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È STATO BREVE IL NOSTRO LUNGO VIAGGIO di Elena Mearini (intervista)

gennaio 22, 2018

È STATO BREVE IL NOSTRO LUNGO VIAGGIO di Elena Mearini (Cairo editore)

Il libro è entrato nella cinquina dei finalisti dell’edizione 2017 del Premio Scerbanenco

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di Simona Lo Iacono

Cesare Forti. Il cognome rimanda alla virtù della forza, della compiutezza, della presenza. E, in effetti, questo sembra. Un uomo incrollabile, la cui vita non risente neanche di una sbeccatura, una di quelle imperfezioni così scontate negli altri.
Ma lui no.
Ha una moglie elegante, espertissima nell’arte di arredare, intrattenere, presenziare. Una figlia amata, tirata su con il rispetto delle buone regole dello stare al mondo.
Eppure, al di là della maschera inappuntabile dell’uomo arrivato, qualcosa è ferito, crepato.
E quel qualcosa lo porta a cercare altro, un appagamento diverso, una risposta a esigenze mai rivelate.
Bisognerebbe sempre ascoltare i propri desideri, persino i propri tradimenti, perché molto rivelerebbero sulle strade interrotte, sui destini mancati, persino sulle richieste – mai veramente adempiute – di uno sguardo. Non farlo, significa correre su un crinale pericoloso che mescola verità e finzione. Indossare maschere pronte a sbriciolarsi. Affidare alla parte nascosta di noi il compito di ribaltare quella affiorante, ma meno autentica.
Con una sapienza poetica altissima, Elena Mearini ci racconta quest’uomo. Le sue ipocrisie ma anche le sue ferite. La sua debolezza ma anche il suo finale coraggio. La sua malattia interiore e la sua inaspettata guarigione.
È stato breve il nostro lungo viaggio”, (Cairo editore) è un romanzo che lucidamente disamina l’assillo dell’apparenza, seziona le voragini del cuore, riepiloga gli anelli – presenti e mancanti – della maglia complessa dell’esistere.

-Elena – chiedo allora alla bravissima autrice – mai come in questo libro possiamo dire che la letteratura fa andare oltre, sgomina ciò che appare, il manto che nasconde la verità, e le ferite delle cose. Chi è veramente Cesare Forti?
Risultati immagini per elena mearini letteratitudineCesare Forti è un uomo che vive in mancanza di sé, a determinarlo sono gli sguardi e i desideri degli altri. La sua identità è una costruzione artificiosa che asseconda gli stereotipi di un padre esemplare, un marito modello, un imprenditore affermato. Cesare non conosce il nucleo autentico di sé, lo ha abbandonato ancora prima di averlo incontrato. Lui ha rinunciato a quella “fatica necessaria” che consente all’uomo di farsi uomo, ossia comprendere di cosa si è fatti, di quali mancanze, bisogni, desideri, bugie e maledizioni. Il prezzo di questa rinuncia è vivere la non-vita di una maschera.

-Perché Cesare sceglie di sposare sua moglie?
Margerita gli appare come una donna che sa stare al proprio posto, una che non pone troppe domande e non costringe alle risposte, può essere la complice ideale di una cecità comoda, colei che preferisce distogliere lo sguardo dalle cose disturbanti e dalle urgenze della verità. Margherita sceglie la miopia e scarta la messa a fuoco, scambiando la maschera di Cesare per volto di carne.

-In che modo la voracità dei suoi desideri  lo impiglia in un percorso di menzogne e – infine – di liberazione?
Risultati immagini per elena mearini letteratitudineL’incontro con Alma, la donna che diviene presto ossessione e vizio ostinato, smuove i bisogni più profondi e nascosti di Cesare, lacera la sua maschera rivelando i tratti di un volto che si dispera per compiersi. Alma è il male indispensabile alla nascita. Con lei comincia il travaglio per la messa al mondo.

-E infine, c’è un prezzo da pagare per essere veri, per rinunciare alle proprie maschere? O la maschera è anche un modo, feroce e solitario, di difendersi?
Occorre dannarsi per guadagnare la propria verità, guardare  in faccia anche il nero che siamo, assumerne i tratti crudeli e disumani,  specchiarsi nell’orribile per poi scegliere il meraviglioso.

Elena cara, grazie di cuore per questo libro potente e necessario.

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La scheda del libro

Cesare Forti, cinquant’anni, dalla vita ha solo il meglio. Ha sposato Margherita, che è splendida, elegante, sempre capace di parole che gli altri vogliono sentire. Insieme hanno una bambina, Maya, la loro principessa. Nel suo lavoro Cesare è considerato un guru, attorno ha una corte di persone che in lui ritrovano l’uomo ideale, incrollabile. Ma questa confezione perfetta nasconde un punto di rottura. Cesare non è chi appare, lui è altro dalla compiutezza, altro dalla forza. Una donna dall’abito color corallo, che sembra spuntata dal mare, per prima incrinerà quella superficie levigata. Poi un ragazzino, con un incongruo ciuffo ossigenato a chiedere attenzione, sarà strumento della rivelazione.
Una morte prima e un ricatto poi spingeranno il protagonista spalle al muro, faccia contro la verità. Cadranno le maschere, e Cesare per la prima volta incontrerà il proprio volto. Quello vero, nudo, che non lascia via di fuga. Il volto di un uomo a metà, di un marito traditore, di un padre interrotto.
Una storia che gioca sul confine tra verità e menzogna, domandandosi se sia possibile attraversare la vita senza calpestarle entrambe, cercare se stessi senza sfiorare il male. Un romanzo sull’identità maschile che un uomo non sarebbe mai stato capace di scrivere.

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Elena Mearini è nata nel 1978 e vive a Milano. Si occupa di narrativa e poesia, conduce laboratori di scrittura in comunità e centri di riabilitazione psichiatrica. Nel 2009 esce il suo primo romanzo 360 gradi di rabbia (Excelsior 1881, Premio Giovani lettori Memorial Gaia di Manici Proietti), nel 2011 pubblica per Perdisa Pop Undicesimo comandamento (Premio Speciale Unicam-Università di Camerino). Seguono il terzo romanzo A testa in giù (Morellini Editore, Premio Giovani lettori Memorial Gaia di Manici Proietti) e le raccolte di poesie Dilemma di una bottiglia (Edizioni Forme Libere) e Per silenzio e voce (Marco Saya Editore).Per Cairo nel 2016 ha pubblicato Bianca da morire, segnalato dalla giuria del Premio Campiello, mentre del 2017 è la raccolta poetica Strategia dell’addio (LiberAria).

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