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Posts Tagged ‘Gianluca Barbera’

STORIA DI DUE DONNE E DI UNO SPECCHIO di Edoardo Zambelli

STORIA DI DUE DONNE E DI UNO SPECCHIO di Edoardo Zambelli (Laurana, 2018)

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Un mondo di specchi e misteri, nel nuovo romanzo di Edoardo Zambelli

di Gianluca Barbera

Quella di Zambelli è una scrittura limpida e onirica. Tutto è chiaro eppure niente è come che sembra. Ancora una volta, dopo il romanzo d’esordio “L’antagonista”, l’autore di Cassino sfodera una storia densa di misteri, doppifondi, figure perturbanti e specchi che moltiplicano la realtà.
Due donne di età differenti si incontrano, diventano amanti, affrontano insieme gli spettri del passato. Nella vita di una, un vuoto di memoria che riguarda i primi diciotto anni complica le cose. Senza contare la comparsa di un uomo che inizia a ossessionarla con foto, lettere e improvvise apparizioni. Nella vita dell’altra, che è stata a lungo lontana da casa a causa di un padre che ora è inchiodato su una carrozzina (ma non solo), s’intrufolano inquietanti sogni che minacciano di diventare realtà. Poi come in un gioco di specchi i personaggi si sdoppiano, assumendo nuove identità, interpretando nuovi ruoli, come in un mondo parallelo. Leggi tutto…

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VIAGGIO IN AFRICA di Giorgio Manganelli (recensione)

VIAGGIO IN AFRICA di Giorgio Manganelli (Adelphi, a cura di Viola Papetti)

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L’Africa di Manganelli

di Gianluca Barbera

Nel 1970 Manganelli viene incaricato dalla multinazionale Bonifica, che progetta di realizzare una strada lungo la costa orientale dell’Africa, da Dar es Salaam al Cairo, di compiere un sopralluogo di due mesi in quei luoghi e stendere una relazione. La strada non verrà mai realizzata e nessuna delle due versioni stese da Manganelli sarà mai pubblicata. Colma la lacuna Adelphi dando alle stampe “Viaggio in Africa” (a cura di Viola Papetti, pp. 71, euro 7), fedele alla prima versione. Dopo una cena a Spoleto, nella casa di Castaldi (dirigente di Bonifica), Manganelli, seppure riluttante, accetta di sobbarcarsi la fatica di un viaggio che definirà “splendido e massacrante”. Si presenta in albergo in “completo kaki, berretto con visiera e ombrello”, pronto a sfidare un mondo ignoto, a bordo di un gippone fatto per frantumare le ossa, tra leoni, coccodrilli, serpenti e marabù; passando per città “inventate” dagli europei (Nairobi, Kampala, Gibuti), percorrendo Paesi sconvolgenti. “L’Africa è una incredibile meraviglia” scrive in una lettera da Dar es Salaam, “ma che pesantezza”. Quella di Manganelli è un’Africa descritta con potenza visiva: “Costole, ossame di un cadavere geologico: montagne di ciottoli lavorate da un’acqua furibonda ed effimera; valli livide tra giallo e ocra, luoghi inaccessibili protetti o esclusi da barriere invalicabili”; dominata da una natura “che ancora odora di creazione”. Una terra in cui “l’uomo, essere labile e spaventato, ininterrottamente tratta la propria sopravvivenza con l’indifferenza del mondo”. La relazione che stende al ritorno è un serrato confronto tra due mondi inconciliabili. Tra un’Europa continente-città, dove tutto è regolato dalle necessità economiche, e un’Africa fatta di “città rare e lontanissime; spazi indifferenti, un pachiderma planetario abitato e percorso da insetti lievissimi e provvisori”. Una terra “senza strade, percorsa da lunghe, rare piste sinuose, labili e ostinate”. E non è una differenza da poco perché “la strada è mentale, la pista fisiologica”. Leggi tutto…

GIANLUCA BARBERA racconta MAGELLANO

GIANLUCA BARBERA racconta il suo romanzo MAGELLANO (Castelvecchi)

Il mio Magellano è un novello Ulisse, ma potrebbe anche assomigliare a un personaggio delle leggende di Re Artù.
Un omaggio a Salgàri, indimenticabile compagno della nostra giovinezza.

