare meravigliosa vendetta dei potenti patriarchi d’ogni tempo: padri, amanti, medici, psichiatri, filosofi moralisti…  Ce la farà, morendo appagata e riportando la vittoria su tutti. Un libro a lieto fine, malgrado tutto.

– Cosa accomuna le donne (le “eretiche”) che compaiono e vivono tra le pagine di questa tua opera letteraria?
Risultati immagini per marinella fiumeAl di là della diversità delle epoche e delle classi sociali, il filo rosso che accomuna queste donne è la loro colpa più grande, il peccato per cui meritarono l’inferno nella bolgia dantesca dove giacciono in eterno: aver fatto uso della parola e della scrittura, un potere di creare, dar forma e trasformare il mondo che i Patriarchi di ogni tempo hanno ritenuto loro incontrastato dominio. La maledizione e la solitudine dello scrittore è l’altro tema forte del romanzo. O forse del meta-romanzo che indaga sui molti modi per cui si scrive. E l’altro elemento che le accomuna tutte è la forza, il coraggio di difendere i propri principi senza arretrare mai neanche di fronte alla morte.

– Vorrei provare a conoscerle tentando di offrire una suggestione ai lettori di questa intervista. Dunque ti chiedo, cara Marinella, se ti va e se sei d’accordo, di dedicare una frase, o un breve messaggio, a ciascuna di queste donne. Abbiamo già parlato di Alda. Ti chiederei di cominciare con Ursula (venditrice di pianelle, condannata dal tribunale del Sant’Uffìzio al fuorbando e alla fustigazione). Che frase vorresti dedicare a Ursula?
Se mi permetti di usare le parole di questa sfrontata e incorreggibile magàra popolana vorrei dedicarle la frase con la quale lei stessa finisce di raccontarsi: “Voi mi dannate, ma il Vostro Signore Iddio saprà vendicarmi trascinandovi nel profondo dell’inferno, abbruciando la vostra anima nigra in perpetuo”.

– E a suor Agueda (arrestata come quietista), che frase o messaggio dedicheresti?
La bellezza del tuo corpo e della tua anima mentre ha perduto te sarà l’unica cosa capace di salvare il mondo.

– È il turno di Francisca (accusata di essere strega e condannata alla damnatio memoriae). Cosa vuoi scrivere per Francisca?
Vollero che di te scomparisse anche il ricordo e invece eccoti qua a ricordare a tutti la tua vita esemplare dell’ostinata resistenza e forza delle nostre donne.

– Una frase o un messaggio per Garronfola, (affittaletti della flotta spagnola di stanza a Messina, frustata e spogliata dei suoi averi)…
Attente, si servono di voi e dei vostri servigi fin che fa loro comodo, ma sono pronti a disfarsi di voi alla prima occasione!

– E per Gertrude (terziaria condannata al rogo come molinosista)?
Bruciatele, mettetele al rogo le donne, riducetele in cenere, disperdetele ai venti, mai smetterete di sentire le loro voci nel fremito del vento che scompiglia le foglie degli alberi.

 – Ti chiedo adesso di dedicare una frase o un messaggio alla pittrice Sofonisba…
Solo nell’amore è il paradiso, la piena felicità.

– E all’eroina del Risorgimento, Peppa la cannoniera? Che frase scriveresti per lei?
Anche qui una frase che lei adopera nel corso del racconto che lei stessa fa della sua vicenda: “Ca quali Risorgimentu e Risorgimentu… ppi mmia fu na gran pigghiata ppu culu!”

– Rimane la nostra cara Mariannina Coffa: la poetessa netina che hai contribuito a far conoscere con il tuo preziosissimo lavoro… Cosa scriveresti a Mariannina?
…Perché a tutti è dovuto il mattino, solo a pochi eletti la Luce dopo il cammino.

 – Un’ultima domanda, cara Marinella. Chi sono le eretiche di questi nostri giorni?
Sono ancora oggi le insubordinate, le donne che sono padrone del loro corpo e della loro anima, quelle che oppongono con ostinata volontà la loro scrittura eretica al sistema dei patriarchi che reagisce con l’escalation del femminicidio.

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Marinella Fiume, nata a Noto (Sr), dottore di ricerca in Lingua e Letteratura italiana, docente di Lettere nei Licei, ha collaborato con la Scuola di specializzazione per l’insegnamento nelle Superiori dell’Università di Catania; sindaco di Fiumefreddo di Sicilia (Ct) per due legislature, ha pubblicato saggi, tra cui Sicilia esoterica, romanzi, biografie, epistolari e curato il Dizionario Siciliane.

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