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di Gianluca Barbera

Circa un anno e mezzo fa, sul principio della primavera, camminavo nei boschi intorno a casa con un amico. Gli parlai del fatto che volevo scrivere un romanzo che raccontasse e in qualche modo condensasse l’epopea dei viaggiatori e degli esploratori del passato. Pensavo di dare vita a un personaggio immaginario che avrebbe concentrato in sé le avventure dei vari Marco Polo, Colombo, Vespucci. Nei mesi successivi lessi molti libri sull’argomento. Tra questi la biografia di Stefan Zweig su Magellano e la Relazione di Pigafetta. Mi resi subito conto che la mia ricerca era terminata. Avevo trovato il mio “eroe”. Volevo con tutte le mie forze scrivere una storia epica e divertente al tempo stesso, una storia di mare e di terra, piena di sale e di vento. Un inno allo spirito libero che è in ciascuno di noi. E quella di Magellano era una storia drammatica già fatta e compiuta, con una struttura narrativa perfetta. Una tragedia che pareva uscita dalla penna di Shakespeare. Con spettri, tradimenti, morti violente, sensi di colpa, figure titaniche, rivalità insanabili. Mi ci buttai a capofitto. Innanzitutto andavano sistemate alcune cose, oliati alcuni ingranaggi; bisognava trovarle una lingua, un punto di vista non banale, occorreva dare spessore ai personaggi. E vi andava innestata una ironia tutta moderna, se volevo che certe situazioni non risultassero eccessive. Leggi tutto…

MAGELLANO di Gianluca Barbera (recensione)

MAGELLANO di Gianluca Barbera (Castelvecchi) – recensione

[da oggi disponibile in libreria]

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di Gianni Bonina

Dopo la supposizione tentata da Anassimandro, a provare finalmente la teoria eliocentrica che proprio negli stessi anni Copernico stava elaborando fu agli inizi del Cinquecento il portoghese Ferdinando Magellano, oggi  ricordato maggiormente come l’espoloratore al cui nome è legato lo Stretto, sopra la Terra del Fuoco, noto come il varco che navigando verso occidente portava alle Indie. Ma Magellano non concluse l’intera circumnavigazione del globo perché fu ucciso da tribù selvagge in un’arcipelago del Pacifico che non restituirono nemmeno il corpo. Fu il suo successore al comando del naviglio, lo spagnolo Juan Sebastian Elcano, a completare la storica e rivoluzionaria missione voluta dal Re di Spagna in rivalità con quello del Portogallo, impegnati entrambi nella spartizione del mondo extraeuropeo.
Magellano convinse, da straniero e da nemico, il sovrano madrileno ad armare una flotta di cinque navi promettendogli una via più veloce per raggiungere le Molucche e i suoi preziosi mercati facilmente assoggettabili anche alla fede cattolica, ma non immaginò l’enorme vastità dell’oceano “ignotum”, chiamato “Mar del Sur” e creduto più piccolo dell’Atlantico, che lui ribattezzò “Pacifico” per la sua placida solennità. La scoperta del passaggio a sud-ovest non servì agli interessi delle potenze europee e si rivelò infruttuosa, ma aprì la via a conoscenze che avrebbero aperto gli occhi all’umanità.
Sul momento quello di Magellano fu visto come un viaggio contro l’ordine del mondo, una violazione della cosmologia stabilita dalla Chiesa e della rappresentazione laica consolidata: pretendere di arrivare alle Indie seguendo la direzione opposta a quella nota e certa significava mettere in dubbio tutte le acquisizioni nonché l’esistenza di Dio e la sua parola depositata nella Bibbia dove il mondo non poteva che essere piatto e certamente non doveva girare né essere sospeso nello spazio. Gli uomini che salparono dal Guadalquivir di Siviglia, per giunta con gli auspici e i soldi del re più cattolico d’Europa, erano destinati, facendo quella rotta, a precipitare nel nulla quando il terracqueo fosse improvvisamente finito. Senonché nella coscienza anche spagnola si era fatta intanto strada l’idea, da poco suggerita da Colombo, che così come non c’erano leoni oltre le colonne d’Ercole bensì fioriva oltreoceano un mondo nuovo e ricco, proseguendo ancora avanti non si poteva, nella supposizione di un globo non diretto verso una cascata, che tornare al punto di partenza e prima ancora alle favolose Molucche dei chiodi di garofano e delle spezie aromatiche, dell’oro e degli uccelli piumati. Leggi tutto…

Gianluca Barbera

Gianluca Barbera lavora in ambito editoriale. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo La truffa come una delle belle arti (2016, finalista Premio Neri Pozza, finalista Premio Chianti, finalista Premio Città di Como) e il saggio Idee viventi. Il pensiero filosofico in Italia oggi (2017). Collabora con le pagine culturali de «il Giornale» e con la rivista online «Pangea». Nel 2018, per i tipi di Castelvecci, è uscito il romanzo storico Magellano (qui l’Autoracconto d’autore del romanzo).